Attualità
A cura di Vittoria Gentile

La Coop non sono io

Veramente, veramente, mai avrei pensato che ne avremmo avuta una in comune (con Renzi), eppure

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Quel parroco che, dopo aver visto la pubblicità della Coop con le mele di tutti i colori, infuriato, è corso a lasciare la sua tessera di socio. “Ma di che cavolo si va a occupare la Coop?” Ma se il buon don mal ha tollerato l’arroganza dell’azienda che (seppur con retrofondo commerciale) si è nientemeno permessa di promuovere il plurale del vocabolo famiglia, che cosa dovremmo dire, allora, noi del super grande Capo? La cui “arroganza” si è spinta sino a prevedere la diversità assortita di orientamento sessuale pressoché in tutte le specie animali da lui create? E va bene che due oranghi non andranno mai al comune a preparare i documenti … Ma noi cosa dovremmo fare?? Ritirare in massa il foglio di battesimo per la mega fregatura non prevista? E’ evidente che il grande Capo ha più creatività, senso per la diversità come elemento di forza della specie piuttosto che limite, e senso dell’ironia di quanto il buon Alfano (o chi per lui) possa tollerare.

P.S. Veramente, veramente, mai avrei pensato che ne avremmo avuta una in comune (con Renzi), eppure.. Sì all’adozione del figlio del partner (figliastro a chi?); al bando universalmente la pratica dell’utero in affitto tanto per gli omosessuali che per le coppie etero. Inaccettabile, indifendibile signora mia.

(Le fate ignoranti – Vittoria Gentile)



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