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Operativi dal 16 agosto 2017 ulteriori 192 unità - tra Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza - Baschi Verdi

Strage mafiosa nel Gargano. “Subito 192 ulteriori forze ordine e 24 Cacciatori ‘Calabria’”

Prossima sede a San Severo del "Gruppo repressione crimini", come richiesto in precedenza dal sindaco Miglio


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Foggia, 10 agosgo 2017. Il ministro dell’Interno Marco Minniti ha partecipato questo pomeriggio a una riunione a Foggia del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica, per fare il punto della situazione dopo l’agguato di ieri a San Marco in Lamis in cui sono state uccise quattro persone. L’incontro si è svolto in Prefettura. Al termine il ministro incontrerà il sindaco di Foggia e i primi cittadini di alcuni dei comuni della Provincia.

Nella nuova faida del Gargano sono 17 le persone uccise dall’inizio dell’anno. L’ultimo delitto, il 27 luglio, è stato quello del ristoratore di Vieste, Omar Trotta, 31 anni, freddato a colpi di pistola mentre si trovava nel suo locale.

Le principali disposizioni all’esito della riunione
– Protocollo d’intesa con tutti i sindaci, con misure atte a contrastare la criminalità;
– Prossima sede a San Severo del “Gruppo repressione crimini”, come richiesto in precedenza dal sindaco Miglio;
– Operativi dal 16 agosto 2017 (fino a quando si renderà necessaria la loro presenza nel territorio) 24 unità dello Squadrone eliportato carabinieri cacciatori “Calabria” “;
– Operativi dal 16 agosto 2017 (fino a quando si renderà necessaria la loro presenza nel territorio) ulteriori 192 unità dei reparti prevenzione e anticrimine della Polizia di stato, delle compagnie di intervento dei Carabinieri, dei baschi verdi della Guardia della finanza;
– In Puglia ci saranno inoltre reparti speciali delle Forze di polizia. In particolare, investigatori dello Sco, del Ros e dello Scico.
– Utilizzo apparecchiature sofisticate per il controllo del territorio, in primis potenziamento videosorveglianza, sistema satellitare e i droni.

Nel corso dell’incontro il Ministro Marco Minniti ha chiesto la collaborazione di tutti i sindaci, in particolar modo quelli dei Comuni dell’area garganica, attraverso una partecipazione attiva. Prevista un’attività investigativa sul territorio.

“La risposta dello Stato rispetto alla morte di due innocenti sarà durissima“, ha detto nel corso della riunione il ministro dell’Interno Minniti che ha riferito ai presenti che gli incontri in Prefettura a Foggia avverranno con cadenza bimestrale.

(Si ringrazia il collega NICO BARATTA)

fotogallery

fotogallery Enzo Maizzi

redazione stato quotidiano.it

Strage mafiosa nel Gargano. “Subito 192 ulteriori forze ordine e 24 Cacciatori ‘Calabria’” ultima modifica: 2017-08-10T19:38:54+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Un cittadino che non ha perso la speranza

    Grazie, Ministro, per la sua solerzia e per le serie misure adottate.


  • Nonno Fantasma

    Se son rose fioriranno ……. sono piu’ di 30 anni che sul gargano e in provincia di Foggia si ammazza a piacimento e di colpevoli ne sono stati presi pochissi …… ergo ….. lo scetticismo nei comfronti delle istituzioni e’ totale


  • Sipontino indignato

    Solo fumo…nulla di più.


  • Manfredonia colonia degli arabi napoletani


  • Cittadino del gargano

    Posti di blocco a catena e multe senza pietà alla gente onesta…. Come sempre…. Spero di sbagliarmi


  • luca

    Il problema è la mentalità della gente, tutto questo spiegamento di forze serve a poco, qui la malavita trova terreno fertile quasi tutti li stimano, orgogliosi di salutarli e pronti ad aiutarli.

  • LA GIUSTIZIA, LA POLITICA E LA MAFIA……….(è)


  • Ahah

    A me, non so perché, viene da ridere. Stato e mafia sono sempre stati legati quindi a cosa serve tutta sta gente da far venire in vacanza qua.


  • Filippo

    Se un cittadino è onesto non dovrebbe temere alcunché….se va in giro osservando il codice della strada, ma soprattutto il codice dei buoni costumi civili ed in regola così come previsto, la multa senza pietà, non la becca. Che ben vengano i rinforzi. Evidentemente questo è quello che merita il popolo.


  • Militare barese perennemente a Foggia

    Caro cittadino del Gargano ,i posti di blocco a catena ogni tanto sono il principio di grosse operazioni , cercate di svegliarvi e di collaborare un po’ di più invece di guardarci infastiditi . Volete la soluzione dei problemi ma ci guardate come se fossimo venuti a rompervi le uova nel paniere .


  • Semplice commento

    Per cittadino del Gargano

    Perché temere le multe? Se si è in regola, non si prendono multe.


  • ficus

    Se si è in regola non so temono le multe…ecco iniziano a cambiare mentalità! Comunque Minniti si dimostra un Ministro all’altezza della situazione!


  • GIUSEPPE

    SERVE LAVORO PER COMBATTERE LA CRIMINALITA’ NON L’ESERCITO


  • In risposta a Giuseppe

    Certo, serve anche il lavoro. Ma la disoccupazione aumenta dove la camorra la fa da padrona. Gli eventuali imprenditori scappano via.

    Per esempio, da decenni nel Tavoliere i coltivatori non sono più padroni nei loro campi e al momento della raccolta ci vogliono i vigilanti.

    In certi quartieri di Foggia, Cerignola, San Severo… non puoi lasciare l’auto perché te la portano via (di notte e anche di giorno).

    Certamente ci vuole il lavoro, ma perché noi abitanti della provincia di Foggia dobbiamo farci del male da soli.

  • Il problema è anche nei Comuni. A Monte hanno fatto pulizia i Commissari e anche molto bene. Bastava vedere prima come erano ossequiati certi personaggi quando entravano in municipio da tanti politici. Ma il problema non sta solo a Monte almeno secondo me.

  • Il lavoro non c’entra proprio niente con la criminalità, ma smettiamola con questo vittimismo spiccio. In Spagna e Grecia la disoccupazione è ancora peggiore che da noi, ma la mafia da loro non esiste. E allora come la mettiamo?


  • Alchimista

    Troppo spesso si associa l’alto tasso di disoccupazione con l’aumento del crimine. Di fatto dove manca occupazione c’è una criminalità più sporca e cruenta, una criminalità percepibile perché di strada. Dove c’è molto lavoro arriva la criminalità con i colletti bianchi, quella che lavora nel economia. Il terreno fertile dove le due criminalità si incontrano è quello della politica, quello delle nomine politiche o del malaffare delle controllate.
    Di fatto il crimine esiste prima del uomo ed un mondo senza crimine è utopia,
    Abbiamo iniziato rubando la mela e non ci siamo più fermati.
    Gesù è stato crocifisso assieme ai due ladroni, ma chi si lavò le mani era un politico.
    Che ci piaccia o no, la guerra bene e male ci accompagnerà per sempre, dobbiamo solo scegliere da che parte stare.


  • antonio

    speriamo che sia fatta giustizia per quei due contadini, non avevano colpe


  • Goldrake

    Hai pienamente ragione luca.


  • Lettore

    Non ho mai capito perche grandi uomini italiani come Falcone, Della Chiesa, Borsellino, Chinnici, Cassara’ e tanti altri nessuno sia stato insignito di medaglia d’oro al merito o alla memoria e nessuno sia stato mai beatificato.


  • Benito

    Non vi è che una ed una sola soluzione al problema.
    I cittadini devono muovere una rivoluzione contro le cosche mafiose: identificarli, isolarli socialmente.
    Ormai siamo in guerra poichè due poveri contadini sono stati massacrati a colpi di fucile.
    Non vi è che una ed una s o l a soluzione.
    Lo stato non riuscirà mai a sconfiggere la mafia.


  • Il cacciatore cacciato dalla palude che era dei suoi nonni

    Sono stato vittima di questa rappresaglia!! Mi hanno fermato ad un posto di blocco in pieno centro..Patente e libretto…Ma i cacciatori di Calabria hanno il permesso per cacciare in Puglia?


  • giulio

    tante spese inutili, io metterei 10 finanzieri in più al posto dei 200 in arrivo dopo il 16. metterli al pc e indagare come fanno tanti pregiudicati a fare un lusso enorme, nel essere proprietari di locali auto di lusso e ville con piscina , senza aver fatto un’ora di lavoro?l a mafia va combattuta sui conto correnti, bisogna colpirli nelle tasche fare sequestri e metterli all’asta.no che dopo mesi riescono a dissequestrarli e rafforzare il l’oro impero economico, la colpa e dello stato e mai possibile che tra le forze dell’ordine no ce’ un comandante che no pensa a questo?


  • Cittadino

    Dopo gli ultimi terribili avvenimenti, molti cittadini, specie a San Marco, a San Severo, a Vieste e a Monte, hanno richiesto una maggiore presenza dello Stato e un maggiore controllo del territorio. Ci vorrà un po’ di tempo per avere dei risultati concreti. Intanto, lasciamo lavorare le forze dell’ordine. Non ci lamentiamo di qualche posto di blocco. Cerchiamo di essere più fiduciosi e pazienti. I controlli non fanno paura a chi è in regola. Ma è vero, come dicono, che molta gente circola per strade extraurbane e urbane con vecchi catorci inquinanti non revisionati e senza assicurazione?


  • Lettore

    Fossi stato il ministro avrei trasferito a Foggia il giudice Di Matteo.


  • Redazione

    Coalizione Bene Comune: “A proposito di legalità!”

    La storia recente ha imposto alla attenzione delle istituzioni e dei mezzi
    di comunicazione il tema della legalità in provincia di Foggia.
    Tutti hanno riconosciuto la necessità improrogabile di combattere un
    fenomeno criminoso diffuso e pervasivo che sta infettando da tempo il
    nostro splendido territorio.
    Questo rappresenta un passo fondamentale nella lotta alla mafia ed ai
    modelli criminali perché le lotte di legalità che hanno visto prevalere la
    giustizia sono sempre passate da una presa di coscienza di un fenomeno che
    cresce nel silenzio, nell’omertà e nella sottovalutazione.
    La morte di due innocenti agricoltori, simbolo della civiltà contadina che
    ha forgiato nei secoli i nostri migliori valori di riferimento, rappresenta
    un punto di non ritorno.
    Come la morte di Falcone e Borsellino.
    Ci sono episodi che segnano la storia di una comunità e che danno lo
    slancio per una assunzione di responsabilità personale e collettiva.
    In questo scenario merita una menzione particolare la coraggiosa presa di
    posizione assunta da Francesco Miglio e dalla sua giunta e della sua
    coalizione che hanno immediatamente posto al centro dell’agenda politica il
    tema legalità.
    Accanto ad evidenti investimenti sulla cultura come strumento di
    affermazione di una società migliore, non sono mancati esempi concreti ed
    atti amministrativi forti.
    Lo sgombro del ghetto che feriva da decenni l’agro sanseverese, la
    questione dei parcheggi e la demolizione di manufatti abusivi sono solo
    alcuni esempi di legalità praticata e non predicata.
    Fino a segnali ancor più forti per ottenere l’attenzione dell’opinione
    pubblica e delle istituzioni, mettendoci la faccia senza dare importanza
    alle risate di scherno della comunità dei “detrattori a prescindere “.
    Chi è chiamato ad amministrare ha come compito principale quello di
    garantire la sicurezza sociale dei cittadini e
    la denuncia della illegalità rappresenta il primo ineludibile passo per
    arrivare alla sicurezza sociale.
    Il sindaco, assumendosi in prima persona la responsabilità diretta di
    azioni apparse clamorose ed il più delle volte dileggiate, ha puntato con
    determinazione a questi obiettivi, consapevole della indifferibile
    necessità di guardare in faccia una realtà che molti in passato hanno
    preferito non vedere.
    Oggi che la Capitanata in generale e San Severo in particolare sono assurti
    agli onori delle cronache nazionali questa lungimirante e spesso solitaria
    battaglia consente a tutti di poter dire che il territorio aveva coagulato
    da tempo le forze migliori per arginare il fenomeno criminalità.
    Ciò consente di limitare gli effetti negativi per la immagine della nostra
    San Severo che per prima ha visto arrivare l’onda e non si è fatta trovare
    impreparata o, peggio, indifferente.
    L’esame dei fatti di cronaca più recenti, quindi, consente alla nostra
    città di essere attiva e vigile nella prevenzione, accreditata e stimata
    dai vertici nazionali nel confronto con altre realtà provinciali.
    La tempestività, la serietà, il rigore ed il pragmatismo messo in campo
    hanno consentito di ottenere un risultato concreto di attenzione e fiducia:
    la attivazione del Reparto Prevenzione del Crimine a San Severo, frutto di
    una strategia anticipatoria sicuramente estranea, nel recente passato, a
    quanti probabilmente proveranno a reclamare per sé un ruolo che la
    stragrande maggioranza della comunità cittadina (ma anche provinciale),in
    coscienza, non sarà disposta a riconoscere.
    Grazie a tutto questo, grazie alla vicinanza ed alla partecipazione di
    migliaia di concittadini che il 9 marzo di quest’anno hanno manifestato e
    testimoniato la voglia di civile convivenza, grazie al sostegno di sindaci
    ed istituzioni del territorio, nonostante il momento drammatico che stiamo
    vivendo possiamo dire alla nostra comunità che abbiamo la certezza che la
    legalità prevarrà per ridare alla nostra meravigliosa terra ed alla nostra
    laboriosa comunità la dignità ed il rispetto che meritano.
    San Severo 12 agosto 2017

    La Coalizione “San Severo bene comune”

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