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Carpino Folk Festival con Cristiano De Andrè

L'evento più importante è sempre lo stesso da 21 anni: il concerto finale con i CANTORI DI CARPINO

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Carpino. CRISTIANO DE ANDRÉ, unico vero erede del patrimonio musicale di Fabrizio, omaggia suo padre in occasione dei 50 anni dall’uscita del primo album Tutto Fabrizio De Andrè, quello con le intramontabili La guerra di Piero, Via del Campo e Amore che vieni, amore che vai.

Durante il concerto Cristiano interpreterà sul palco del Carpino Folk Festival i brani contenuti in De André canta De André – Vol. 1 (2009) e De André canta De André – Vol. 2 (2010) oltre a quindici nuove canzoni non ancora rivisitate, tra cui proprio quelle citate del primo disco e Canzone per l’estate, Una storia sbagliata e Il bombarolo.

Sul palco sarà accompagnato da Osvaldo di Dio, Davide Pezzin e Davide Devito, con la collaborazione di Max Marcolini per gli arrangiamenti.

RE NILIU, il cui nome rievoca una grotta scavata nella roccia calcarea del Monte Tiriolo, era il regale protagonista di una leggenda popolare: innamorato di una giovane popolana, disapprovata dalla famiglia, rimase vittima della maledizione dei genitori che gli augurarono di liquefarsi come cera, colpito dai raggi del sole. Proprio per offrire un’occasione di riscatto al re sventurato, e perché no alla propria martoriata terra, nell’ostinata Calabria di fine anni ’70, precisamente nella città di Catanzaro, Ettore Castagna, musicista nonché antropologo, con un gruppo di musicisti conterranei, fondò una band di musica etno/popolare, denominata appunto Re Niliu. Tratteggiando i colori vividi e i contorni decisi di una terra bella quanto dannata, i Re Niliu al Carpino Folk Festival faranno riecheggiare nella mente suoni e temi contrastanti che hanno l’ambizione di propagarsi nel cosmo come suggerisce il titolo dell’album, In a cosmic ear, ispirato ai versi del poeta calabro-canadese, Antonino Mazza.

Ma l’evento più importante è sempre lo stesso da 21 anni: il concerto finale con i CANTORI DI CARPINO “armati” di chitarre battenti e francesi, tamburelli e nacchere e guidati dal patrone di casa il centenario Antonio Piccininno.



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