Capitanata

Foggia, uccisero in vagone 2 connazionali: rintracciati rumeni

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I rilievi della Polfer dopo il ritrovamento dei 2 cadaveri nella stazione di Foggia (st)

Foggia – SI erano rifugiati in patria i due fratelli rumeni Alexandru Sinel e Augustin Severian Dobre, rispettivamente di 29 e 33 anni, che insieme ad una terza persona arrestata nello scorso aprile (Costantin Daniel Nicolici L’arresto di Nicolici) avevano ucciso a colpi di spranga due connazionali: Miron Daniel Laptea, 43 anni e Silviu Jon Augustin Petric, di 41, in un vagone ferroviario alla periferia di Foggia.

I due fratelli, individuati grazie alle indagini eseguite dagli uomini della Squadra Mobile e della Polfer di Foggia, subito dopo il duplice omicidio si erano presto resi irreperibili. Ricercati in ambito internazionale i due uomini sono stati rintracciati ed arrestati in patria dalla polizia rumena che li ha affidati all’Interpol per l’estradizione. All’aeroporto di Fiumicino ad attenderli gli uomini della Squadra Mobile e della Polfer di Foggia che, con i colleghi della polizia di frontiera, hanno notificato ai 2 rumeni un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa a loro carico dal Gip presso il Tribunale di Foggia

L’OMICIDIO – Come si ricorderà, lo scorso 13 aprile 2011, all’interno di un vagone in sosta nell’ex parco militari dello scalo foggiano, furono rinvenuti 2 cadaveri in avanzato stato di decomposizione. Le indagini, condotte dagli uomini della Mobile e della Polfer di Foggia, benché difficoltose a cominciare dall’identificazione dei soggetti, per l’avanzato stato di decomposizione dei corpi, furono condotte in maniera serrata nel degradato ambiente degli stranieri che frequentavano e frequentano la stazione di Foggia e le zone ad essa limitrofe. In pochi giorni la ricostruzione dell’intera vicenda: i contrasti fra vittime ed assassinio erano sorti per una prostituita contesa fra i due gruppi. In seguito l’identificazione dei cadaveri e l’individuazione dei responsabili per l’efferato crimine, che avevano voluto dunque punire i rivali.

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