Ricordi di storia
A cura di Salvatore Agostino Aiezza

Gli acquisti per la scuola… ieri e .. oggi

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Foggia. In tanti, molto più del solito, affollano, già dagli ultimi giorni di agosto, l’ipercoop di viale degli Aviatori: foggiani ma anche moltissime persone provenienti dalla provincia e da quelle limitrofe. La ragione è presto detta. Tra qualche giorno suonerà la campanella che riporterà i nostri ragazzi: piccoli e grandi, nelle scuole; di conseguenza la “corsa” a fare gli acquisti per il necessario ( ma anche il superfluo..) corredo scolastico.

Molti anni fa, come sapete, il fatidico giorno coincideva con “San Remigio”, il 1^ di ottobre: da qui il nome di “Remigini” con il quale venivano chiamati gli scolari dell’epoca. Anche a quel tempo il mese di settembre era dedicato allo shopping scolastico che coinvolgeva tutti gli strati sociali della popolazione. Per la scuola e l’occorrente da consegnare ai propri figli non si badava a spese; piuttosto molte famiglie risparmiavano su altri beni e generi essenziali, ma guai a far mancare grembiulini nuovi, cartella, diario, quaderni, astucci e quant’altro. Unica differenza, non da poco però, era che non essendosi ancora raggiunto il livello di marketing, comunicazione e pubblicitario di adesso, non esistevano o, almeno, erano davvero molto poche, le grandi marche che contraddistinguono oggi zaini, astucci ipercompleti di ogni articolo di cancelleria, e che attira scolari ma anche studenti più grandi, costringendo i genitori a spese “folli” per l’intero corredo scolastico.

Qualcosa però rendeva “magico”, negli anni passati, questo periodo dedicato allo shopping scolastico. Non esistevano, infatti i grandi “iper” come oggi li conosciamo nè i centri commerciali. Unico punto di riferimento per tutti: foggiani e non, era la “ STANDA “ il “grande magazzino” che occupava l’attuale sede ( anzi ex..!) della Benetton in Corso Vittorio Emanuele.

Già normalmente visitato da centinaia di persone, che giornalmente vi si recavano per i loro acquisti, nel periodo antecedente l’apertura delle scuole diventava una vera e propria baraonda e, con i grandi magazzini, lo stesso Corso cittadino, che al tempo, non era zona pedonale per cui immaginate il traffico davvero infernale e decine di auto posteggiate ( il lupo perde il pelo ma non il vizio..!) lungo la strada in doppia fila o sui marciapiedi, spesso con la nonnina lasciata a fare da “custode”, poverina, per ore intere.

Nuclei famigliari con figli piccoli e grandi al seguito accorrevano dunque alla “STANDA” e si accalcavano, tra immani sudate e sgomitate, lungo gli scaffali dei reparti dedicati alla scuola che in quei periodi venivano opportunamente aumentati, con le “povere signorine” addette alla cassa o le commesse che per poco non impazzivano: tra pianti di bambini piu’ piccoli, stremati dalla permanenza in quel luogo; quelli che prendevano capricci per avere questo anziché quel diario o cartella; camerini stracolmi per la “prova grembiule” e il vestitino nuovo: “vuoi che il primo giorno vanno a scuola con la roba vecchia ?” rimproveravala moglie al marito che era tutto preso con la mente a pensare quanto gli sarebbe costata quella “spesa”. Che se poi i figli erano più di uno il “prestito” da famigliari o alla banca era obbligatorio.

Tuttavia quei momenti vissuti da tanti di noi, all’epoca bambini, insieme con i nostri genitori, vengono ricordati con tanta nostalgia perché, contrariamente a quanto accade oggi dove goni cosa è spersonalizzata e ciascuno sembra vivere nel proprio mondo, distanti, seppur vicinissimi, gli uni agli altri, il “rito” della spesa per la scuola era qualcosa che coinvolgeva la collettività: ci si relazionava.Alla STANDA sembrava che tutti si conoscessero: le mamme si scambiavano consigli e opinioni sui vari acquisti, oltre che le solite immancabili “chiacchiere..!”i papà si trattenevano a discorrere, al solito, di quanto si stentasse ad arrivare a fine mese. I ragazzini giravano entusiasti tra scaffali dove facevano bella mostra quaderni coloratissimi, matite, colori e astucci. Insomma era uno spaccato di vita anche quella “bolgia” umana che invadeva la STANDA.Alla fine tutti tornavano a casa con le grandi buste bianche e rosse tra le mani: contenti degli acquisti ma anche di aver trascorso qualche ora insieme a tante altre persone: non prima però di aver mangiato l’immancabile, ottima, banana acquistata al chioschetto sul Corso.

Buona scuola a tutti.

A cura di Salvatore Agostino Aiezza



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