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L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120

Eclissi solare, il 20 marzo tutti col naso all’insù

La prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi mille anni fa

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Roma – Tutti col naso all’insù il 20 marzo 2015. L’apice del buio avverrà alle 10:30. Sarà un evento vissuto e visto da molti paesi europei. In particolare alcuni di questi del Nord dell’Europa avranno la fortuna (sfortuna se i cittadini sono superstiziosi, ma non c’interessa questo particolare…) di viverlo in modo integrale. Difatti il sole diverrà nero e il cielo altrettanto, oscurando il giorno. La peculiarità sta nel fatto che alcuni di questi paesi sono a nord, come detto, e non in penombra come lo sarà l’Italia.

L’eclissi inizierà alle ore 9, per terminare alle 11:30, con il massimo apice del fenomeno alle ore 10:30. La città italiana che godrà del più oscuro spettacolo sarà Milano, con una Luna che oscurerà il Sole per il 70% della sua superfice. Palermo, invece, sarà la città più chiara, con una la Luna che ricoprirà il Sole per sol il 55% della superfice della nostra calda stella. L’evento sarà monitorato da molti scienziati, astrofisici, astrologi, in quanto sono 18 anni che è atteso. Precisamente, secondo le fonti degli scienziati, sono 18 anni, 10 giorni e 8 ore, che la Luna non oscurava integralmente il Sole. Tuttavia bisogna sfatare le superstizioni, ma non tralasciare le conseguenze reali che potrebbe causare un fenomeno fisico di così entità. Difatti l’eclissi potrebbe recare fastidi alle reti delle telecomunicazioni europee per la mancanza di approvvigionamento energetico da energia solare. Si conta che circa 35mila megawatt di energia solaresvaniranno gradualmente dal sistema elettrico, per poi essere gradualmente reintrodotti. Il tutto interesserà circa 80 centrali elettriche convenzionali di medie dimensioni alimentate con tal energia.

Nel frattempo, noi cittadini, godiamoci l’evento, fotografiamolo, e raccontiamolo poiché non è usuale viverlo, ne tanto meno ripetibile negli ultimi anni, secondo quanto detto dalla scienza, sempre che non sia la natura a mutare il corso degli eventi. Fonti molto attendibili del mondo scientifico affermano che «L’eclissi appartiene a una famiglia nota come Saros 120, una serie in cui ogni evento è separato dal precedente (e successivo, naturalmente) di 6.585,3 giorni, pari a 18 anni, 10 giorni e 8 ore (o 18 anni, 11 giorni e 8 ore, a seconda di quanti anni bisestili cadono nell’intervallo temporale).Attualmente, sono in corso circa 40 serie di eclissi di tipo Saros, identificate con un numero progressivo. Alcune di esse, comeSaros 120 – quella del 20 marzo prossimo – sono abbastanza antiche; altre, come Saros 145 – cui appartiene l’eclissi che sarà visibile dall’America il 21 agosto 2017 – sono molto più giovani.

L’eclissi di questo mese è la 61esima nella serie Saros 120: la prima è avvenuta l’11 agosto 1069, quasi mille anni fa».

(A cura di Nico BarattaRedazione Stato)

Eclissi solare, il 20 marzo tutti col naso all’insù ultima modifica: 2015-03-10T11:21:17+00:00 da Nico Baratta



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