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De Benedetto (FI): "Duro colpo al Made in Italy, dal Pd lacrime di coccodrillo"

Ok Strasburgo ad olio tunisino senza dazi nell’Ue

"L’Unione Europea è un’opportunità sulla quale noi Conservatori e Riformisti abbiamo scommesso più di altri"

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Bari. “La nostra iniziativa continua ad essere al fianco delle organizzazioni degli olivicoltori e delle associazioni degli agricoltori, ritenendo il voto dell’Europarlamento, che ha vanificato il tentativo di mediazione operato nelle scorse settimane, decisione sbagliata”. Così i parlamentari pugliesi del PD Mongiello e Ginefra che aggiungono: “l’immissione del nuovo contingente agevolato che andrà ad aggiungersi alle attuali 56.700 tonnellate a dazio zero già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia, portando il totale degli arrivi ‘agevolati’ annuale oltre quota 130mila tonnellate, è un errore che, oltre a determinare una concorrenza sleale nei confronti delle produzioni italiane, rischia di alimentare il pericoloso mercato delle sofisticazioni con la possibile svalutazione del marchio Italia. A questo punto ora pretendiamo ” – concludono Mongiello e Ginefra – “l’approvazione finale ad opera della Conferenza Stato-Regioni del Piano Olivicolo Nazionale, maggiori controlli a tutela dei consumatori e dei produttori, nonchè la completa attuazione delle norme gia’ varate con la legge salva olio ‘Mongiello’, la n. 9 del 2013, dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualita’ merceologica dei prodotti in entrata, seguendo le stesse sollecitazioni delle organizzazioni degli agricoltori”.

OLIO TUNISINO, DISTASO: “IL DANNO AL NOSTRO EXTRAVERGINE SI POTEVA EVITARE! L’ERRORE E’ ALL’ORIGINE”. Dichiarazione del deputato dei Conservatori e Riformisti, on. Antonio Distaso. ”L’iter che autorizza l’ingresso di ulteriori 35mila tonnellate di olio tunisino, senza dazio, in Europa è iniziato il 17 settembre scorso con un accordo-aiuto con la Tunisia. Questa premessa è essenziale per comprendere che quello che è successo oggi era un copione già scritto difficilmente modificabile in extremis. L’Italia, in modo particolare il ministro all’Agricoltura che oggi si dice contrariato, avrebbe dovuto far valere le ragioni del made in Italy, ma soprattutto difendere la nostra produzione di olio di oliva extravergine allora. A settembre. Sei mesi fa!. Il nostro leader Raffaele Fitto fu il primo in quei giorni a gettare il grido di allarme, a presentare un’interrogazione alla Commissione Europea, ma anche a chiedere al Governo italiano una mobilitazione trasversale e immediata per impedire che una vera e propria “colata” di olio africano travolgesse il nostro territorio a scapito dell’extra vergine di oliva. Anche noi parlamentari dei Conservatori e Riformisti ci muovemmo in modo analogo con un’interrogazione urgente al Ministro all’Agricoltura, proprio perché consapevoli degli effetti non solo disastrosi dal punto di vista economico, per la concorrenza sul mercato di un prodotto ad un prezzo inferiore e di qualità non eccellente, ma anche sui consumatori italiani che potrebbero non essere sufficientemente informati sulla qualità e la provenienza dell’olio acquistato, soprattutto, attraverso i grandi marchi. Tutto questo si consumava a settembre scorso sull’asse Roma-Bruxelles. Forse in tempo per poter modificare quanto meno il quantitativo dell’olio tunisino da far entrare in Europa o prevedere misure di sostegno alternative all’olivicoltura italiana, ma in modo particolare a quella pugliese. L’Unione Europea è un’opportunità sulla quale noi Conservatori e Riformisti abbiamo scommesso più di altri, ma mai a scapito delle nostre eccellenze, che non possono essere penalizzate per colpa di un Governo nazionale che in Europa è totalmente ininfluente in tema Agricolo, ma non solo”.

Olio tunisino, De Benedetto (FI): “Duro colpo al Made in Italy, dal Pd lacrime di coccodrillo”. ”In questi casi non aiuta molto il celebre “lo avevamo detto” ma l’ok definitivo di Strasburgo al provvedimento che autorizza l’aumento dell’ import di olio tunisino, a dazio zero per ulteriori 35mila tonnellate, non ci coglie impreparati. Per primi, da Forza Italia, infatti, avevamo denunciato i rischi di frodi e il duro colpo che per il mercato avrebbe rappresentato l’ingresso di ingenti quantitativi di prodotto a basso costo; lo avevamo fatto a Lecce alla presenza – tra gli altri – di Coldiretti e Confagricoltura e la nostra delegazione ha coerentemente espresso voto contrario in assemblea. Le attuali manifestazioni di dissenso del Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, invece, ricordano molto le ben note lacrime di coccodrillo, dal momento che era stato il suo stesso partito a votare a favore della decisione.

Ribadiamo la assoluta condivisione del principio di vicinanza e solidarietà ad un Paese come la Tunisia, alle prese con la spirale del terrorismo, ma anche la totale contrarietà nei confronti di una misura che ancora oggi riteniamo inefficace a tal fine ed in grado di mettere gravemente in difficoltà il nostro comparto produttivo e l’economia del Mezzogiorno, come le reazioni delle associazioni di categoria di queste ore confermano. Ci auguriamo che siano i regolamenti attuativi a scongiurare scenari facilmente ipotizzabili”. Federica De Benedetto, vice coordinatrice regionale Forza Italia Puglia



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Commenti


  • Pasquale

    Ma tutto quest’olio, la Tunisia dove lo prende?.
    In qualche laboratorio chimi…?.
    Chi ci mangia dietro?.

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