BAT
Un tempo, familiari ed amici che si scambiavano visite di cortesia, uscendo dalla casa dell’ospitante, fermandosi sulla soglia dell’ingresso rigorosamente a piano terra, solevano dire: “scusate qualche parola”

“Puglia, non sappiamo più accogliere?”

"In fondo l’immagine di questa Puglia è esattamente la stessa di chi la governa, dalla Regione fino ai comuni più piccoli: quando si passa dal virtuale al reale la Puglia deve fare i conti con la sostanza (che non esiste)"

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Bari. La Puglia non conosce la cultura dell’accoglienza o meglio pare l’abbia perduta. Almeno questi sono i giudizi, molto negativi, espressi dai turisti e visitatori che, in tantissimi, in questa stagione turistica hanno affollato le località pugliesi, dal mare alle colline, dagli alberghi agli agriturismo.

Due notizie dunque in fortissimo contrasto. La prima, quella relativa alle presenze, anche se quelle presenze parlano di una certa parte della Puglia evidenziando l’enorme gap persistente con alcuni territori assolutamente esclusi dal circuito virtuoso quali, ad esempio la Provincia Bat, ci rende felici per l’indice di gradimento di quella parte del territorio; la secondo, quella che ci amareggia e colpisce al cuore, al profondo del cuore è il pessimo e pesantissimo giudizio espresso dai turisti che l’hanno vissuta questa estate trovandola assolutamente inadeguata, soprattutto dal punto di vista di erogazione di servizi. Come peserà tutto questo sulle prossime stagioni turistiche?

Un tempo, familiari ed amici che si scambiavano visite di cortesia, uscendo dalla casa dell’ospitante, fermandosi sulla soglia dell’ingresso rigorosamente a piano terra, solevano dire: “scusate qualche parola
. Come dire, non so se abbia potuto esprimere qualche parola fuori posto ma qualora lo avessi fatto, me ne scuso. Non si è mai saputo, in realtà se quello fosse un modo per “mettere le mani in avanti” giustificandosi nella consapevolezza di aver detto qualcosa fuori luogo o a sproposito, sta di fatto che quelle parole esprimevano il profondo senso di rispetto che era proprio, intrinseco nella cultura contadina e popolare di allora.

Perché si è persa anche la Cultura dell’accoglienza che tanto ha fatto parlar bene della nostra gente, in passato? Perché il senso di rispetto anche delle diversità; il senso di reciprocità, di solidarietà, di mutualismo oggi sono stati così compromessi, almeno agli occhi dei turisti che vengono in Puglia?

Politici buoni ad ogni occasione; da piazzare in ogni luogo; populisti e parolai si esaltano quando elargiscono i soldi pubblici in modo disinvolto, spesso senza razionalità e sopratutto senza obiettivi se non quelli, sovente, di foraggiare l’entourage che ruota attorno a quel modo di fare politica. Credo che quei politici e dirigenti spesso asserviti alla politica debbano imparare la lezione del turista ospite e smetterla di credere che basti elargire fondi per la costruzione di un nuovo albergo, di un nuovo bed and breakfast o di una nuova masseria per aver svolto bene il proprio ruolo. No, se quei nuovi alberghi; se quei nuovi bed and breakfast e se quelle nuove masserie, al loro interno, non ci mettono il sentimento, lo spirito di accoglienza e la capacità di far sentire tutti a proprio agio, nel massimo comfort, fornendo adeguati servizi di qualità, in ambiente intriso di umanità e di calore allora quei soldi pubblici o investimenti privati, anche in questa occasione come in moltissime altre saranno stati sprecati, irrimediabilmente sprecati arrecando vantaggi ad improvvisatori e ad investitori sfruttatori senza scrupoli e senza capacità. Lo stato di degrado e di abbandono delle città fanno il resto della brutta scena.

In fondo l’immagine di questa Puglia è esattamente la stessa di chi la governa, dalla Regione fino ai comuni più piccoli: quando si passa dal virtuale al reale la Puglia deve fare i conti con la sostanza (che non esiste).

Ci sono imprenditori che, invece, ancora nutrono quel senso di appartenenza, continuando a sprigionare sentimenti di umanità e di vero piacere dell’accoglienza.
Saranno loro, ancora una volta, a salvarci.

*Presidente UNIBAT
A cura di Savino Montaruli



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