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Pelillo: Napolitano rassicura, ma perplesso dopo decreto Ilva

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Conferenza stampa post-seduta di Consiglio dopo il decreto Ilva (St@)

Bari – “NONOSTANTE le rassicurazioni del Capo dello Stato, non ho alcuna intenzione di nascondere le mie perplessità sul decreto legge n. 207 del 2012 sull’Ilva di Taranto. La prima perplessità è di carattere giuridico-istituzionale; è la più discussa ma è anche paradossalmente quella che si presta di meno ad essere argomento di dibattito, se non per i soli giuristi. Sarà la magistratura a valutare e – nel caso – a rivolgersi alla Corte Costituzionale”. Lo dice l’assessore regionale al bilancio Michele Pelillo (PD).

“Le altre due perplessità hanno carattere sostanziale. L’una è di carattere economico: la proprietà dell’azienda ha la capacità finanziaria di ottemperare alla nuova autorizzazione integrata ambientale? E, ammesso che la abbia, è disposta ad un investimento così grande in così poco tempo (tre anni)? L’altra attiene alla capacità di interlocuzione. L’Ilva è una delle pochissime grandi aziende ad essere azienda di famiglia. Con chi sarà possibile interloquire della famiglia Riva, tenuto conto che due dei vertici sono agli arresti ed uno è attualmente latitante? Non nascondo i miei dubbi, né tantomeno voglio nascondermi dietro ad essi”.

“Anch’io, ogni tanto, ho la tentazione ad agire “di pancia”, di imprecare contro tutto e tutti. Ma non mi è concesso. Sono un uomo delle istituzioni, sono un esponente del partito più rappresentativo su questo territorio, partito che si appresta a governare anche il Paese; sono stato, nella mia ultima elezione il tarantino di centrosinistra più votato di sempre. Ho il dovere di contare fino a cento prima di parlare e sopratutto di provare sempre a costruire, combattendo il disfattismo masochista che abbiamo nel dna, armato solo di buon senso e di forza morale“.

“Piaccia o meno, il decreto legge è in vigore; io – in pieno raccordo col mio partito – sto provando a migliorarlo il più possibile. Stiamo provando a cogliere due importanti obiettivi. Il primo è la soluzione all’emergenza sanitaria con la deroga ai vincoli sulle assunzioni di medici ed infermieri per la Asl di Taranto. La Regione in questi ultimi mesi ha fatto tutto il possibile, ma nulla può fare sui vincoli che derivano da leggi nazionali. Il secondo riguarda la figura del garante. Deve essere persona al di sopra di ogni sospetto, di grande autorevolezza, che possa avere la piena fiducia dei tarantini. Stiamo provando a suggerire il nome di un tarantino perché ci sembra la cosa più giusta. Siamo convinti, inoltre, che la figura del garante, da sola, non basta: c’è bisogno di un presidio democratico, di una sorta di comitato civico che si rapporti col garante in modo proficuo e continuativo”.

“Questi due obiettivi, anche se ambiziosi, sono possibili ed adeguati all’impostazione del decreto legge. Se ci riusciamo, subito dopo potremmo riprendere la discussione sulle bonifiche, sull’accordo di programma e sulle compensazioni in favore di Taranto da parte dello Stato. Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno e provare a riempirlo.”


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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