Regione-Territorio
"Secondo il NOE le sostanze trovate nei terreni superano il limiti tabellari per parametri quali il cloro, l'azoto totale, il fosforo, i solidi sospesi e i tensioattivi anionici e totali"

Martina Franca, CC NOE sequestrano depuratore

"Il malfunzionamento del depuratore è una questione annosa"

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Foggia. “Questa mattina, assieme agli attivisti del meetup “Amici di Beppe Grillo” di Martina Franca, sono stato in località Pastore, nei terreni privati dove c’è il recapito finale del depuratore di Martina Franca, gestito dall’Acquedotto Pugliese, attualmente sottoposto a sequestro dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Lecce“ lo fa sapere il consigliere regionale M5S Marco Galante che prosegue: “Lo scenario che ci siamo ritrovati è sconvolgente: terreni agricoli pieni di sostanza melmose quasi non fossimo in Valle D’Itria, una delle zone più belle d’Italia.“ Quello che accade è che il depuratore attraverso il suo recapito finale scarica dei reflui inquinanti nel sottosuolo, caratterizzato dalla presenza di corpi cavernosi che si una volta saturati contaminano i terreni agricoli in superficie per un raggio di superiore ai 500 m.

“Ma in prossimità di quei terreni – prosegue Galante – ci sono delle persona e delle attività agricole che sono costrette a subire un probabile danno ambientale e sanitario, secondo il NOE le sostanze trovate nei terreni superano il limiti tabellari per parametri quali il cloro, l’azoto totale, il fosforo, i solidi sospesi e i tensioattivi anionici e totali.” Tra i reati ipotizzati, fa sapere il pentastellato. c’è infatti lo “smaltimento illecito di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da fanghi di depurazione” e “l’avvelenamento” di acque mediante immissione in falda profonda, attraverso il recapito finale non autorizzato. Un ulteriore danno, dovuto dal malfunzionamento del depuratore è il dissesto, in corso, alla strada statale 172 Locorotondo-Martina Franca, poichè la stessa attraversa quei terreni invasi da queste sostanza melmose. Sono evidenti, dalle fessurazioni, i cedimenti strutturale che potrebbero portare ad un interruzione di un’arteria stradale importante. “Il malfunzionamento del depuratore è una questione annosa – prosegue il consigliere ginosino – a cui la politica non è mai riuscita a dare delle risposte ai cittadini e come al solito la politica ha dovuto aspettare l’intervento della magistratura. I Carabinieri hanno ipotizzato “a carico dei responsabili dell’Aqp spa il delitto di avvelenamento colposo di acque destinate al consumo alimentare” ora la Giunta Regionale non ha più scuse – conclude Galante – intervenga l’Assessore Giannini, qui è seriamente a rischio la salute dei cittadini.”



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