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Intervento di Giulio Stilla*

I tempi sono “maturi” per l’esproprio dell’area di Grotta Paglicci

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Rignano Garganico. ”Avendo letto, appena stamani, l’importante saluto augurale della Prof. Anna Maria Ronchitelli all’evento della presentazione del libro “L’Oro di Paglicci” di Antonio Del Vecchio, sento in animo di aggiungere all’Atto, sopra riportato, una piccola nota personale: Che Grotta Paglicci sia un giacimento di grande interesse scientifico e preistorico prima che una meta da conoscere da parte di competenti visitatori del turismo culturale, a “fruizione locale”, lo si era intuito e saputo fin dai primi anni ’60 del secolo scorso con i primi studi condotti dal Prof. Zorzi di Verona. Mi ricordo, in particolare, l’interessamento di Antonio Martelli, segretario politico della locale Democrazia Cristiana, divenuto amico del Prof. Zorzi, che spiegava a me, giovane maturando al Liceo Classico, di rimanere informato sulle importanti scoperte di valenza paleolitica che sarebbero state raggiunte con gli scavi e la ricerca scientifica universitaria. Da quell’età ad oggi, sono passati oltre 50 anni, impiegati operosamente, con grande zelo e progressi scientifici, dal Prof. Arturo Palma di Cesnola, cittadino onorario di Rignano, a divulgare con relazioni periodiche anche in paese, ovvero nella Sala Consiliare del Municipio, i risultati raggiunti dalle sue incessanti campagne di ricerche.

Si doleva del fatto il Prof. Palma che i finanziamenti erano limitati. Anche sul piano logistico bisognava affrontare grandi sacrifici, spesso resi più sopportabili da certi aiuti privati che gli arrivavano dal defunto dott. Bramante, per la circostanza generoso mecenate e proprietario della campagna in cui esiste la Grotta.

Ricordo anche che in una di quelle modeste assemblee popolari, che si tenevano nella sala Consiliare, alla presenza del Dott. Bramante e della sua consorte, mi permisi di esprimere, forse incautamente, anzi senza “forse”, la necessità di espropriare il terreno del Giacimento Paleolitico per meglio ricevere le attenzioni e i finanziamenti necessari delle Istituzioni Pubbliche.

Ricordo altresì che quel mio intervento, volutamente provocatorio, non venne raccolto dal Prof. Palma, che aggirò abilmente le mie osservazioni critiche con una risposta più attinente alla importanza degli ultimi ritrovamenti. Oggi, però, come puntualizza la Prof. Anna Maria Ronchitelli, nella lettera di auguri alla presentazione del libro “L’oro di Paglicci” di Angelo e di Antonio del Vecchio, i tempi sono maturi per avviare un processo di espropriazione del Sito, senza soffrire remore di natura amicale o impedimenti privatistici, che non sono convenienti alla divulgazione mirata a rendere popolare o pubblico il bene culturale. Nessuna scoperta scientifica, in qualsiasi ambito del sapere, rimane essenzialmente importante e suscettibile di ulteriori successi scientifici, se resta patrimonio nascosto di una ristretta cerchia di persone. La scienza, la conoscenza scientifica per sua natura è un sapere intersoggettivo, cioè è un sapere pubblico, altrimenti resta un bene che non è bene, a disposizione esclusiva di una setta, di una classe esoterica o di una magia. Giulio Stilla”.

N.B. *Emerito docente di Storia e Filosofia al Liceo e autorevole uomo di cultura e di pensiero.



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