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A cura del personale del commissariato di P.S.

Corato, soldi per pilotare accompagnamento,preso infermiere

"I compensi, secondo quanto motivato dall'uomo, sarebbero serviti per sostenere le spese del procedimento"

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Bari – Nelle prime ore della mattinata, la Polizia di Stato, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare a carico di G.F., di anni 62, incensurato, resosi responsabile di truffa e millantato credito.

Le indagini. Il personale del commissariato di P.S. di Corato, al termine di una complessa attività info investigativa, diretta dalla Procura della Repubblica di Trani, ha accertato che un infermiere, dopo aver adescato anziani malati ed i loro familiari, rivoltisi alla struttura sanitaria dove lo stesso presta servizio, stremati dalle sofferenze connesse alla malattia, ha fatto credere loro di essere nelle condizioni di fargli percepire prestazioni assistenziali, quali l’indennità di accompagnamento, ed “in cambio ha riscosso laute somme di denaro”.

I compensi, secondo quanto motivato dall’uomo, sarebbero serviti per sostenere le spese del procedimento ma anche per comprare il favore dei ma anche per comprare il favore dei medici componenti delle commissioni mediche, che lo stesso avrebbe influenzato al fine di ottenere un esito favorevole per l’ottenimento del beneficio.

L’indagine è partita da alcune confidenze fatte al personale del Commissariato di Corato da un anziano signore, affetto da una grave malattia, che si era recato presso il laboratorio, dove il Ferrara presta servizio, per effettuare delle analisi cliniche. L’infermiere, approfittando dello stato di debolezza della vittima, gli riferiva che c’era la possibilità di alleviare le sofferenze sue e della sua famiglia dal punto di vista economico, poiché con il suo intervento avrebbero percepito l’indennità d’accompagnamento. In cambio, per il conseguimento di questi benefici l’arrestato ha chiesto alla vittima la corresponsione di una somma, che consegnava a rate, non essendo in condizioni tali da versarla in una unica soluzione.

Inoltre l’arrestato, avuta notizia delle indagini in corso a seguito della perquisizione eseguita a suo carico, ha riavvicinato le sue vittime, intimando loro di non riferire di avergli corrisposto denaro ed in alcuni casi ha anche restituito il maltolto. Dalla prosecuzione delle indagini si è acquisita la documentazione utile a far emergere altri casi di vittime in situazioni analoghe a quelle appena descritte. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la sua abitazione, in regime di arresti domiciliari, a disposizione dell’A.G. procedente.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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