Foggia
Passa il bilancio di previsione con 17 voti favorevoli

Foggia. Fiore: “In aula anche senza assessore”. Rimpasto probabile

Dal punto di vista strettamente politico, il sindaco ha ribadito che il “rimpasto è molto probabile” e ha strigliato gli assenti alla convocazione


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Foggia. Sarebbe stato sufficiente che in aula fossero 11 per approvare il bilancio di previsione in seconda convocazione. Ma è passato con 17 voti favorevoli e 13 contrari fra cui quello del consigliere di Fratelli d’Italia Mainiero e di Raimondo Ursitti, il partito di Fitto. Assenti due consiglieri di Alternativa Popolare, presenti in aula solo De Martino e Pertosa. L’amministrazione dà prova di forza e compattezza, il coordinatore cittadino dell’ex Ncd Biagio Di Muzio così spiega l’assenza in aula di alcuni dei suoi: “Motivi di salute sopraggiunti all’improvviso” e ribadisce il sì convinto all’atto programmatico del 2017 nonostante le perplessità di qualche suo consigliere.

Marasco: “Ritardi nel rendiconto di gestione”
L’opposizione con Augusto Marasco contesta il fatto che non ci sia stata la previa approvazione del rendiconto di gestione: “Saremo di nuovo diffidati dal prefetto perché la scadenza era il 30 aprile. Non è poi tanto difficile fare un conto sulle entrate e le uscite visto che la Corte dei Conti ha espresso riserve sul primo semestre: o correttivi sufficienti o dissesto. Responsabilmente avrebbero dovuto approvare prima il rendiconto di gestione”. La maggioranza con Lucio Ventura (Puglia prima di tutto) sottolinea che “il cammino dell’amministrazione prosegue per non vanificare i sacrifici dei cittadini recuperando maggiori soluzioni per tenere sotto controllo la difficile situazione economica. L’assenza di Alternativa Popolare non mi sembra politica ma riguardante solo alcuni consiglieri”. Anche la lista ‘CapitAmata’ esprime “fedeltà “al sindaco. Alfonso Fiore non commenta l’assenza di alcuni suoi colleghi di maggioranza ed evidenzia: “Anche senza un assessore in giunta siamo presenti in aula perché noi vogliamo bene a questa città”. Landella ha difeso in aula il progetto di finanza ventennale sull’illuminazione, quello su cui il consigliere Mainiero aveva mostrato dubbi, a cominciare dal mancato dibattito in aula fino al suo essere quasi “nascosto” nelle pieghe del piano triennale delle opere pubbliche.

Il consigliere, in conferenza stampa, ha contestato che si tratti di un risparmio ritenendo che vada nella direzione di quella che è la “spesa storica” del Comune. Elementi riportati in consiglio: “Sarebbe bastata l’adesione a Consip per risparmiare, non più 3 milioni l’anno com’è attualmente ma 1,8 milioni. E’ un bilancio che non risponde ai bisogni della città, del degrado urbano, delle strade, che non prevede un euro per il ripristino dell’agibilità delle scuole, bilancio avvitato sul palazzo e sulle sue spese”. La replica del sindaco a Teledauna, di parere opposto: “E’ un progetto per il rinnovo di tutto il parco della pubblica illuminazione che va nell’indirizzo di contenimento della spesa pubblica ed efficientamento energetico, non capisco le perplessità”. Lucio Ventura aggiunge: “E’ necessaria una nuova progettualità, anche la Corte de conti ci spinge al risparmio”. A proposito delle società partecipate, il consigliere di minoranza Buonarota ha proposto il ritorno all’amministratore unico come ai tempi di Mongelli, ma la maggioranza tiene alle sue decisioni, cioè il cda di nomina politica in vigore attualmente perché non è di questo che si occupa la Corte, in sostanza.

Il monito di Landella sul “bilancio politico”
Dal punto di vista strettamente politico, il sindaco ha ribadito che il “rimpasto è molto probabile” e ha strigliato gli assenti alla convocazione nelle dichiarazioni di Teledauna: “Chi non si vuole assumere la responsabilità di votarlo lo dica chiaramente non a me ma alla città, non è tempo di privilegi”. Quali partiti potrebbero essere coinvolti in questo nuovo giro di nomine non si sa, è abbastanza palese che quando ‘CapitAmata’ dichiara “siamo in aula anche senza assessore” e invece l’ex Ncd, con tutti i problemi personali addotti da Di Muzio, si presenta a ranghi ridotti qualcosa non va. Alternativa Popolare conta in maggioranza due assessori, un vicesindaco, alcuni rappresentanti nei cda delle partecipate. Si sono verificati cambi da un partito all’altro, dunque chi è stato eletto in una lista oggi si trova da un’altra parte e fa l’assessore, per esempio Morese, in giunta per l’ambiente. Di Muzio ricorda questo particolare e aggiunge: “Mi sorge nuova questa notizia del rimpasto, ma avviarsi su questa strada- dice riferendosi agli anni ’80- significa che sai dove cominci e non sai dove a finire. Ricordo che il sindaco Petrino dopo un rimpasto venne sfiduciato e gli subentrò Tavano, erano i socialisti che chiedevano l’assessore ai lavori pubblici”, carica attualmente ricoperta proprio da un ex Ncd, magari sarà un’allusione generica.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 10.05.2017)

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Foggia. Fiore: “In aula anche senza assessore”. Rimpasto probabile ultima modifica: 2017-05-10T21:02:13+00:00 da Paola Lucino



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