EditorialiManfredonia
"Sono aperto al confronto pubblico, anzi lo sollecito continuamente "

Raccontare (e fare) politica Manfredonia: la tifoseria è pericolosa

"La mia è una piccola battaglia di idee, proposte, analisi ed iniziative concrete"

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RACCONTARE (E FARE) DI QUESTI TEMPI LA POLITICA A MANFREDONIA:LA TIFOSERIA IN POLITICA NON SOLO ACCECA MA È PERICOLOSA PER LA DEMOCRAZIA. (II^ parte)

Costruire artificialmente un clima da tifoseria in politica, come tendono a fare i potenti, è particolarmente grave e pericoloso, per se stessi e per la democrazia, poiché, da una parte, si corre il rischio di sviluppare quel senso di onnipotenza che acceca e svaluta totalmente l’altro, e, dall’altra parte, si tende a rendere impossibile ogni possibilità di crescita e di esercizio di coscienza critica, che è il sale della partecipazione sociale. Costoro tendono a giustificare il proprio operato non spiegandone la bontà ma negando l’esistenza stessa del problema posto dall’avversario politico, poiché costui non è meritevole di nessuna considerazione, le sue analisi, proposte e valutazioni non hanno alcun valore e, quindi, non c’è da darealcuna risposta.Chi è costui? Che va trovando? Perché non rimane al suo posto? (in dialetto, che rende meglio l’idea).

Purtroppo perloro, è la realtà sociale che mette al centro la questionedell’emergenza democratica,la quale, quindi, si impone di per se stessa. Oggi a Manfredonia è in atto una battaglia politica che è occasionata dalle prossime elezioni amministrative ma è molto più profonda e consolidata da tempo poiché è dacambiare un sistema di potere locale, dominante da più di vent’anni a Manfredonia, il quale si è radicato nel tessuto e costume sociale, nella coscienza e nell’operare concreto di ciascuno. E’ più che mai fondamentale, quindi, un confronto pubblico, continuo e sistematico, ed avere le disponibilità ed i mezzi per promuoverlo e realizzarlo, dato che si tratta non solo di evidenziare ragioni e proposte alternative ma di toccare e far uscire fuori questa presa di coscienza personale, tuttora viva ma sotterranea e bloccata, e trasformarla in partecipazione sociale attiva.

Se i potenti si rifiutano a tale confronto non solo esprimono la loro tracotanza e visione settaria ma si comportano in modo antidemocratico ed addirittura anticostituzionale, e forse contro ogni legge dell’umanità (la frase “chi non è con me è contro di me”ènon solo falsama anche logicamente oppressiva e illiberale). Nella costituzione italiana non c’è solo il diritto per cui chi è maggioranza debba governare ma anche quello di tutelare le minoranze e le opposizioni sociali ed istituzionali; anzi, è la stessa maggioranza a doverlo concretamente garantire. L’umanità stessa non avrebbe potuto evolvere e creare condizioni di civiltà e di progresso, senza la possibilità di esprimersi liberalmente e di organizzarsi per far valere le proprie ragioni, senza quella rottura di schemi dominanti, senza il rovesciamento di chi opprime le minoranze, uscendo così fuori dalla bieca legge naturale del prevalere sempre del più forte, che ha dentro di sé una storia di violenza, fisica e non. Perciò occorre non cadere in questo gioco-tranello di tifoseria politica, di contrapposizione schematica, emotiva, diabolica (letteralmente, ciò che divide in due), e continuare a ragionare, proporre e valorizzare al massimo tutte le articolazioni politiche e sociali.

La presenza a Manfredonia dei diversi schieramenti politici ed ideali, indipendentemente dalla loro condivisione o meno, è un valore in sé, un bene da tutelare, garantire sviluppare.

L’UNICO ANTIDOTO ALLA LEGGE DEL SELVAGGIO WEST È PROMUOVERE UN CONFRONTO PUBBLICO SISTEMATICO. L’unico antidoto a questa legge del selvaggio west è concordare e programmare a Manfredonia un confronto pubblico sistematico, utilizzando tutti i luoghi fisici e virtuali, per esaminare, da un lato, l’attuazione o meno del programma elettorale di chi governa la città da cinque anni (niente è stato finora documentato e pubblicato in merito da Riccardi & company), e, dall’altro lato le gravi questioni sociali ed economiche della nostra città e le relative proposte di soluzione, da parte delle diverse forze e coalizioni politiche.

Perché non dedicare un incontro settimanale alle prossime elezioni amministrative al confronto su uno o più temi preventivamente concordati, con l’impegno di esporre le proprie ragioni in modo ragionato ed alla pari? Questo è da fare tutti insieme, indipendentemente dalla disponibilità di Riccardi & company in merito, disponibilità che, pur necessaria, dovrebbe essere eticamente e politicamente ovvia e naturale.

Comunque sia, intendo ancora una volta riaffermare il senso del mio impegno civile, sociale, culturale e politico. La mia è una piccola battaglia di idee, proposte, analisi ed iniziative concrete necessarie a creare le condizioni sociali e politiche per una Manfredonia Nuova, diversa da quella attuale dominata da potenti da più vent’anni e bloccata in ogni possibilità di crescita. In questa battaglia, consapevolmente, per scelta e formazione non intendo assolutamente svilire il valore della persona, che è sacro e va sempre e comunque rispettato, forse, ancor più se avversario politico, sforzandomi continuamente ditenere distinto l’essere di una persona dal suo fare, dal suo comportamento, dal suo agire e pensare politico; qualunque cosa succeda, anche quando ciò non avviene nei miei confronti, ed anche quando, purtroppo, il vissuto non coincide col dato reale, poiché il messaggio viene ridefinito e filtrato in base al proprio schema mentale e quadro di riferimento.

NON SVILIRE MAI LA PERSONA MA COMBATTERE IL SUO NEGATIVO OPERARE POLITICO: QUESTO È L’ASSIOMA ALLA BASE DELLE ANALISI PROPOSTE. Questa è il postulato, l’assioma che è alla base di ogni approccio metodologico e/o sociologico. Sono aperto al confronto pubblico, anzi lo sollecito continuamente perché ritengo che è la dimensione collettiva, la partecipazione sociale, plurale e pluralistica, che dà senso a qualsiasi analisi e proposta. È perciò che voglio ringraziare pubblicamente i tantissimi lettori ed ancor più i commentatori che danno un contributo essenziale alle analisi proposte, specialmente se le loro osservazioni sono critiche, ragionevoli e diverse dalle mie, poiché consentono una visione compiuta di fatti sociali che, proprio perché tali, appartengono alla comunità.

Su queste basi continuerò la battaglia sociale attraverso le mie analisi ed attraverso l’operare politico concreto insieme ad altri, ancor con più vigore e tenacia, consapevole che occorre andare oltre le elezioni amministrative, pur essenziali, per costruire una Manfredonia Nuova.

(A cura di Silvio Cavicchia, Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia”, silviocavicchia@gmail.com)

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Commenti


  • Alexandrej Rogaciov

    Ho letto attentamente questa analisi e mi sembra molto corretta. Durante la campagna per le scorse primarie ho tastato il polso della situazione delle varie componenti e da osservatore sono stato agli incontri dei candidati traendo conclusioni interessanti che possono servire da corollario a questa bella analisi del Sociologo. In pratica mi è capitato di sentire la tifoseria del Sindaco che non conosceva nulla sui programmi, non aveva voce critica e non importava se il loro candidato stava amministrando bene, ma loro da veri pasdaran adoravano solo il loro ayatollah.

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