CerignolaManfredonia
Affidavano sulla SS 95 bis

Cerignola, Polizia salva donna sequestrata e violentata

Le indagini per risalire ai due aggressori sono tuttora in corso, a breve potrebbero esserci dei risvolti positivi per il loro riconoscimento e conseguente cattura

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Cerignola. Era il primo pomeriggio dello scorso 4 giugno, quando, sulla linea 113 della sala operativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, alcuni passanti segnalavano che, sulla strada provinciale 95 bis, quella che porta verso Canosa di Puglia, vi erano due persone, con il volto coperto da passamontagna, che stavano malmenando due ragazze, proprio in prossimità della “Pignatella”. Immediatamente, in zona, venivano inviate alcune pattuglie del Commissariato di P.S. Cerignola, la prima delle quali notava la presenza di una ragazza, in evidente stato di agitazione con diversi graffi e tumefazioni sul viso e sulle braccia. La donna riferiva che, mentre si trovava sulla SP 95 bis in compagnia di una sua amica, intente entrambe a svolgere l’attività di meretrice, venivano avvicinate da due uomini appiedati, con il viso travisato da calzamaglia di colore scuro, i quali, dopo averle picchiate selvaggiamente, le rapinavano, asportando ad entrambe il denaro che custodivano nelle rispettive borse. Mentre veniva picchiata, la donna, dopo aver colpito con un calcio uno dei malviventi, riusciva a guadagnare la fuga, notando, suo malgrado, che l’amica, rimasta nelle mani dei due aguzzini, veniva presa per i capelli e trascinata in mezzo alle campagne. I Poliziotti, dimostrando ampia conoscenza del territorio, intuita la zona ove, con tutta probabilità, era stata condotta la ragazza sequestrata, decidevano di effettuare un giro di perlustrazione alle spalle della cantina denominata “La Pignatella” nel tentativo di sottrarla agli aggressori.

Dopo aver percorso circa 1 km. fra le campagne, all’interno di un uliveto, i poliziotti notavano un individuo di spalle, accovacciato e con il volto travisato da calzamaglia di colore scuro, come se stesse svolgendo la funzione di “vedetta”. Mentre tentavano di avvicinarsi, senza destare sospetti, in modo da evitare probabili fughe, notavano, nelle vicinanze, per terra sotto un ulivo, un’altra persona, sempre con il volto travisato da calzamaglia di colore scuro, con il pantalone abbassato sulle ginocchia, intento ad avere un rapporto sessuale completo con una donna, mentre minacciava quest’ultima con un coltello alla gola; la donna era stata completamente denudata. Immediatamente, gli agenti, notata la scena, scendevano dall’auto e si avvicinavano precipitosamente ai due malviventi, qualificandosi quali Agenti di Polizia interrompendo quanto si stava coAffidavannsumando sotto i loro occhi. I due balordi, vistisi scoperti, si davano a precipitosa fuga, e, seppur seguiti per oltre due chilometri, all’interno dei campi, da un unico agente di polizia, in quanto l’altro aveva prestato soccorso alla donna rimasta esanime in terra, riuscivano a far perdere le loro tracce.

Poiché il luogo impervio non permetteva un facile rintraccio da parte di personale sanitario, opportunamente informato dagli stessi poliziotti, gli agenti decidevano di caricare a bordo dell’auto di servizio la ragazza, che ormai aveva perso i sensi, nonché la sua amica rimasta sul ciglio della strada provinciale 95 bis, accompagnandole successivamente presso l’ospedale G. Tatarella dove i sanitari procedevano alle cure del caso, diagnosticando escoriazioni e contusioni multiple ad entrambe le ragazze, con prognosi rispettivamente di dieci e quindici giorni.

Le indagini per risalire ai due aggressori sono tuttora in corso, a breve potrebbero esserci dei risvolti positivi per il loro riconoscimento e conseguente cattura.

Redazione Stato Quotidiano.it – Riproduzione riservata



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