Mantovano a Manfredonia: disastro Sanità in Puglia, vittoria Stato contro clandestini

di Tiziano Samele
Pubblicato il 10 marzo, 2010

Alfredo Mantovano (www.businessinternational.it)

Alfredo Mantovano (www.businessinternational.it)

Manfredonia – CONTINUA la presentazione della candidatura di Giandiego Gatta al consiglio regionale, con la presenza, lo scorso 8 marzo al Palazzo dei Celestini,del sottosegretario al Ministero dell’Interno Alfredo Mantovano e del Vicepresidente della Camera, Antonio Leone e del candidato sindaco del PdL, Stefano Pecorella “Si potrebbe dire che la situazione a Manfredonia sia simile, in modo opposto, a quella regionale – ha detto Leone - la Regione Puglia è governata da un uomo, Nichy Vendola, che non è capace di svolgere il ruolo di amministratore, perché non conosce, o non sa riconoscere, i problemi del suo territorio come quelli legati alla sanità, per i quali ha risposto ‘non ne sapevo nulla’. Divesamente da Ruocco Palese – ha continuato Leone – che in cinque anni di opposizione è stato in grado di riconoscere le varie problematiche e di rinfacciare al governo regionale le proprie inadempienze”. Secondo Leone, le difficoltà che vive Manfredonia governata in tanti anni dal centrosinistra, non riguardano solo l’opposizione di centro-destra, ma anche il suo stesso comparto politico.”Riccardi ha trovato le porte bloccate per il proseguimento della sua carriera politica regionale – ha detto Riccardi – proprio da Vendola. Una premessa indispensabile per dire quanto dare fiducia al centrodestra nelle prossime votazione sia utile per permettere a gente capace di governare, considerando che ormai le ideologie politiche sono cadute e si lavora soltanto per amministrare al meglio i propri cittadini”. Gatta non ha ritenuto casuale la presenza del sottosegretario Mantovano a Manfredonia, in considerazione dei due temi principali della sua candidatura politica: l’ambiente e la legalità. Per Gatta, “non ci può essere crescita economico-ambientale del territorio se non vi è la legalità e la sicurezza dei cittadini, che devono sentirsi liberi di vivere senza alcun tipo di minaccia”. Ma la sicurezza nasce in primis dalla “cultura di ognuno”, che si acquisisce a partire dalle proprie famiglie. Il saluto più commosso Gatta lo ha forse rivolto a Ferdinando Giannini, medaglia d’argento al valore civile, lì presente con le sue stampelle, perché ha perso una gamba per salvare un’intera famiglia in un’operazione di soccorso. Infine, il saluto ai cittadini e il ringraziamento per essere tornato in mezzo ad essi è giunto dall’onorevole Mantovano. Per l’onorevole Manfredonia “è una terra che possiede ricchezze straordinarie, nonostante i problemi da risolvere siano innegabili”. “Proprio sulle elezioni regionali, senza contare quelle parlamentari che sono le più importanti, bisogna porre maggiore attenzione – ha detto Mantovano - basti pensare al bilancio regionale che per i ¾ è impegnato sul fronte sanitario (realtà che riguarda tutta la popolazione di ogni regione), all’agricoltura per cui la competenza regionale supera l’ottanta per cento (il restante venti per cento è sul diritto tra unione europea e governo nazionale), alla formazione professionale totalmente di competenza della regione, al sistema dei trasporti, al turismo, alla cultura, ed altro. “Ma bisogna sfruttare il tempo che si ha a disposizione – ha detto Mantovano – cominciando ad esempio a recuperare prima del 2013 quei fondi regionali giacenti che in caso contrario andrebbero persi”. Ma per quale motivo dovrebbe farlo il centrodestra (vincendo le elezioni) e non il centro-sinistra? “Perché il governo Vendola – ha detto Mantovano – ha lamentato di non aver ricevuto da parte del governo nazionale i fondi PAC (Piano di Accumulazione di Capitale), ma non si sa per quale ragione non ha ancora investito i fondi già posseduti nelle proprie ‘casse’”. Ma perché il Governo non ha trasferito i fondi alle regioni? “Perché – spiega Mantovano – essi sono stati dirottati, circa un anno fa, in Abruzzo dove si è dovuta garantire una casa a migliaia di connazionali.” Il primo obiettivo, insomma, rimane quello di valorizzare la regione Puglia, considerando le innumerevoli ricchezze che essa possiede, con un atteggiamento non soltanto sentimentale ma storico, che diventi, come in altre regioni d’Italia, attrazione turistica, soprattutto quando questa memoria storica si collega con una bellezza naturale che non ha eguali – come il caso della Puglia, appunto. Amministratori, altresì, capaci di governare bene e che siano diversi dagli attuali, i quali non sono stati stimati neanche dalla loro stessa coalizione (si leggano alcune affermazioni di Emiliano, di Massimo D’Alema, delle associazioni mediche). Bisogna attuare un cambio di mentalità e capire che le risorse ci sono e sono disponibili, basta avere progetti e iniziare ad attuarli. Progetti e propositi è evidente che, purtroppo, la regione Puglia non ne ha avuti negli ultimi cinque anni, poiché diversamente avrebbe usufruito dei fondi di cui si parlava. Non si deve dimenticare che in questo momento di crisi – ha detto Mantovano – l’Italia è tra i paesi che sono fuori dall’area di emergenza grazie anche agli aiuti economici che il Governo ha introdotto per far fronte a queste difficoltà. Ma non solo. Il Governo ha attuato, anche, una forte politica di contrasto verso l’immigrazione clandestina, che dal maggio 2009 ad oggi ha registrato una tendenza in calo del 95% di sbarchi rispetto ai dieci mesi precedenti. Questo grazie anche all’attuazione dell’accordo di governo con la Libia che ha permesso di pattugliare le loro coste con le nostre unità navali, così da impedire direttamente la partenza di queste imbarcazioni”. Risultati, tuttavia, da consolidare e da estendere ad altri paesi.

NOTA DEL REDATTORE: I 5 miliardi di euro che Roma si è impegnata a versare nelle casse libiche sono un risarcimento nei confronti della sua ex colonia, con un ritardo di circa 97 anni. 250 milioni di dollari l’anno per i prossimi 20, in virtù della formula utilizzata pragmaticamente dal presidente del Consiglio, “meno clandestini e più petrolio”. Saranno destinati a progetti infrastrutturali, istituzioni di borse di studio per i giovani libici in Italia e all’indennizzo per i mutilati a causa della mine antiuomo disseminate sul territorio dagli italiani durante la guerra d’inizio secolo. Vantaggi: collaborazione in materia di immigrazione clandestina, con un serrato controllo delle coste libiche per porre un freno al disperato esodo verso l’Italia, fino al raggiungimento di una posizione “di favore” per le forniture di gas, petrolio, e mercato per le imprese. E se l’Eni avrebbe già blindato per i prossimi 25 anni i suoi contratti di esplorazione e produzione del greggio, la Libia per l’Italia non è solo petrolio, ma anche una autostrada costiera fortemente voluta dal governo di Tripoli, che correrà per 1.600 chilometri dall’Egitto fino alla Tunisia.

ITALIA- LIBIA: UNA STORIA RECENTE – È ancora vivo nella memoria del popolo di Tripoli il ricordo dell’oppressione italiana, che venne a sostituirsi a quella dell’Impero Ottomano, certo non migliorando la situazione. È il 1911 quando il governo di Giovanni Giolitti, alla guida del Regno d’Italia, decide di traghettare il paese dentro “l’avventura libica”, avviando una campagna di colonizzazione volta alla conquista di Cirenaica e Tripolitania, in una dura guerra che si chiuderà l’anno successivo con la vittoria italiana. Con la firma del Trattato di Losanna prendono avvio quei 30 anni di dominazione italiana che non saranno esenti da violenze e soprusi nei confronti della popolazione locale. Poi è il regime di Benito Mussolini a prendere il controllo di quella che nel 1934, con l’annessione di Cirenaica e Tripolitania, diviene a tutti gli effetti la Libia, governata da Italo Balbo e posta ufficialmente sotto la giurisdizione italiana, con i suoi cittadini che nelle parole del Duce divengono i “musulmani italiani della Quarta Sponda d’Italia”. Che moriranno però a migliaia, subendo sommari processi per ribellione al regime, detenzione nei “rieducativi” campi di concentramento e reiterate violenze. Parallelamente, si avvia l’immigrazione in massa di italiani, provenienti per la maggior parte dal Sud del Paese, verso le sponde africane. Nel 1939 i nostri concittadini rappresentano il 13% della popolazione libica. Saranno le dure sconfitte della seconda Guerra Mondiale a provocare l’abbandono di quelle terre, fino al trattato di pace del ’47 in cui l’Italia rinuncia a tutte le sue colonie, Quarta Sponda inclusa.

MANTOVANO: ARRESTATI VENTIDUE DEI TRENTA LATITANTI PIU’ PERICOLOSI – “La lotta contro la criminalità organizzata, oltre all’arresto di tanti malavitosi, ha portato alla cattura di ventidue dei trenta latitanti più pericolosi”, ha detto Mantovano. “Inutile adagiarsi sugli allori, perché il carcere – ha ricordato Mantovano – per i malavitosi è considerato come un incidente di percorso, per cui il modo per colpire con più efficacia il loro potere ed “orgoglio”, fornendo loro uno sfreggio permanente, è quello di confiscare i loro beni – come può essere una villa al centro del paese simbolo, appunto, di forza, arroganza e potere. La stima di ciò che è stato sequestrato alle organizzazioni mafiose è di 7 miliardi e 500 milioni di euro e la stima del confiscato è di 2 miliardi di euro. Il governo ha sottratto a questa gente immobili e contante dei titoli monetizzabili, che non è stato tenuto sotto sequestro, ma è stato confluito in un fondo unico destinato per metà alle esigenze delle forze di polizia e per metà alle esigenze dell’amministrazione della Giustizia. Oggi, di tutta l’intera somma, si hanno già a disposizione 1 miliardo e 700 milioni di euro.

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