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L'Aula del Senato ha respinto la richiesta di non passaggio all'esame degli articoli del ddl Cirinnà sulle unioni civili

Unioni civili, ddl supera primo voto al Senato. C’è tensione

Orlando: "La stepchild adoption è fondamentale e se non passa la legge sarà monca"

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Roma. Il ddl Cirinnà sulle unioni civili supera il primo voto in Senato. L’Aula del Senato ha respinto la richiesta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl Cirinnà sulle unioni civili. Hanno votato contro 195 senatori, a favore 101, 1 astenuto. Lo riporta l’ANSA. “Il presidente Grasso ha deciso che la richiesta di non passaggio all’esame degli articoli del ddl sulle unioni civili verrà esaminata dall’Assemblea con voto palese”.

Ministro Orlando. La stepchild adoption è fondamentale e se non passa la legge sarà monca, costringendo i magistrati a colmare le lacune. Ne è convinto il ministro della Giustizia Andrea Orlando, intervistato da Repubblica sul ddl sulle unioni civili. L’utero in affitto, aggiunge, “va contrastato, ma in altra sede”. La legge a suo avviso è indispensabile, tuttavia senza la stepchild adoption “ci sarebbe una lacuna normativa difficilmente comprensibile che costringerebbe la magistratura a colmare il vuoto, salvo poi assistere alle giaculatorie di quelli che denunciano un’invasione di campo della magistratura stessa”. “Proprio perchè non c’è una posizione del governo non parlerei di una frattura”, sottolinea a proposito dei rapporti con Ncd. “Anche perchè l’estensione dei diritti civili in Italia è avvenuta quasi sempre con maggioranze diverse da quelle che sostenevano i governi”.

Quella della libertà di scelta annunciata da Beppe Grillo per il Movimento 5 stelle, per Orlando è una posizione da rispettare “perchè è vero che quando si parla di questi temi è chiamata in causa la sensibilità individuale di ogni parlamentare. Questo però getta una luce tutt’altro che positiva sulla polemica contro il Pd fatta da M5S e provoca un effetto inedito. La scelta ‘molto politica’ di Grillo fa sì che gli si rivolti contro l’antipolitica che ha spesso alimentato”. Quanto all’allarme sull’utero in affitto, il ministro sottolinea che “c’è una normativa molto stringente che la vieta. Se lo si ritiene la si può affinare, soprattutto prevedendo sanzioni più certe per chi dichiara false generalita’. Ma sarebbe sbagliato farlo in questo testo di legge. Sarebbe come dire che tra unioni civili e utero in affitto c’è un legame automatico”. Il voto segreto? “Rispetteremo il Parlamento, ma per il destino di questa legge è lecito essere preoccupati”. Da Pietro Grasso, aggiunge, si aspetta “un’applicazione scrupolosa del regolamento del Senato”, che è “quello che farà”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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