Cronaca

Damone scrive a Vendola e Gentile: attenzione ai malati

Di:

Damone (Ppdt)

Il consigliere F.Damone (immagine d'archivio - IlGrecale)

Bari – IL consigliere Francesco Damone ha scritto al presidente Vendola e all’assessore alla sanità Elena Gentile per sensibilizzarli circa le problematiche dell’ospedale di San Severo, puntando il dito sul direttore generale della Asl Foggia.

“Caro presidente,cara assessora, pur avendo premesso di voler evitare ogni facile strumentalizzazione relativa ad anacronistici campanilismi e visioni particolari, prendo atto con meraviglia del tono e dei contenuti della replica del direttore generale dell’ASL di Foggia che muove accuse di disinformazione a chi ha da sempre fatto del diretto contatto con la realtà la propria forza e la propria responsabilità”.

Mi pare davvero surreale che il direttore generale possa affermare che il consigliere regionale di San Severo non sia ben informato, senza capire che – essendo rappresentante dei cittadini elettori (e quindi sottoposto al ciclico giudizio delle persone) – la eventuale responsabilità di tale mancata sinergia è del manager di turno.
D’altra parte nei lunghi anni di servizio politico alla mia città ho ricevuto numerosissime accuse, gravi, offensive e talvolta infamanti: ma mai nessuno mi ha incolpato di non conoscere bene lo stato della sanità di San Severo! Anche questo rientra nei fatti noti di San Severo …

La mia storia personale ed il mio impegno costante mi permettono di affermare con serenità di non essere poco informato, per cui non mi ritengo né soddisfatto né convinto della difesa generica ed in alcuni tratti inquietante messa in campo dall’ing. Manfrini. È noto a tutti coloro che frequentano l’ospedale di San Severo ed hanno a che fare con la sanità in città, che la mia presenza sul territorio è quotidiana, attenta e mirata al miglioramento del servizio al malato: sono pronto in qualsiasi momento ad un confronto pubblico o privato per verificare chi è disinformato e chi, invece, riceve notizie di seconda o terza mano, guardando con distacco dall’alto della torre d’avorio dalla quale esercita il potere, invece di porsi al servizio della comunità..
Caro presidente e cara assessora, a mio avviso fareste bene a ricordare all’ingegner Manfrini (che forse non lo ha ben compreso) che il suo compito è quello di dare risposte concrete alla gente di Capitanata e ai cittadini di San Severo.

Completamente fuori contesto, inoltre, appaiono i richiami alla questione morale, alla morsa della magistratura attorno alla Asl: la autoassegnata medaglia dell’onestà è’ un presupposto ineludibile ed ordinario nella gestione della cosa pubblica … pare quasi una excusatio non petita … il tutto onestamente incomprensibile rispetto a valutazioni di ordine organizzativo e gestionale che rimangono senza risposta nel merito.

Caro presidente, cara assessora, nell’ambito della distribuzione delle risorse non è più sopportabile il trattamento riservato all’ospedale di San Severo e non sono più tollerabili delle scelte rispetto a voci di spesa che mettono al primo posto l’edilizia sanitaria (vedi alcune cattedrali inutilizzate: Accadia, Tremiti, Deliceto, Orsara ecc. ) invece che gli operatori, i malati, i cittadini: il criterio dell’utilità marginale delle risorse deve essere al centro dell’attenzione di tutti i soggetti responsabili!
Concludo ribadendo che le amicizie personali e le appartenenze dei potenti di turno, spesso inconsapevoli, non devono penalizzare un intero territorio che va dal Gargano al Subappenino e confermo con forza che è sotto gli occhi di tutti il fallimento conclamato della gestione di questa direzione generale che ha tradito ogni aspettativa, operando in maniera discutibile, opaca e priva di prospettive.

Bisogna affermare una politica seria per il territorio, guardando
con esclusiva attenzione ai malati, agli operatori sanitari, ai familiari di chi soffre, ai cittadini ed agli utenti!”.

Redazione Stato



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