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"Tutte le mattine, alle cinque in punto, si recavano nella loro azienda per lavorare"

Agguato mafioso. Lutto a San Marco. “Aiutare le famiglie degli agricoltori uccisi”

Un sostegno che in ogni modo non potrà eliminare i fatti avvenuti e non consentirà ad Aurelio e Luigi Luciani di tornare "a zappare" nei terreni di famiglia


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Foggia, 10 agosto 2017. AGGUATO sul Gargano, lungo la S.P. 272: il sindaco di San Marco in Lamis, Michele Merla , ha proclamato per domani una giornata di lutto cittadino in seguito alla morte di Luigi e Aurelio Luciani, agricoltori del luogo, di 47 e 43 anni, uccisi probabilmente per aver assistito all’uccisione del 50enne Mario Luciano Romito (obiettivo dell’agguato) e del cognato 44enne Matteo De Palma , entrambi di Manfredonia.

Mario Luciano Romito – “ritenuto dagli investigatori uno degli esponenti di spicco dell’omonimo clan che in passato si e’ contrapposto al clan dei Libergolis nella cosiddetta ”faida del Gargano” (Ansa)” – era di recente tornato in libertà dopo un periodo di detenzione nel Carcere di Frosinone, in seguito a un ordine di carcerazione emesso dalla Corte d’Appello di Bari per una modifica della modalità di esecuzione di una pena definitiva già in corso di espiazione, come reso noto al tempo dai legali dell’uomo.

Durante i fatti, i due allevatori sarebbero stati impegnati nella raccolta di verdure in terreni di famiglia.

Da raccolta dati, Aurelio lascia moglie e due figli (di 13 e 10 anni), la donna sarebbe attualmente in attesa, Luigi moglie e due figli, “uno di 10 anni e un neonato di soli 10 mesi“. “Tutte le mattine, alle cinque in punto, si recavano nella loro azienda per lavorare“, come riporta un articolo di “La Repubblica” di Bari.

Agguato alla stazione di San Marco in Lamis (ph enzo maizzi)

Sui social numerosi sono stati i messaggi dei cittadini per sostenere le famiglie dei due agricoltori. Come numerosi sono stati i messaggi da parte della politica, di scrittori (Saviano) e delle associazioni in sostegno delle vittime innocenti per le azioni delle criminalità organizzata.

Si ricorda come “a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata sono previsti benefici economici e non economici“. “E’ considerato vittima del terrorismo e della criminalità organizzata di tipo mafioso chiunque, cittadino italiano, straniero o apolide, sia deceduto o abbia subito un’invalidità permanente per effetto di ferite o lesioni causate da tali atti“.

Come riporta la Prefettura di Bari, “Il Prefetto cura l’istruttoria delle domande volte ad ottenere i benefici economici (speciale elargizione e assegno vitalizio) in favore delle vittime di atti di terrorismo e di criminalità organizzata e dei loro familiari superstiti“.

Un sostegno che in ogni modo non potrà eliminare i fatti avvenuti e non consentirà ad Aurelio e Luigi Luciani di tornare “a zappare” nei terreni di famiglia. Del resto “Il loro mondo finiva lì, tra i campi di pomodoro e le distese di grano“, come ha detto una parente a “La Repubblica“.

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REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT

Agguato mafioso. Lutto a San Marco. “Aiutare le famiglie degli agricoltori uccisi” ultima modifica: 2017-08-10T12:32:25+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    COMITATO NAZIONALE dell’ORDINE e della SICUREZZA PUBBLICA – RIUNIONE del 10 AGOSTO 2017 a FOGGIA
    CONSEGNA al Ministro MINNITI della PETIZIONE per l’istituzione a Foggia di una Sezione Operativa Distaccata della DIA

    “POPULUS”, libera associazione per una democrazia partecipativa e deliberativa, con sede legale in Foggia alla via Monfalcone n. 5 sc. A, e-mail populusliberaassociazione@gmail.com, insieme a Dauniattiva.it, alle preposte sedi istituzionali HA CHIESTO UFFICIALMENTE DI POTER INCONTRARE in data odierna, in occasione della sua venuta a Foggia, il Ministro Marco MINNITI per consegnargli la petizione sottoscritta da migliaia di cittadini di Foggia e Provincia per chiedere l’istituzione, presso la Procura del Tribunale di Foggia, di una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia.
    La nostra iniziativa è partita da Monte Sant’Angelo il 15 ottobre 2016, in quanto comune il cui consiglio ERA STATO sciolto per infiltrazioni mafiose.
    Durante l’arco di questi mesi, abbiamo svolto una costante attività d’informazione, sensibilizzazione e raccolta firme sull’intero territorio della Daunia, per il coinvolgimento delle cittadinanze sul problema “mafia” in Capitanata e sulle soluzioni da poter dare ad esso. Tra le quali sicuramente figura uno strumento operativo specifico d’indagine sui delitti e sull’attività mafiosa, qual è una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia della quale pertanto i cittadini chiedono a viva voce l’istituzione a Foggia.
    Il progetto si è articolato su due livelli. Uno istituzionale, che ha visto coinvolte tutte le realtà, sia pubbliche che private che combattono i sistemi mafiosi e vuole concludersi con la consegna pubblica, da parte dei promotori dell’iniziativa, al Ministro Marco MINNITI delle firme raccolte nel corso delle attività sul territorio dauno, perché, QUALE UNICO ORGANO COMPETENTE IN MATERIA, possa prendere atto della volontà popolare e disporre l’istituzione a Foggia di una sezione operativa distaccata della Direzione Investigativa Antimafia di Bari per contrastare in maniera più efficace la criminalità organizzata che imperversa ormai sul territorio.
    Il secondo livello del progetto si è realizzato con l’attività quotidiana, da parte dei cittadini attivi, di raccolta, sulle piazze e sulle strade daune, delle firme a sostegno della richiesta. Questo il testo della petizione sottoscritta: “Una mafia, quella in provincia di Foggia, che dalla fine degli anni ’70, quando Raffaele Cutolo decise di istituire a Lucera il primo nucleo mafioso pugliese, uccide e continua a uccidere, ma che oggi, con la crisi economica imperante, sta diventando sempre più potente e violenta, anche grazie alla possibilità di avere manovalanza, per questo maggiormente disponibile.
    Negli ultimi anni sono aumentate le uccisioni, i tentati omicidi e i pacchi bomba fatti detonare fuori dai negozi. L’intensificarsi dell’attività criminale mafiosa in provincia di Foggia ha visto una lunga striscia rossa di sangue e di violenza, fatta di esecuzioni, sparatorie e attacchi dinamitardi, compreso il tentato omicidio di Angelo Sanna, ispettore capo della squadra mobile di Foggia, pianificato nei minimi dettagli ed evitato solo grazie all’attività di prevenzione operata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari e dalla Procura di Foggia; ma anche di mafia dai colletti bianchi, che ha avuto come conseguenza lo scioglimento del consiglio comunale di Monte Sant’Angelo per infiltrazioni mafiose.

    Reagire per crescere. Ma serve la collaborazione di tutti e la fiducia nei confronti delle istituzioni.
    Per questo occorre rompere il muro di omertà che opprime la provincia di Foggia. E per favorire la necessaria collaborazione dei cittadini per riuscire a rendere le indagini degli inquirenti meno difficoltose, i sottoscritti cittadini chiedono di istituire, presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Foggia, una Sezione Operativa Distaccata della Direzione Investigativa Antimafia per assicurare sul territorio della provincia di Foggia lo svolgimento, in forma coordinata, delle fondamentali attività di investigazione preventiva nonché delle indagini di polizia giudiziaria attinenti alla criminalità organizzata, per delitti imputabili ad associazione di stampo mafioso.”

    Vista l’importanza dell’argomento per l’intera collettività che attende ansiosa una soluzione al problema, abbiamo chiesto, in rappresentanza della cosiddetta “Società Civile”, di poter incontrare anche noi il Ministro Marco MINNITI per la consegna della petizione in argomento e delle relative sottoscrizioni.

    il Presidente di “POPULUS”
    Avv. Marcello MARIElla


  • Redazione

    MAFIA, B. MATERA (FI): PRESENZA MINNITI A FOGGIA SIA CONCRETA, SERVONO PIÙ
    UOMINI E MEZZI, PIÙ POTERI AI SINDACI

    “Serve una forte mobilitazione culturale ma, come abbiamo ribadito appena
    qualche mese fa in occasione del Security Day, servono più poteri ai
    sindaci e alla polizia locale, più uomini e mezzi dello Stato per
    contrastare le mafie e tutte le forme di illegalità”. Così l’onorevole
    Barbara Matera (FI) europarlamentare del PPE, all’indomani del quadruplice
    omicidio avvenuto in provincia di Foggia.

    “I dati forniti oggi dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti
    sono drammatici: 300 morti in 30 anni, di cui l’80% impuniti, dicono che la
    mafia della Capitanata, che come è noto ha diramazioni che vanno ben oltre
    la Puglia, è un problema nazionale”, aggiunge l’onorevole Matera, per la
    quale “l’arrivo del ministro Minniti a Foggia è senz’altro un segnale
    positivo e di incoraggiamento per chi combatte quotidianamente boss,
    gregari e manovalanza”. “Ci aspettiamo, però, – conclude l’esponente di
    Forza Italia -che questa presenza si traduca in buone notizie, in misure
    concrete che aiutino a cambiare passo nell’attività di contrasto e
    repressione di un fenomeno forse un po’ troppo sottovalutato”.

    Foggia, 10 agosto 2017

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