Cronaca

Damone contro Nichi: “Dittatura sulla Puglia”


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Il consigliere Francesco Damone (PmdT)

Il consigliere Francesco Damone (PmdT)

Bari – “La decisione del Presidente del Consiglio che mi ha impedito di illustrare la mia posizione di critica nei confronti di chi solo oggi si è deciso di attivare il meccanismo della retrocessione dei funzionari e dipendenti della Regione è inaccettabile”. Cecchino Damone non usa mezzi termini e, firmando una nota, va giù pesante nei confronti di Onofrio Introna reo, a suo dire, di aver messo il silenziatore al dibattito.

“La metodologia instaurata oggi – continua il consigliere sansevrese de lLa Puglia prima di tutto – è assolutamente assurda perché mentre si tratta, sia pure telefonicamente, con i rappresentanti del Governo centrale, sarebbe stato consigliabile non inviare le lettere di avvio del procedimento di retrocessione in quanto i giorni assegnati scadono il 23 p.v.” Damone è un fiume in piena: “In questa vicenda – scrive – mentre si tutela la posizione del dirigente del personale, si abbandona un’intera classe amministrativa che ha consentito il normale funzionamento della Regione. La verità scaturisce dalla circostanza che Vendola invece di presidiare permanentemente i ministeri romani sino alla conclusione della drammatica vicenda, ha preferito continuare a girovagare l’Italia perché non ha interesse a tutelare la Puglia e i pugliesi, ma deve operare per regalare agli italiani, illusi dalle sue promesse di sogni, lo sfascio totale e completo in cui versa la Puglia intera”.

Poi, si rivolge in maniera indiretta a chi siede fra i banchi: “Colleghi regionali che per anni hanno testimoniato con il loro costante impegno, il cammino di questa Regione, oggi per una indecorosa gestione della sentenza de quo, vengono illusi da Vendola che il tutto si sistemerà. Le bugie hanno le gambe corte, ma in questo caso sono completamente tagliate. Cari colleghi l’unica via che rimane è quella di ricorrere, attraverso il giudice del lavoro, dapprima con un articolo 700 e poi con una sentenza di merito e sono convinto che solo questa via costituisce la speranza della soluzione drammatica”.

“Basta con le bugie, le illusioni, i luoghi comuni – chiosa Damone – la verità riviene dal fatto che Vendola ed alcuni amministratori dovevano partire per Bruxelles e il rinvio è stata la motivazione per onorare l’impegno che aveva assunto, incurante delle sacrosante richieste del personale. Caro Vendola, se la Puglia non ti interessa più, se hai deciso di correre per Palazzo Chigi, abbi l’onestà di lasciare la Regione, dimettiti dall’incarico e non strumentalizzare più i problemi della gente pugliese per conseguire i tuoi sogni di conquista. L’Italia già versa in condizioni drammatiche! Solo il tuo futuro successo segnerà la fine della nostra bella Italia”.

Redazione Stato

Damone contro Nichi: “Dittatura sulla Puglia” ultima modifica: 2011-10-10T17:46:18+00:00 da Redazione



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