Cinema

Zero Dark Thirty – K. Bigelow, 2012


Di:

Kathryn Bigelow (fonte: extratv.com)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: Zero Dark Thirty
Nazione: Stati Uniti
Genere: thriller, storico

UNA manciata di sale in tutto il territorio italiano per l’ultimo film di Kathryn Bigelow, premio oscar 2010 per The Hurt Locker e ora in lizza alla prossima kermesse di Los Angeles con Zero Dark Thirty per cinque nomination, tra cui miglior film.
Progetto travagliato, la pellicola narra, ispirandosi a documenti e fatti reali, le investigazioni americane intraprese dopo l’attentato dell’11 settembre 2001 che portarono al ritrovamento e uccisione di Osama Bin Laden il 2 maggio 2011.

Zero Dark Thirty - poster

No, questa volta non è il caso di lamentarsi della ridicola distribuzione nelle sale di questo lavoretto della valida Bigelow. E nonostante ogni opera meriterebbe una corretta diffusione al di là dei suoi meriti, viene voglia di strizzare l’occhio alla penalizzazione subita da Zero Dark Thirty, irritati dai risultati e al contempo fortemente memori del valore di questa grande regista.
Sì, niente mezze parole: viene da sbattere i pugni contro il muro nel ripensare a Point Break, Strange Days ma anche al piccolo cult Near Dark, nel ricordarsi dello stupore per una grinta registica raramente vista scivolare da una mano femminile, applicata a generi solitamente appannaggio di caratteri maschili (thriller, horror, azione). L’essere stata compagna di un (ex) gigante dell’action-movie come James Cameron le aveva forse donato quel quid che il mondo adorava, con l’aggiunta di uno stile che ha sfiorato in più di un’occasione una seria autorialità – Strange Days è una delle opere di fantascienza più sofisticate degli ultimi vent’anni.


E ora?
Già dal premiato The Hurt Locker qualcosa era andato storto e non ci plagiano affatto i riconoscimenti ottenuti. Buon lavoro, leggero cambio di registro ma non più qualcosa di memorabile che urlasse ripetute visioni.

Zero Dark Thirty - poster

Adesso, 2012, questo americanissimo film d’investigazioni a caccia del numero uno dei ricercati mondiali, a cavallo tra docu-fiction e thriller. Ghiotta occasione e soggetto perfettamente adatto alla coriacea e “virile” Bigelow, ma ancora una volta non sforna l’opera che brilla, la quale ancor meno del discreto The Hurt Locker appare meritevole di considerazione dopo i titoli di coda. Un buon montaggio – se ne condivide la nomination – non basta per dar ritmo e tensione ad un film non necessario, senza firma, che manca in una sola parola di mordente dappertutto anche se di fatti ad alta adrenalina parla di continuo.
Validi gli attori ma in performance standard, con un solo leggero sforzo virtuoso della “maschia” protagonista, Jessica Chastain, che porta sulla maglia la nomination a miglior interprete principale.

Torture, interrogazioni, torture, interrogazioni, ancora torture, interrogazioni, qualche traccia investigativa, un colpo di scena a tre quarti del film e poi il ritorno (stanco) della Bigelow sul finale, l’irruzione nel rifugio di Bin Laden. Tutto qua, questo è Zero Dark Thirty, che ha come soli meriti quello di aver evitato uno stile ruffiano e un gratuito incedere nella violenza, oltre ad un sobrio raccontare ben distribuito nell’arco delle due ore e mezza di proiezione.

Kathryn, non vorrai mica diventare un arido Ridley Scott di seconda categoria?
Please, smettila di rivedere Black Hawk Down e ripeti allo specchio: “sono la regista di Point Break, sono la regista di Point Break, sono la regista di Point Break…”

CANDIDATURE agli Oscar 2013 – Miglior film (Mark Boal, Kathryn Bigelow e Megan Ellison), Miglior attrice protagonista (Jessica Chastain), Miglior sceneggiatura originale (Mark Boal), Miglior montaggio (Dylan Tichenor e William Goldenberg), Miglior montaggio sonoro (Paul N.J. Ottosson)

Valutazione: 6.5/10
Spoiler: 1/10

altreVisioni

The Faculty, R. Rodriguez (1998) – omaggio cinefilo del regista di El Mariachi a L’invasione degli Ultracorpi e, per brevi citazioni, a La cosa. Gioco non del tutto riuscito ma potabile * 6

In Stato d’osservazione

Promised Land, G. Van Sant (2013) – drammatico, Festival di Berlino 2013 * 14feb

Zero Dark Thirty – K. Bigelow, 2012 ultima modifica: 2013-02-10T15:35:12+00:00 da Alessandro Cellamare



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