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Fusione Madrepietra-Barletta: più che un’ipotesi

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San Severo. Il titolo del Madrepietra Daunia a Barletta? Molto più che un’ipotesi, almeno stando al comunicato emesso in data odierna dall’A.S.D. Barletta 1922, compagine che nella stagione appena terminata ha disputato il torneo di Eccellenza Pugliese.

Il club biancorosso, infatti, afferma che la possibilità di unire i titoli sportivi delle due società sarebbe al vaglio degli organi federali ed, in caso di esito positivo, permetterebbe ad una piazza blasonata di tornare in una categoria sicuramente più consona, dopo il fallimento e la caduta dalla Lega Pro al quinto livello del calcio nostrano. La neonata compagine prenderebbe, come specificato nello stesso comunicato, il nome di F.C.D. Città della Disfida Barletta.

Di seguito il testo integrale del comunicato apparso sul sito ufficiale del Barletta: “In questo periodo, al termine di una –ahinoi- deludente stagione sportiva, siamo stati in attesa che imprenditori della nostra città, ci aiutassero o, ancor più, si facessero avanti per dar corso ad una nuova gestione societaria, in considerazione che, quella appena conclusasi è stata, per noi dirigenti e anche per voi tifosi, molto travagliata. Abbiamo affrontato numerose difficoltà, in termini strutturali, organizzativi ed economici, commesso per inesperienza, e,  probabilmente, per eccessiva passione per la squadra della nostra città, diversi errori. Come ben sapete, nessuno si è concretamente avvicinato,  se non imprenditori non di Barletta. Da qualche settimana, ci si è prospettata l’ipotesi di poter rientrare nel calcio che conta, disputando il campionato di “D”, quarta serie nazionale, con l’aiuto di amici di Cerignola, e non, che, proprietari di una società di Castelnuovo della Daunia, piccolo paese al confine tra la nostra regione ed il Molise, disputano, incredibilmente, quella serie. L’ipotesi, ancora oggi, potrebbe risultare un piccolo dono del fato, e, in parte ripagare la nostra città per quanto il signor Giuseppe Perpignano ci ha ignobilmente sottratto due anni fa. Il lavoro svolto in questi giorni, per la realizzazione del progetto sportivo, fatto di confronti continui tra le parti, di fitta corrispondenza con la Figc Lnd a Roma e di incontri con massimi dirigenti federali, è ancora al vaglio dei competenti organi, atteso la complessità della stessa, che, qualora autorizzata consentirebbe al Barletta di calcare palcoscenici certamente più dignitosi e consoni alla nostra storia calcistica.Questo progetto, tuttavia, non piace a qualcuno della tifoseria che, ha tacciato pubblicamente questa dirigenza, di trattare il Barletta Calcio, alla stregua di un giocattolo, e, ancor di più, di non aver a cuore il senso di appartenenza perché le persone che consentirebbero la realizzazione di questo importante progetto sono della provincia di Foggia. Noi, tifosi del passato e dirigenti oggi, crediamo e comprendiamo la rivalità sportiva ma, non i dissapori che vanno oltre il rettangolo di gioco, soprattutto perché in primo luogo lo sport è unione e non divisione e poi perché apparteniamo tutti ad un’unica, grande e amata Regione, nonché al grande amore per il gioco del calcio.
 
L’Esperienza calcistica maturata ci ha insegnato che oggi, le società sportive, vanno gestite con progettualità, oculatezza, e, soprattutto con concrete risorse economiche, per fare in modo che l’amore per lo sport non crei danno alla collettività. L’unione delle due realtà sportive, la Asd Barletta 1922 e la Asd Madrepietra Daunia, vedrebbe la nascita della Fcd Città della Disfida Barletta, e, a giorni, potrebbe ricevere l’assenso dei competenti Organi Federali. La decisione da assumere è importante e allo stesso tempo affascinante, ma, riteniamo doveroso che, la stessa, venga fatta da tutti noi, da Barletta, perché il Barletta Calcio è di Barletta e, non di gruppi di persone e/o frazioni.

Il presidente della dimissionaria dirigenza dell’Asd Barletta 1922
Sabino Falco”



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