Scuola e Giovani
"In quante persone diverse ci trasformiamo ogni giorno pur di farci accettare dagli altri?"

“Quante versioni di noi esistono ogni giorno?”

"Siamo inarrestabili, invincibili. Fieri minacciamo il ragazzo in disparte, in fondo alla stanza, di non guardarci più"


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San Severo, 10 agosto 2017. ”Quante versioni di noi esistono? In quante persone diverse ci trasformiamo ogni giorno, pur di farci accettare dagli altri? Quanto tempo dedichiamo invece a noi stessi, ad essere quelli che siamo veramente? Quanto tempo passiamo davanti allo specchio a renderci presentabili, per far sì che non ci giudichino negativamente? Quante persone riescono ad essere sé stesse a casa e fuori?

Siamo soliti incolpare la società di questo, ma spesso ci dimentichiamo che ognuno di noi, ogni singola persona tra noi è parte di questo enorme, disprezzato gruppo. E quindi verrebbe da dire che la colpa è nostra, siamo noi stessi colpevoli di non difendere i nostri gusti, la nostra personalità, siamo noi stessi vigliacchi, perché la paura dell’altro e del suo giudizio è più forte del difendere quello che siamo realmente. E allora ogni mattina ci svegliamo e ci ricordiamo di indossare quella maschera che la sera prima abbiamo riposto accuratamente sul comodino, sapendo già che ci sarebbe servita il giorno dopo e quello dopo ancora. E nuovamente la poggiamo sul nostro volto, facendo attenzione che copra bene ogni angolo del viso, non dobbiamo assolutamente essere riconosciuti.

È tutto così meccanico, ogni giorno. È proprio come essere dei robot, perché nascondendo il nostro volto, chiudiamo a chiave il nostro cuore, lasciandoci dentro tutti i sentimenti che proviamo realmente, perché quelli non sono apprezzati da nessuno e si rischia solo di soffrire esponendoli agli altri. E fieri usciamo di casa, mentre il nostro cuore piange, sapendo a cosa va incontro. Fieri andiamo a lavoro e magari maltrattiamo il nuovo arrivato, perché aiutarlo invece ci metterebbe in cattiva luce dinanzi agli altri colleghi. Fieri andiamo
a scuola e ci incontriamo con i nostri “amici” e insieme ci prendiamo beffa dello “sfigato” della classe, perché sentire l’eco della risata degli altri ci fa sentire forti, ci riempie di orgoglio!

Poi, con la fierezza che ormai ci contraddistingue, tiriamo fuori dalla tasca quella sigaretta comprata solo qualche ora prima e la accendiamo, la fumiamo, mentre ancora ci tremano le mani, perché, anche se non è la prima volta che lo facciamo, ancora non ci siamo abituati. E ancora dentro di noi sentiamo l’orgoglio crescere, ci riempie i polmoni. Mentre solo un po’ più su, il nostro cuore scalpita, si fa sentire, non ce la fa più. Ma a noi che importa? Siamo finalmente parte di quel gruppo che ci piaceva tanto, siamo forti e giovani, nulla può farci stare meglio. Fieri ci facciamo una foto tutti insieme, mentre stringiamo tra le labbra le nostre sigarette.

Siamo inarrestabili, invincibili. Fieri minacciamo il ragazzo in disparte, in fondo alla stanza, di non guardarci più ; ci scruta come se cercasse di scavarci dentro, osserva attentamente il nostro comportamento ed è come se con i suoi occhi ci chiedesse “ma perché lo fai?”. Lui resiste, lui è sempre lo stesso, la mattina appena sveglio, più tardi a scuola, il pomeriggio e perfino la sera che esce con gli amici e noi lo vediamo passare davanti alla panchina dove siamo seduti, a fumare una canna e a inciderci qualche taglio sulle braccia.Anche quello ci da una sensazione di libertà..e dopotutto non siamo mica gli unici a farlo! Poi arriva la notte e torniamo a casa, trascinandoci per tutto il corridoio fino alla nostra stanza, dove con forza tiriamo via quella maschera, ormai ben incollata al nostro volto..ci sentiamo così deboli, deboli e terribilmente soli..ma siamo noi stessi, di nuovo.

Purtroppo ancora per poco.

L’indomani la storia ricomincia.

(A cura di Francesca Fratello, San Severo 10.08.2017
Laboratorio “Stato Ragazzi”)

“Quante versioni di noi esistono ogni giorno?” ultima modifica: 2017-08-10T21:22:07+00:00 da Redazione



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