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Elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Istat

“In Puglia ci sono 340mila persone senza lavoro”

"Ci sono ben 340mila persone in cerca di un’occupazione stabile, di cui 189mila sono uomini e 151mila le donne"

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Tassi disoccupazione Puglia (st)

Tassi disoccupazione Puglia (st)

Bari, 10/03/2015 – Gli ultimi dati sul mercato del lavoro non sono affatto incoraggianti. La disoccupazione, infatti, nel 2014 ha continuato a galoppare, nonostante i provvedimenti adottati dal Governo. In particolare, in Puglia, il tasso di disoccupazione, riferito al quarto trimestre del 2014, si attesta al 23,1 per cento, di cui il 20,2 per cento riguarda gli uomini, mentre il 28,2 per cento le donne.

Ci sono ben 340mila persone in cerca di un’occupazione stabile, di cui 189mila sono uomini e 151mila le donne. E’ quanto emerge da un’elaborazione del Centro Studi di Confartigianato Imprese Puglia su dati Istat.

Nel trimestre precedente (variazione congiunturale), il tasso era più basso (20,6 per cento), mentre i disoccupati erano 296mila, di cui 166mila uomini e 130mila donne. Questi i tassi di disoccupazione, in Puglia, anno per anno: 15,3 per cento (nel 2004), 14,6 (2005), 12,6 (2006), 11,1 (2007), 11,6 (2008), 12,6 (2009), 13,5 (2010), 13,2 (2011), 15,7 (2012), 19,7 (2013) e 21,5 (2014). La crescita degli ultimi anni conferma il persistere di una condizione ancora critica.

Pesantissimi i numeri della disoccupazione giovanile. Questi i tassi di anno in anno relativi alla fascia d’età 15-29 anni: il 29,9 per cento nel 2004; 29,1 nel 2005; 26,8 nel 2006; 25,2 nel 2007; 23,9 nel 2008; 25,3 nel 2009; 27,6 nel 2010; 27,2 nel 2011; 32,6 nel 2012; 41,3 nel 2013; 44,9 nel 2014.

«I dati elaborati dal nostro Centro Studi – commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia – evidenziano come la situazione dell’occupazione in Puglia sia ancora estremamente critica. Sebbene i dati congiunturali nazionali registrino per il 2015 una leggerissima inversione di tendenza, ancora non sappiamo quanta parte di questo miglioramento sia attribuibile alla performance delle regioni meridionali. Quello che sappiamo è che tra il 2008 ed il 2014 il Sud ha perso 576mila posti di lavoro, pari al 70 per cento del calo nazionale ed all’8,9 per cento dei propri occupati, a fronte di una media italiana -3,5 per cento.

In questo quadro – aggiunge – la Puglia non fa eccezione: al netto delle oscillazioni durante l’anno, il dato complessivo della disoccupazione nel 2014 ha registrato l’ennesimo incremento. Inquietante – aggiunge – il tasso della disoccupazione giovanile che ha raggiunto quasi il 45 per cento: una situazione drammatica, intollerabile. Attendiamo con ansia i primi effetti dei provvedimenti contenuti nel Jobs Act, che dovrebbero contribuire in maniera importante a sbloccare il mercato del lavoro.

Tuttavia – sottolinea il presidente – non basta cambiare le regole del mercato per generare occupazione. Sono le imprese che creano i posti di lavoro. Occorre comprendere che solo attraverso un piano organico di sostegno allo sviluppo imprenditoriale ed il miglioramento delle condizioni di fisco, credito e burocrazia si può assicurare una stabile ripresa dell’occupazione».

Redazione Stato@riproduzioneriservata

“In Puglia ci sono 340mila persone senza lavoro” ultima modifica: 2015-03-10T15:12:54+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Wu Ming 189°

    Shhhhh! Non lo dite ai piddini. Fateli rimanere nel loro mondo ovattato


  • lucio

    A questa percentuale, si dovrebbe aggiungere la percentuale dei giovani che sono costretti ad andare via dal proprio Paese. Inoltre con dei politici che pensano solo ai loro vitalizi, con promesse mai mantenute, come possono solo pensare di risolvere la disoccupazione che ci sta soffocando?… Bisognerebbe che iniziassero a bloccare il trasferimento delle aziende all’estero, solo perche’ debbano sfruttare manodopera a basso costo con maggiori introiti ad affaristi e non piu’ imprenditori, con risaputa evasione fiscale. Fino a quando non ci saranno provvedimenti di difesa del prodotto interno, saremo soltanto dei consumatori e non produttori, ma per consumare bisogna lavorare, e il sistema degli ammortizzatori sociali non puo’ durare nel tempo.


  • Marco

    Bravo lucio, tutto giusto.

    A questa percentuale, si dovrebbero però togliere tutti quelli che lavorano in nero…e sono tanti.

    Cgil: l’economia “in nero” vale fino a 290 miliardi l’anno. Evasione a 93 miliardi

    Secondo uno studio del sindacato, ogni anno ci sono tra 180 e 210 miliardi di economia sommersa, che significano fino a 100 miliardi di mancato gettito, e un’economia illegale che raggiunge gli 80 miliardi

    MILANO – Un buco nero nei conti pubblici che arriva a 290 miliardi. Risorse che sfuggono alla lente del Fisco e si traducono in un minore gettito per le casse statali. Da lì, derivano minori stanziamenti a favore delle famiglie bisognose, dell’imprenditoria, del sostegno dei consumi.

    L’economia ‘non osservata’ nel nostro Paese in un anno è valutabile tra i 250 e i 290 miliardi, dei quali tra i 180 e i 210 tra economia sommersa ed economia informale (che si traducono in un mancato gettito tra 85 e 100 miliardi) e tra i 70 e gli 80 miliardi di economia illegale. E’ questa l’analisi di uno studio su “L’economia non osservata” dell’Istituto Bruno Trentin sulla base dei dati del Cer. Di più, il lavoro irregolare riguarda tra i 3 e i 3,8 milioni di ‘occupati’, con un sommerso che viaggia tra i 25 e i 35 miliardi di euro. “Forse bisogna cambiare passo”, afferma il leader della Cgil, Susanna Camusso.

    Secondo l’istituto della Cgil, sulla base di questi dati l’evasione totale è valutabile in 93 miliardi, con un mancato gettito di 55 miliardi dei quali 14 miliardi possono essere recuperati. Secondo lo studio, infatti, basterebbe rendere più efficienti le norme già in vigore e mettere in pratica le misure di contrasto già esistenti, nella lotta all’evasione, ma che devono ancora essere totalmente attivate per arrivare a quei 14 miliardi di recupero.

    Tratto da http://www.repubblica.it/economia/2015/03/10/news/cgil_ogni_anno_290_miliardi_nel_sottobosco_dell_economia-109201419/

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