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Altroconsumo ricorda quali sono i requisiti per ottenerlo e chi, invece, ne è escluso

Bonus 80 euro, “Ecco cosa succede nel 2016”

Il bonus si calcola sul reddito complessivo annuo e viene diviso per il numero di stipendi che verranno percepiti nell’anno

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Roma. La Legge di stabilità 2015 ha reso permanente il bonus Irpef, i famosi 80 euro, introdotto dal Governo Renzi. Anche nel 2016, quindi, i lavoratori italiani al di sotto di una certa soglia di reddito continueranno a percepirli. Altroconsumo ricorda quali sono i requisiti per ottenerlo e chi, invece, ne è escluso.

Il bonus Irpef spetta a tutti i lavoratori dipendenti e a chi percepisce redditi assimilati al lavoro dipendente come:
i soci lavoratori delle cooperative;
i disoccupati che percepiscono l’indennità di disoccupazione;
i lavoratori in mobilità e in cassa integrazione;
i titolari di borse di studio e assegni di formazione professionale;
i collaboratori coordinati e continuativi e quelli a progetto;
i lavoratori impiegati in lavori socialmente utili.

Sono esclusi i redditi da pensione, le rendite vitalizie o gli assegni periodici.

Il bonus viene riconosciuto automaticamente dal proprio datore di lavoro in busta paga sulla base dei dati reddituali di cui è a conoscenza. Il lavoratore deve però comunicare alcune situazioni particolari se:
guadagna fino a 8.000 euro all’anno ma ha lavorato solo alcuni mesi;
cambia lavoro nel corso dell’anno. Il nuovo datore di lavoro deve conoscere l’importo del bonus eventualmente percepito fino a quel momento per permettergli di applicare la corretta tassazione ed eventualmente riconoscere il bonus residuo cui il lavoratore ha diritto;
percepisce più redditi da lavoro che complessivamente producono un reddito superiore a quello che da diritto al bonus. Il lavoratore deve avvisare ogni datore di lavoro di non applicare il bonus, altrimenti l’anno successivo dovrà restituirlo tramite la dichiarazione dei redditi.
precepisce redditi da locazioni su cui paga la cedolare secca che, sommati a quelli da lavoro, fanno superare la soglia di reddito massimo per averne diritto.

Per chi percepisce le indennità di mobilità o di disoccupazione viene erogato direttamente dall’ente insieme all’indennità. Ne hanno diritto anche colf e badanti che però lo ottengono presentando la dichiarazione dei redditi (730 o Unico) e quindi lo percepiscono l’anno successivo. Gli eredi dei lavoratori deceduti possono chiedere il riconoscimento del bonus presentando il modello Unico a nome del lavoratore.

Il bonus si calcola sul reddito complessivo annuo e viene diviso per il numero di stipendi che verranno percepiti nell’anno, quindi normalmente sarà diviso per 12. Tuttavia viene rapportato al periodo di lavoro svolto nell’anno, quindi, se si lavora solo da luglio a novembre si percepirà i 5/12 del bonus. Se sei incapiente perché, tolte le detrazioni da lavoro dall’imposta, non hai imposte da pagare, il bonus non ti spetta. Questo accade per redditi lordi da lavoro dipendente fino a 8.000 euro. Chi guadagna più di 8.000 euro all’anno e risulta incapiente grazie alle detrazioni per carichi di famiglia o alle altre detrazioni per oneri, ha comunque diritto al bonus.

Per redditi compresi tra 8.000 e 24.000 euro il bonus è fisso a 960 euro (per i redditi al di sotto di 8000 il bonus è zero). Per i redditi compresi tra i 24.000 e 26.000, invece, varia in funzione del reddito e si ricava dalla formula 960X(26.000-reddito)/2.000. Per un reddito di 25.000 il bonus è di 480 euro. Ovviamente, la cifra precisa potrà subire delle piccole variazioni, che dipendono, appunto dal reddito preciso.

(FONTE: www.helpconsumatori.it)



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