Economia

Autorità idrica, Modificata la legge: istituite figure per riunioni del Consiglio


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Palazzo acquedotto pugliese, immagine d'archivio

Palazzo acquedotto pugliese (Foggia, fonte: wikipedia)

Bari – CON voto unanime, il Consiglio regionale ha approvato il ddl “Modifiche alla legge regionale del 30 maggio 2011: Istituzione dell’Autorità idrica pugliese” che adempiva agli obblighi imposti dalla legge del 23 dicembre 2009, su cui poi il Consiglio dei Ministri ha sollevato la questione di illegittimità costituzionale. Gli aspetti contestati riguardavano le norme contenute nell’articolo relativo alle funzioni del direttore generale dell’Autorità e in quello riguardante il trasferimento del personale già in servizio presso ATO Puglia.

L’obiettivo delle modifiche è salvaguardare l’economicità del procedimento legislativo regionale, anche attraverso l’attuazione di una proficua collaborazione tra gli organismi di rango costituzionale. Il ddl istituisce le figure che parteciperanno alle riunioni del Consiglio dell’Autorità con funzione consultiva, ovvero gli assessori regionali competenti in materia di risorse naturali e tutela delle acque, di bilancio e programmazione, il presidente ANCI Puglia, il direttore generale, amministrativo (con funzione di segretario) e tecnico dell’Autorità. Ridefinite anche le funzioni del Consiglio e, in particolar modo, il ruolo del direttore generale.
Nell’articolato è sancito il trasferimento all’Autorità idrica pugliese dei dipendenti ATO, in servizio a tempo indeterminato alla data del 1° gennaio 2010. Inoltre, su proposta del capogruppo de I Pugliesi, Davide Bellomo, la composizione del Consiglio direttivo dell’Autorità è stata integrata con il presidente dell’Upi Puglia, assieme al presidente dell’Anci.

Dopo l’approvazione del ddl, il Consiglio ha affrontato l’odg, sempre in materia di Autorità pubblica proposto dagli assessori regionali Amati e Fratoianni e dai consiglieri Decaro, Losappio, Disabato, Pellegrino e Mazza. Al fine di assicurare il quantitativo minimo vitale, così come determinato dall’organizzazione mondiale alla Sanità, l’assemblea ha chiesto all’Autorità idrica pugliese di rimodulare la dinamica tariffaria contenuta nel Piano d’ambito vigente, istituendo fasce di consumo differenziate in base alla capacità reddituali dei cittadini residenti in Puglia, senza incidere sul piano complessivo degli investimenti.

Il consigliere regionale Pd Antonio DeCaro (cassanolive)

Il consigliere regionale Pd Antonio DeCaro (fonte image: cassanolive)

Acqua – Decaro: ”Ok rimodulazione tariffa, ora è necessario ridurla”. Il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, apprezzando l’approvazione unanime dell’ordine del giorno sulla rimodulazione delle tariffe dell’acqua in base alle fasce di reddito, non può fare a meno di sottolineare l’esigenza di ridurre le tariffe dell’acqua escludendo dal loro calcolo, così come impone l’esito del referendum popolare per il quale ci siamo tutti battuti, la quota del 7% relativa alla remunerazione del capitale investito, quota che invece i cittadini pugliesi continuano impropriamente a pagare.

“Non può che farmi piacere – spiega Decaro – l’approvazione unanime dell’ordine del giorno (da me predisposto e presentato con altri consiglieri regionali il giorno dell’approvazione della legge di ripubblicizzazione dell’Aqp) per rimodulare la dinamica tariffaria contenuta nel Piano d’ambito, istituendo fasce di consumo differenziate in base al reddito. Devo tuttavia constatare – aggiunge – che i Comuni pugliesi, attraverso l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) avevano già affrontato questo tema approvando, il 30 marzo 2011, un regolamento attuativo per la concessione di agevolazioni alle famiglie numerose e più bisognose, con la possibilità di vedersi scalare dalla bolletta AQP, per ciascun componente del nucleo famigliare, l’equivalente di un consumo di 55 metri cubi annui. Tale regolamento, modificato su proposta di alcuni Comuni, è rimasto sospeso in seguito all’approvazione della legge regionale n. 9 del 30 maggio 2011, legge che ha istituito l’Autorità Idrica Pugliese (AIP – con il nuovo organismo deliberativo in fase di costituzione) sopprimendo l’ATO”.

”Mi sembra altresì doveroso sottolineare – prosegue il capogruppo – che la revisione tariffaria proposta con l’ordine del giorno approvato oggi, non possa risolversi nella sola ‘rimodulazione’ del carico tariffario, ma debba anche comprendere una modifica della struttura e delle componenti della tariffa”. ”Ritengo – rimarca Decaro – che l’obbligo di tutti noi, così come richiesto anche dalle associazioni dei consumatori, dal comitato Acqua bene Comune e dal Forum Italiano dei movimenti dell’Acqua, sia quello di dare tempestiva e piena attuazione all’esito referendario per il quale con tanta passione ci siamo battuti nei mesi scorsi. L’esito del referendum, infatti, impone l’obbligo di una rideterminazione della tariffa con l’esclusione della quota, pari al 7%, relativa alla ‘remunerazione del capitale investito’. Una quota che ora deve essere sottratta dal calcolo della tariffa, e che invece è ancora pagata impropriamente dai cittadini all’Acquedotto Pugliese. Questa quota del 7%, infatti, adesso deve essere sostituita dal costo effettivo per l’approvvigionamento delle risorse finanziarie necessarie agli investimenti, secondo un calcolo che tenga conto dei tassi abitualmente praticati sul mercato”.

”Del resto – rileva il consigliere – se è vero che AQP ha chiuso il bilancio con un notevole utile, non vi è dubbio che la tariffa sia andata al di là del mero ristoro dei costi sostenuti. La questione, dunque, è complessa e tale da poter incidere sull’equilibrio economico-finanziario del soggetto gestore. Proprio per questa ultima prospettiva – conclude Decaro – appare opportuna una riflessione comune in rapporto alla condivisa individuazione della misura e della articolazione della tariffa che meglio garantisca sia il rispetto dei criteri di solidarietà e di giustizia sociale, sia il tendenziale adeguamento alla disciplina scaturita dall’esito del referendum che ha modificato il comma 1 dell’art. 154 del D.L.vo n. 152/2006. Un impegno, quest’ultimo, che grava innanzitutto sulla Regione Puglia che è proprietaria del 100% delle quote AQP”.

L'assessore regionale Fabiano Amati (archivio)

Amati: “Non possibile ridurre tariffa servizio idrico integrato”. Con riferimento alla nota diffusa dal capogruppo del PD in Consiglio regionale Antonio De Caro e all’ordine del giorno approvato nel corso della seduta odierna del Consiglio, l’assessore regionale alle Opere pubbliche e Protezione civile Fabiano Amati, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Al fine di non minare la solidità finanziaria di Acquedotto pugliese, peraltro riconosciuta dalle agenzie di rating, mi preme sottolineare che non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato, compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo. Pertanto la richiesta dell’ottimo capogruppo del mio partito Antonio De Caro non potrà essere accolta dalla costituenda Autorità Idrica Pugliese, salvo riduzione degli investimenti, così come appropriatamente ed opportunamente comunicato nei giorni scorsi, con formale missiva, dal Presidente facente funzioni del disciogliendo ATO Michele Emiliano. L’unica attività consentita in futuro all’Autorità Idrica Pugliese sarà quella di rimodulazione tariffaria sulla capacità reddituale dei Cittadini, senza modificare il piano degli investimenti, così come richiesto dal Consiglio regionale con l’ordine del giorno approvato oggi, su proposta tra l’altro di tutti i capigruppo della maggioranza.”

Redazione Stato

Autorità idrica, Modificata la legge: istituite figure per riunioni del Consiglio ultima modifica: 2011-10-10T16:26:07+00:00 da Redazione



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