Cultura

L’istinto del lupo – M. Lugli, 2008

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Massimo Lugli (dipity com)

Massimo Lugli (dipity com)

Bologna – FINALISTA al Premio Strega 2009, L’istinto del lupo è un romanzo riuscito solo in parte. Piace lo stile asciutto della scrittura, quasi da cronista, al servizio di una storia cupa di perdizione e violenza. Manca un profondo scavo psicologico dei personaggi, le cui motivazioni appaiono poco plausibili, se non addirittura incongruenti. Gli episodi che vedono coinvolto il protagonista, Lupo, nella sua personale discesa agli inferi, sono slegati tra loro, privi di quella continuità narrativa che avrebbe dato alla storia una maggiore parvenza di veridicità. Non convincono i presupposti che spingono alla deriva la vita di un ragazzo di buona famiglia, alcuni passaggi risultano pretestuosi. Il linguaggio crudo, spesso volgare, in alcuni casi è una forzatura. Stesso discorso per le esplicite descrizioni di sesso. Talvolta l’autore si discosta dal linguaggio letterario per accostarsi a una forma più simile al fumetto, ma questo potrebbe essere considerato anche un pregio. Nonostante quanto detto finora “L’istinto del lupo” non è affatto un brutto romanzo, capace com’è di coinvolgere il lettore e stimolarlo alla riflessione. Un libro che si può leggere e pure apprezzare, sorvolando sulle vistose lacune e su un finale che ho trovato piuttosto deludente.

LA TRAMA – Il giovane Lapo è un ragazzino triste, vessato da coetanei prepotenti e pressoché ignorato dai genitori sempre sull’orlo della separazione. Per sfuggire al suo disagio si spinge fino a luoghi generalmente off-limits per uno del suo ceto sociale. Così conosce Tamoa, un enigmatico poveraccio che vive con due cani, Yussuf e Daruma, ed è conosciuto nel suo ambiente come “il marinaio”. Tra Lapo e Tamoa nasce una grande amicizia, e comincia un percorso di iniziazione che porterà il ragazzo ad imparare la difficile “arte” del vivere in strada. Le lezioni di Tamoa sono allo stesso tempo insegnamenti di vita e di violenza, difesa e sopraffazione, fedeltà e coerenza. Lapo diventa Lupo, e quasi senza accorgersene si allontana sempre più dalla sua famiglia scivolando nelle sabbie mobili di una vita fatta di espedienti, umiliazioni e sconfitte. Il viaggio di Lupo è una discesa senza fine, il percorso che ogni perdente intraprende per realizzare il proprio progetto di autodistruzione. Reietto ed emarginato, Lupo è l’emblema del paria per scelta e non per caso, e di conseguenza immagine speculare di una società che rifiuta le apparenze a vantaggio della parte oscura (ma più vera) di sé.

L’AUTORE – Massimo Lugli è nato a Roma nel 1955. Dopo aver lavorato per anni a Paese Sera, è attualmente inviato speciale de “La Repubblica”. Dal 1975 si occupa di cronaca nera. Ha pubblicato “Roma maledetta” nel 1998, “La legge di Lupo solitario” nel 2007 e “Il carezzevole” nel 2010.

Il giudizio di Carmine

Massimo Lugli
L’istinto del lupo
2008, Newton Compton Editori
334 pagine
Valutazione: 2½/5

L’istinto del lupo – M. Lugli, 2008 ultima modifica: 2010-09-10T16:59:09+00:00 da Carmine Totaro



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