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Toto-assessore, parla De Santis: “Quel posto è di SeL”


Di:

Leonardo De Santis

Foggia – TIRA aria di bufera sul Comune di Foggia, con un notevole addensamento di nubi proprio sulla testa del primo cittadino Gianni Mongelli. Mentre si susseguono gli incontri con i partiti per la definizione del prossimo assessore alla Cultura, all’interno del mondo della sinistra si sta scatenando una vera e propria bufera sulla successione allo scranno lasciato vacante dal defunto Rocco Laricchiuta. Giorno dopo giorno, i nomi vanno facendosi sempre più insistenti ma anche meno certi. Tanto che lo stesso Mongelli, ad oggi, non ha ancora trovato la quadra.

A parlare a Stato è Leonardo De Santis, consigliere comunale eletto proprio con la lista civica dell’ingegnere foggiano. Nel calderone, nei primi frangenti della disputa, pareva uno dei tanti ingredienti capaci di dare sapore alla zuppa. Oggi, tenta di defilarsi, pur fornendo spunti interessanti sulla faccenda.

Allora De Santis, lei vorrebbe fare l’assessore…
Ma no, non c’ho mai pensato. E, a quanto ne sappia, nessuno ha fatto il mio nome. Anzi, voglio ribadire il mio impegno all’interno del Consiglio di Palazzo di Città. Un impegno che non ho alcuna intenzione di rinnegare.

E allora? Ammetterà che non ci si capisce più niente. Fra D’Urso, Piemontese, Ricci, Pastore, Amatore. Una rosa troppo ampia per un solo posto.
E’ una discussione che non mi piace e, per giunta, neppure mi appartiene. Ma devo ammettere che, nell’incontro che ieri abbiamo tenuto con il sindaco come delegazione di SeL, ho visto Gianni (Mongelli, ndr) in evidente difficoltà. Ci ha fatto capire di puntare sulla continuità. Il che, tradotto in fatti concreti, sta a significare l’intenzione di pescare nel lago della sua civica.

E qui si torna a D’Urso…
Preciso: si tornerebbe a D’Urso. Il condizionale è, in questo caso, d’obbligo. Perché, al contrario, noi abbiamo posto l’accento sull’appartenenza del consigliere al Pd. E, soprattutto, abbiamo rivendicato come condizione fondante un ruolo per Sinistra ecologia e Libertà all’interno della Giunta.

Quindi, insomma, niente D’Urso?
Senta. Peppino (D’Urso, ndr) è una persona moralmente ineccepibile ed eticamente corretta. La sua scelta sarebbe corretta da un punto di vista strategico per il sindaco. Nel senso che D’Urso possiede tutte le competenze per ricoprire il seggio vacante. Ma questo significherebbe fare la guerra a SeL con uno sbilanciamento totale della Giunta verso il Partito Democratico. Con lui, infatti, salirebbe a cinque assessori. E, questo, non è concepibile. Occorre ristabilire l’equilibrio che era presente con Rocco Laricchiuta.

O con SeL o contro di SeL…
No guardi, sono le stesse aree a lui vicine che non lo vogliono assessore.

Traduciamo: il Pd non vuole un pd in Giunta?
Si, più o meno è così.

E’ una situazione difficile. Che cosa succederà allora? Voi non potete riservarvi di dire: lui no. Verrà il momento in cui la cosiddetta sinistra radicale di un tempo assumerà un ruolo costruttivo. In questo caso, indicando un nome. Esempio, quello circolato di Gianfranco Piemontese…
Ribadisco che noi non abbiamo fatto indicazioni di sorta al sindaco Mongelli. Per il momento rimaniamo alla finestra e rivendichiamo un ruolo per il nostro partito che non può rimanere a nessun costo fuori dalla giunta. D’altronde siamo consapevoli che la situazione in cui si sta barcamenando Mongelli sia complessa. E, per questo, siamo certi che non vorrà giungere ad un rimpasto.

E’ una minaccia?
Nient’affatto. Soltanto dobbiamo stare attenti a quel che facciamo. Non vogliamo finisca come l’assessorato al bilancio che è ancora in mano del sindaco. Non sarebbe indicato, con tutti gli impegni che ha, che Gianni assumesse un altro ruolo. E, poi, in una fase tanto delicata.

Parliamo di un posto praticamente a portafogli zero, De Santis…
Fino ad un certo punto. Nel senso che, io credo, la cultura serve per veicolare altre scelte. Per avere le mani in pasta altrove e per poter, ad esempio, operare a livello di legalità, altro settore, oggi, latitante.

Si ma, in concreto?
In concreto chiediamo responsabilità. Ma non soltanto al Sindaco. In primis chi deve fare un passo indietro sono le altre forze politiche, a cui chiediamo di sponsorizzare il rinnovamento attraverso la prosecuzione di una politica fondata su una forza nuova come la nostra.

Chi? Se il Pd è fuori dai giochi?
Non c’è solo il pd nella maggioranza. Ci sono altri che puntano al posto. Gianni Mongelli lo sa e loro gliel’hanno detto.

Socialismo dauno?
Anche.

Ed allora SeL propone Piemontese…
No, ribadisco una volta di più che non è così. Ho letto e sentito queste voci. Ma non rischiamo di bruciare chicchessia. Quindi, al momento, non facciamo nomi. Ricordo che, ad un certo momento, si parlò anche di Katia Ricci. In quel caso, preciso, è stata lei a proporsi. Piuttosto che una persona fisica, noi abbiamo individuato un prototipo di possibile assessore che abbia competenza nel settore e sia politicamente scafato. Insomma un uomo di cultura che sappia come rapportarsi con gli altri assessori, che non si faccia comandare, che sappia come incidere e deove mettere le mani, che sappia leggere le carte, ma non dimentichi l’importanze della fantasia e della creatività.

Qualcuno avrebbe voluto proporre il professor Marco Barbieri. Lui risponde a questi canoni. E, per giunta, è iscritto a SeL…
Nessuno ce l’ha mai proposto. Me lo sta dicendo lei adesso.

Eravate i più fedeli sostenitori di Mongelli, di è incrinato qualcosa?
Assolutamente no. Però non possiamo non ricordare al Sindaco la forza che abbiamo in questo momento. Se dovessimo quantificare un eventuale consenso del partito, allora dovremmo mettere insieme tutta la lista del sindaco, praticamente una riproduzione dell’allora estinta Sinistra Democratica, Sinistra per Foggia, embrione di Sel (erano i fuoriusciti dal Prc a seguito della frantumazione del partito di Ferrero, ndr) ed Unire la Sinistra (le tre formazioni si presentarono scisse alle amministrative del 2009, ndr). Togliendo i voti di D’Urso, che furono 529, supereremmo comunque le 2500 preferenze. Non si può mettere a parte una forza di questa entità. Ma dico anche di più. Noi non vogliamo guardare ai voti, vogliamo lavorare per il bene dell’amministrazione, vogliamo rimanere vicini a Gianni Mongelli. Vogliamo prevenire il rimpasto che, invece, altre forze chiedono nei fatti con la pretesa di assessorati diversi.

Lei crede che bisognerà attendere le amministrative prima di capire chi prenderà il posto di Laricchiuta?
Immagino proprio di si. Ma, dopo, bisognerà dare una sterzata decisiva. E scegliere.

p.ferrante@statoquotidiano.it

Toto-assessore, parla De Santis: “Quel posto è di SeL” ultima modifica: 2011-05-10T15:38:24+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti


  • Marco Barbieri

    Non intendo commentare l’intervista. Ma l’intervistatore ha inopinatamente fatto il mio nome, come desiderato da qualcuno: e allora devo precisare che soggettivamente sono del tutto indisponibile a un incarico di quel genere, e oggettivamente ritengo che il Sindaco possa scegliere donne e uomini più di me qualificati per quell’incarico, per ragioni di competenze specifiche ed esperienza della città


  • Redazione

    Il nome è stato fatto perchè qualcuno, prima, ha fatto il suo nome e le ha chiesto la candidatura. Era una sollecitazione fatta di proposito al consigliere che diceva di remare in direzione sel.
    Il che non significa nulla. Solo, un dato di fatto

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