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A cura di Nico Baratta

Sentenza Xylella, l’UE abbatte gli ulivi e i nostri parlamentari tacciono

"La Regione Puglia vuole definire un percorso di lunga prospettiva"

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Roma. La sentenza della Corte di Giustizia Europea sull’abbattimento degli alberi di ulivo sani distanti meno o pari di 100 metri da quelli malati da Xylella, secondo un mio personale (ma condiviso da molte persone istituzionali cui nelle scorse ore mi sono interfacciato) ha tutta l’aria di ridurre la produzione locale di olive e olio, per favorire quella straniera, così da aumentare l’ingresso di olio d’oliva, già imposto nei mesi scorsi. Insomma, ancora una volta si vuol colpire il Made in Italy e poi affondare la penisola innanzi le coste di paesi dove la produzione agricola nasconde quelle filiere agroalimentari che garantiscono sicurezza alimentare. Mi chiedo se la parlamentare “agricola” Colomba Mongiello e l’europarlamentare pugliese Elena Gentile abbiano opposto resistenza o abbiano sottaciuto per volere di un Governo Renzi che sul caso non ha speso una parola, solo spot e tweet in politichese e tutti atti a screditare il lavoro svolto dal Presidente Michele Emiliano per salvaguardare una risorsa d’elite millenaria, autoctona e fiorente della Puglia.
A tal riguardo si riporta la ferma dichiarazione di Emiliano.

XYLELLA: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE EMILIANO SU SENTENZA CORTE UE MARTEDI CONVOCATA TASK FORCE. Con riferimento alla sentenza della Corte di Giustizia Europea in merito alla vicenda Xylella, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano dichiara: “Là sentenza ribadisce l’assenza della prova scientifica del nesso causale fra batterio ed essiccamento. Purtroppo nonostante l’assenza di tale evidenza scientifica la Corte ha ritenuto di confermare misure drastiche che rischiano di produrre conseguenze inimmaginabili per il nostro paesaggio e anche per la nostra economia. Ho convocato martedi prossimo la Task force per una valutazione nel merito degli effetti della sentenza”.

La riunione della Task force sulla ricerca scientifica sul Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (Codiro) si terrà martedì 14 giugno presso la sala conferenze della sede di via Gentile, 52. All’esito della riunione della Task force, il Presidente Emiliano intende incontrare la Procura di Lecce e il Ministero dell’Agricoltura. “Sulla base della posizione italiana che scaturirà da tali incontri richiederò un incontro con le massime Autorità dell’Unione Europea, ovvero con il Commissario europeo per la salute e la politica dei consumatori Vytenis Andriukaitis, con il Commissario all’Agricoltura Phil Hogan e con il Commissario all’Ambiente Karmenu Vella”.

“La Regione Puglia vuole definire un percorso di lunga prospettiva che tenga conto delle misure compensative e degli indennizzi a favore dei soggetti colpiti dalle eventuali misure imposte dall’Unione Europea. screditata inoltre condividere un progetto complessivo di ripensamento e rilancio dell’agricoltura nelle zone colpite. Infine definire un piano di salvaguardia del patrimonio arboreo insostituibile della Regione Puglia, a cominciare dai nostri ulivi secolari. Faremo di tutto per proteggere il patrimonio paesaggistico Della nostra Regione e per questo seguiremo ed sosterremo la ricerca scientifica e in particolare i protocolli sperimentali più promettenti volti a garantire una maggiore resistenza delle piante di olivo alla batteriosi”.

(A cura di Nico Baratta)



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Commenti


  • Il pennivendolo sipontino


  • Redazione

    De Leonardis: “Xylella, che fine ha fatto task force nominata da Regione?”

    Di seguito, una nota del Presidente del Gruppo Area Popolare della Regione Puglia Giannicola De Leonardis.
    “La decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha inequivocabilmente spiegato che la Commissione può ‘obbligare gli Stati membri a rimuovere tutte le piante potenzialmente infettate da Xylella fastidiosa, ancorché non presentanti sintomi di infezione, qualora si trovino in prossimità delle piante già infettate’ (quindi non solo gli ulivi malati, ma anche quelli sani tuttavia ricadenti nel raggio di cento metri dai primi), ha riportato l’emergenza in Puglia al punto di partenza, come in un grottesco gioco dell’oca. Perché dopo anni di confusione e immobilismo (i primi segnali di presenza del batterio, ignorati o minimizzati, risalgono al 2013) si era partiti a situazione già precipitata con il Piano predisposto dal commissario straordinario Silletti, ma che era stato prima duramente contestato, attuato a singhiozzo e poi fermato da una pioggia di ricorsi e interventi della magistratura. La Procura di Lecce sembrava aver chiuso definitivamente ogni ipotesi di ulteriore eradicazione, ma l’ultima novità è destinata, per via di valutazioni differenti e addirittura agli antipodi, a cristallizzare la situazione in una paralisi e inazione sempre più preoccupante. In questo contesto già nebuloso e inquietante di per sé (perché l’emergenza è ben lontana dall’essere rientrata e i danni per il comparto e per l’immagine stessa del Salento e della Puglia sono incalcolabili), sarebbe lecito chiedersi e chiedere che fine ha fatto e che risultati ha prodotto la Task Force voluta dall’esecutivo regionale per un supporto autorevole della comunità scientifica e degli addetti ai lavori (ne facevano parte docenti universitari, studiosi, ricercatori ed esperti da tutta Italia) alla politica, e che si era insediata in pompa magna il 16 novembre dello scorso anno. ‘Di fronte a un problema complesso come la Xylella per il quale non esiste ancora una cura, l’unica speranza è riposta negli scienziati, nelle loro intuizioni, nelle loro idee’ aveva auspicato il Presidente Michele Emiliano in quell’occasione. Una speranza finora vanificata dalla mancanza di visioni (e quindi proposte e soluzioni) univoche, così come – al momento – non ha prodotto alcun risultato concreto lo stanziamento di milioni di euro da parte del governo nazionale e regionale”.


  • Redazione

    XYLELLA, CASILI (M5S): “L’UE NON HA MAI DATO L’OBBLIGO DI ESTIRPARE. EMILIANO NON RESTI A GUARDARE.”

    “Se non si individueranno altre forme di contrasto della Xylella questo folle piano ricomincerà a distruggere il nostro territorio a cominciare da zone “pregiate” della nostra amata Puglia come Ostuni o Fasano. Emiliano non faccia l’errore di Vendola, dal momento che l’Ue non ha mai dato l’obbligo di estirpare gli ulivi ma si tratta di una decisione venuta dal governo nazionale e da quello regionale come confermato dall’ultima sentenza della Corte Europea, si proceda ad individuare misure alternative e meno pesanti per raggiungere l’obbiettivo del contenimento senza danneggiare irreversibilmente le comunità locali.” lo dichiara il consigliere agronomo Cristian Casili vice presidente della commissione Ambiente in Regione Puglia.

    Casili parla di “pantomima inaccettabile” da parte di Bruxelles, del ministro Martina e degli organi regionali dal momento che, la mancanza di dati scientifici precisi sui vettori e di un nesso di casualità tra Xylella e disseccamenti degli ulivi, rende la decisione di “sradicare” “totalmente inutile ed infondata. Anche i monitoraggi al fine di individuare nuovi focolai di infezione sono inefficaci data la difficoltà di individuazione dei punti di infezione sulla pianta e la lentezza di colonizzazione dei vasi xylematici da parte del batterio.”

    La Corte di Giustizia dell’UE, secondo il consigliere pentastellato, non ha preso in considerazione questi aspetti e quelli emersi chiaramente dall’indagine della Procura di Lecce, e qualora il TAR del Lazio dovesse confermare la sentenza europea gli abbattimenti, come già è avvento nel nefasto Piano Silletti, interesseranno gli ulivi infetti e tutte e piante sane nel raggio dei 100 metri. “Ad essere interessati saranno i territori della zona cuscinetto che interessa oggi i territori della provincia di Taranto e Brindisi. – prosegue Casili che poi si rivolge direttamente al Presidente della Regione – Emiliano deve capire in fretta che non possono esserci misure compensative ed indennizzi a ristoro dei soggetti colpiti dalla mannaia dell’estirpazione, e ci auguriamo che ciò non accada perché a Ostuni o Fasano, tanto per fare qualche esempio, non accetterebbero mai di barattare per un piatto di lenticchie la desertificazione di un paesaggio cucito sull’ulivo. Ad Emiliano consiglio di lasciare perdere le chiacchiere come la promessa di salvaguardare gli alberi monumentali, o di rilanciare un tipo di agricoltura differente nelle aree colpite se già la nostra di agricoltura sta muovendo e non certo per la Xylella. Sono mesi che chiediamo con forza un coinvolgimento allargato del mondo della ricerca, un approccio sistemico e multidisciplinare che valuti ogni singolo tassello di un complesso mosaico di fattori. Il Governo regionale non può stare a guardare dalla finestra la distruzione del suo territorio, intimidita da procedure di infrazione e dal ricatto di aver diffuso un patogeno oggi già presente in altre zone d’Europa proprio per colpa degli stessi organi europei – conclude il consigliere salentino – che da anni sono responsabili e complici dell’importazione di materiale vivaistico dalle zone infette di più continenti.”

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