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Sequestrato un immobile del valore di circa 3 milioni di euro

Agli arresti domiciliari il sindaco di Marino

"Al vaglio dell'autorità giudiziaria ci sono ora le posizioni di altre persone"


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Roma Agli arresti domiciliari il Sindaco di Marino. Le indagini, dirette dal Procuratore della Repubblica di Velletri Francesco Prete, e condotte dal personale del Corpo forestale dello Stato, dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Castel Gandolfo e dal personale della Sezione di Polizia Giudiziaria, sono iniziate nello scorso mese di giugno e si sono sviluppate attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, servizi di osservazione e consulenze tecniche. Nelle prime ore della mattinata le forze dell’ordine hanno dato esecuzione in diversi comuni dei Castelli Romani a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP del Tribunale di Velletri, Isabella de Angelis, che ha disposto gli arresti domiciliari per il Sindaco del Comune di Marino e per altri quattro indagati (un dipendente comunale e tre imprenditori) ritenuti responsabili del reato di corruzione. Il sindaco è stato arrestato anche per peculato.

Sequestrato anche un immobile del valore complessivo di tre milioni di euro. L’immobile, sede di un’attività commerciale con annesso parco giochi si trova a Marino sulla via Nettunense. Dagli accertamenti condotti dall’autorità giudiziaria con l’ausilio dei periti, è emerso che il locale non era conforme al piano regolatore generale del Comune di Marino. Oltre al sindaco sono finiti ai domiciliari anche un dipendente del Comune e tre imprenditori, di cui uno appartenente alla sottosezione di polizia stradale di Albano Laziale in aspettativa per malattia da circa un anno.

Secondo quanto ricostruito, il sindaco di Marino avrebbe favorito, con la complicità di un dipendente comunale, B.S. di 56 anni, le iniziative imprenditoriali di una società che opera a livello nazionale nel settore dei servizi per lo spettacolo e della ristorazione, con sede legale a Roma, concedendo in maniera illecita l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso (da artigianale a commerciale) di un immobile nel comune di Marino, per la realizzazione di un punto vendita di una nota catena commerciale di ristorazione.

Il primo cittadino è anche ritenuto responsabile di un ulteriore episodio di corruzione in relazione a un mandato di pagamento emesso dal Comune di Marino per lavori appaltati dall’amministrazione ed effettuati da un’impresa edile locale. E’ stato possibile ricostruire il personale interessamento del sindaco per l’emissione da parte dei suoi uffici di un mandato di pagamento di una somma di 100.000 euro in favore dell’imprenditore marinese G.F., di 73 anni, per lavori che gli sono stati affidati dal Comune.

In questo caso il sindaco avrebbe personalmente beneficiato di una somma di denaro pari al 3% di quella liquidata all’imprenditore, suddivisa con il dipendente comunale B.S., suo complice. Su tale fronte sono in corso accertamenti su lavori pubblici già eseguiti, finalizzati a verificare la regolarità delle relative procedure di appalto ed eventualmente se queste venissero in qualche modo pilotati in favore di imprenditori amici.

Sempre al sindaco viene contestata, dalla Procura, l’induzione indebita a corrispondere utilità a pubblico ufficiale sollecitando i vari imprenditori locali interessati a ottenere permessi di costruire, versando all’amministrazione comunale la somma di euro 1.200 da utilizzare per finanziare le iniziative del Comune, in particolare feste e sagre, prospettando loro il diniego dei permessi in caso di mancata adesione alla richiesta.

Anche in questo caso lo scopo del sindaco, come emergente dalle indagini, sarebbe stato quello di accrescere il proprio consenso elettorale. Al sindaco viene infine contestato il reato di peculato poiché accusato di essersi, in più occasioni, appropriato per usi personali e con la complicità di alcuni dipendenti di una società del Comune di Marino, di carburante per la sua autovettura personale.

A carico di alcune società riconducibili all’imprenditore D.B., con sede a Roma e nei Castelli Romani, sono state disposte perquisizioni effettuate con l’ausilio del primo Gruppo di Roma della Guardia di Finanza, per verificare eventuali irregolarità nella loro gestione contabile e fiscale. Su questo fronte sono attualmente al vaglio degli inquirenti le recenti aperture, operate da una di queste società, di ulteriori punti vendita della stessa catena di ristorazione, in altre aree del territorio nazionale, per verificare se anche in quei casi siano state messe in atto condotte illecite. Al vaglio dell’autorità giudiziaria ci sono ora le posizioni di altre persone che, a vario titolo, avrebbero favorito gli arrestati nelle loro condotte illecite.

Redazione Stato

Agli arresti domiciliari il sindaco di Marino ultima modifica: 2015-04-10T00:33:12+00:00 da Redazione



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