Il ‘Giorno del Ricordo’, tributo di Pepe e Mongelli. Congedo: Vendola silente per i ‘colori’

di Pasquale Gargano
Pubblicato il 10 febbraio, 2010

Foibe (immagine da digilander.libero)

Foibe (immagine da digilander.libero)

Foggia – NELL’AVVICINARSI alla celebrazione del Giorno del Ricordo bisogna, innanzitutto, preservare e condividere il rispetto e la pietà che si devono alle vittime non combattenti di una guerra, il secondo conflitto mondiale, tragicamente segnata dalla quantità e dalla qualità delle azioni di sistematica aggressione alla popolazione civile per ragioni di razza e nazionalità.Per troppi anni, infatti, i morti sono stati utilizzati dall’una e dall’altra parte politica per giustificare e alimentare divisioni ideologiche, anche funzionali al mantenimento di una sorta di immobilismo istituzionale che ha avuto riverberi negativi non solo sul dibattito politico. E’ quella divisione, quella modalità di contrapposizione che noi tutti abbiamo il dovere di contribuire a superare per favorire la piena, coerente e convinta affermazione dell’unità civica dell’Italia e degli italiani. La democrazia vive di confronto, talvolta di conflitto; ma questo non può e non deve riguardare la nostra storia, la nostra memoria. Il dibattito su quanto accaduto in quegli anni deve essere motivo di unione e non di contrapposizione. E’ anche sulla reciproca legittimazione, storica oltre che politica, che possiamo contribuire alla costruzione di un Paese moderno e normale; dove non si usano gli orrori dei lager e delle foibe per vantare primati ideologici, ma si ricordano questi inimmaginabili eventi per ricavarne il monito civico ad impedire che possano accadere ancora Ciò senza far venir meno il giudizio netto sulle responsabilità pol itiche di chi ordinò e portò a compimento il genocidio e le stragi. Ora, però, è il tempo della comprensione e della compassione, da utilizzare come lente di ingrandimento delle cronache storiche per trovarne le ragioni che ci uniscono e non quelle che ci dividono”: questo il messaggio del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, in tributo del ‘Giorno del Ricordo’, in memoria alle vittime italiane trucidate sul fronte Orientale del Paese.

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Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia

Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia

IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PEPE – “LA tragedia vissuta da migliaia di italiani barbaramente trucidati sul fronte Orientale del nostro Paese sul finire del secondo conflitto mondiale ed il dramma dei 350mila nostri connazionali costretti all’esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani comunisti del Maresciallo Tito devono diventare finalmente patrimonio condiviso della nostra comunità nazionale. La “Giornata del Ricordo” è dunque un’occasione per conservare viva la memoria di quell’orrore, un’occasione per insegnare e raccontare alle giovani generazioni, dopo anni di oblìo, questa pagina della storia della nostra Italia”. È quanto ha dichiarato Antonio Pepe, presidente della Provincia di Foggia, alla vigilia del 10 febbraio, che il Parlamento Italiano con la legge 92 del 30 marzo 2004 ha individuato come la “Giornata del Ricordo”. «Oggi più che mai – afferma il presidente della Provincia – è necessario aprire una finestra sul dramma delle foibe, sulla sorte terrificante che fu riservata a tantissimi nostri connazionali, per costruire e rafforzare una vera memoria condivisa”. In quest’ottica l’Amministrazione provinciale, in collaborazione con il “Comitato 10 febbraio”, ha invitato gli Istituti Superiori della Capitanata ad organizzare durante la settimana incontri ed iniziative finalizzate (attraverso la proiezione di filmati e la distribuzione di opuscoli e materiale informativo) a raccontare quella tragedia nazionale e a ricordare le sue vittime. «I nostri ragazzi – aggiunge il vicepresidente della Provincia ed assessore alle Politiche Educative, Billa Consiglio – devono essere consapevoli di come un popolo che dimentica i suoi martiri non possa considerarsi tale. La storia serve ad unire, e non a dividere, e la memoria è proprio il collante necessario per produrre una storia condivisa, che sia al tempo stesso la pietra d’angolo per la costruzione e di una identità nazionale vera. È appena il caso di sottolineare che l’identità, la condivisione del passato, il superamento dei contrasti che hanno fatalmente prodotto letture diverse di un medesimo periodo storico, possono attuarsi soltanto se vengono dal basso. Dalla scuola, appunto, che è al tempo stesso presidio di scientificità di questa metabolizzazione, e laboratorio di memoria, di produzione di identità civile». Il “Comitato 10 febbraio”, inoltre, allestirà nell’atrio dell’Università degli Studi di Foggia una mostra fotografica (che sarà visitabile a partire da giovedì 11 febbraio) dedicata appunto alla tragedia delle foibe e provvederà alla distribuzione di materiale illustrativo.

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DALLA REGIONE – CONGEDO: ‘ASSORDANTE’ IL SILENZIO DI VENDOLA – Il consigliere regionale PdL, Saverio Congedo, ha attaccato il governatore Vendola in merito al presunto ‘mancato tributo’ del presidente regionale in merito al ‘Giorno del Ricordo’. “Invano ho cercato sui giornali e sul sito del Governo Vendola un qualche pur minimo cenno del governatore uscente della nostra Regione alla ‘Giornata del ricordo’ dell’olocausto degli italiani dell’Istria, della Dalmazia e della Venezia Giulia, perseguitati, trucidati, depredati di tutto e sradicati dalle loro italianissime terre soltanto perché italiani ad opera dei comunisti titini. Eppure vivono ancora tra di noi tanti di quegli esuli o comunque i loro figli e nipoti, che anche la nostra pur ospitalissima Regione (che ha giustamente finanziato perfino pubblicazioni sulla persecuzione degli zingari albanesi) avrebbe dovuto e potuto in qualche modo moralmente risarcire con una qualche iniziativa che ad esempio raccontasse le loro storie dimenticate nei luoghi pubblici, a cominciare dalle scuole. Ma evidentemente la cattiva coscienza dei vetero-comunisti italiani rispetto ad un orrendo crimine di cui furono complici, ha tappato al bocca al nostro presidente ed al suo assessore al Mediterraneo, pur tanto solerti nel solidarizzare a spese nostre con tutti i popoli più o meno oppressi del mondo. Tranne, evidentemente, quando il popolo oppresso aveva il torto di essere italiano ed i loro aguzzini, invece, il merito di essere comunisti”.

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PEPE: DOMANI IL GIORNO DEL RICORDO; LA PUGLIA CELEBRA LE VITTIME DELLE FOIBE – “Il 10 febbraio si celebra il “Giorno del ricordo”per conservare la memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati, costretti a lasciare le loro case nel secondo dopoguerra a causa della complessa vicenda del confine orientale. Su quella pagina nera del nostro Dopoguerra è calato per tanto tempo l’oblio e il silenzio. Per decenni il dolore di tante famiglie, che avevano vissuto quella tragedia e gli orrori del totalitarismo, non aveva incontrato il giusto sentimento di condivisione da parte dell’intero Paese, prigioniero di un’estenuante lotta tra le ideologie – così il presidente del Consiglio regionale Pietro Pepe – Finalmente con la legge del 2004, il Parlamento ha sanato quell’antica ferita e ha liberato la riflessione e la ricerca storica su quella pagina di storia nazionale. Il nostro Paese è risorto dalle ceneri della dittatura perché ha ricostruito una coscienza condivisa fondata sul rispetto della dignità dell’uomo e della democrazia. Sono questi i valori che ci accomunano, al di là delle differenze, e che costituiscono l’humus della nostra identità nazionale. Agli storici spetta il compito di ricercare tutte le cause della “diaspora degli italiani” da quelle terre. Alla politica, invece, la responsabilità di ricordare e di dare finalmente dignità ai nostri connazionali caduti su quel confine”.

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FOIBE, PALESE: OMAGGIO COMMOSSO AL POPOLO PER TROPPO TEMPO DIMENTICATO – “Nel giorno dedicato alla memoria dei martiri delle foibe, rendiamo commosso omaggio alle decine di migliaia di perseguitati, torturati, trucidati e ad un intero Popolo depredato di tutto e strappato dalle sue radici per la sola colpa di essere Italiano in terre italianissime, senza distinzione alcuna tra giovani e bambini, vecchi e donne, ‘fascisti’ ed anti-fascisti – così Rocco Palese (Pdl/An) – da 5 anni il nostro Paese, istituendo la Giornata del Ricordo, ha civilmente e finalmente deciso di porre fine a decenni di oblio, nei quali questo genocidio e questo esodo forzato di Italiani sono stati dimenticati. Oggi i figli e nipoti di quei martiri e di quegli esuli vivono anche tra di noi, a ricordarci un lembo di Italia violentata e strappata e l’orrore di un totalitarismo inumano fondato sull’odio. A loro va il nostro commosso saluto, la nostra fierezza per la loro italianità pagata tanto cara e nonostante tutto”.

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