Manfredonia

Abusi edili: fattore Ufficio tecnico. Pecorella: ora regole comuni

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Mattinata, contrada Principe, panoramica dell'area interessata ai sequestri dei cc del Noe (st@)

Manfredonia – CONTRO gli abusi norme comuni. “Con il recepimento del Piano del Parco i Comuni avrebbero lo stesso Regolamento. Ma senza lo strumento di pianificazione le regole non sarannno mai le stesse. Come Parco abbiamo norme da tutelare. Ma continua a mancare l’osmosi, il dialogo fra le parti istituzionali. Non avere la possibilità di approvare una regola comune e di per sè una proliferazione implicita di un seme dell’illegale. Da un lato ci sono i regolamenti edili dei Comuni, approvati in modo autonomo, da un altro il Piano del Parco: come avere le stesse vedute su un medesimo suolo del territorio?”. Così a Stato l’avvocato Stefano Pecorella, presidente dell’Ente Parco del Gargano, con territorio in questi giorni sotto indagine, e monitoraggio, dopo la seconda operazione dei CC del Noe: 1) Neverland (05.10.2012) con 5 arresti, 19 denunce per “falso in atto pubblico e corruzione collegati all’abusivismo edilizio ed al sistematico deturpamento delle bellezze naturalistiche all’interno del Parco nazionale del Gargano“. 2) Sequestro struttura alberghiera “Il Porto” (10.10.2012), con società di “Zanasi & Moschella srl” esecutrice delle opere edili: 5 denunce, una anche a carico di Eliseo Antonio Zanasi, direttore tecnico della “Zanasi & Moschella srl” e presidente della Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Foggia.


In entrambe le operazioni al centro i carabinieri del Noe di Bari, Capitano A. Colacicco – con coordinamento della Sezione di PG del Tribunale foggiano. Poi le Procure: per Neverland quella di Lucera, del Procuratore Capo D.Seccia, per “Il Porto” quella di Foggia, del procuratore Capo Vincenzo Russo. Un fattore di comune operazione: il coinvolgimento – come emerge negli abusi accertati – di un responsabile dell’Utc del Comune. In altre parole: dell’Ufficio Tecnico. 1 accertato dagli inquirenti a Vico del Gargano; 2 a Mattinata (con uno in carica fino al 10 mag 2012). Questo in base a quanto comunicato negli atti.

“Chi controlla i controllori?”, ha detto a Stato stamane il comandante dei CC del Noe Cap.A.Colacicco, che ha parlato in modo eloquente di un “meccanismo per ottenere dei permessi in totale sprezzo della normativa vigente e della tutela paesaggistica e naturalistica, nella sua semplicità (..) ingegnoso e volutamente capzioso al fine di rendere difficilissimi, cosi’ come lo sono stati, gli accertamenti di liceita‘”. “Il sodalizio criminale tra imprenditori, figure professionali accreditate e soggetti che ricoprivano incarichi pubblici ha fatto il resto”, ha aggiunto il comandante Colacicco.

“Ancora pareri”, dice il Presidente del Parco avv. Pecorella, che è stato contattato per comprendere le motivazioni di un mancato intervento prima degli accertamenti del Noe. Il Parco dunque non ha visto e non si accorto di nulla? “Per l’ennesima volta, mentre c’è gente che lavora sul fronte della difesa e dell’ambiente locale, dall’ipotesi del PM traspare quantomeno un accordo assolutamente criminogeno contro la conservazione della nostra parte migliore; l’ipotesi accusatoria è molto grave; farà luce a riguardo la Magistratura; nella mia presidenza, il Parco ha ricercato dei rapporti di collaborazione con gli uffici per evitare delle situazioni palesemente illeggitime; ora non posso intravedere le conseguenze di queste indagini; l’edilizia è vista purtroppo come l’unica di fonte guadagno per il territorio, per i nostri imprenditori; mi piacerebbe che l’asse degli investimenti – più che sul mattone o sulle discariche – si spostasse sulla valorizzazione del nostro patrimonio storico, architettonico e naturale”.

Come può la società di “Zanasi e Moschella” aver realizzato le opere in contrada Principe basandosi sullo “stesso parere” con una “ventina o trentina” di “modifiche con variazione sostanziali rispetto al progetto originale?”, come riferito dagli inquirenti. “Posso solo affermare un dato: se c’è il permesso di costruire, qualsiasi variante è da ritenersi illegittima se manca il parere dell’Ente Parco. Come per l’operazione Neverland, lo stesso non è stato mai richiesto”.

L’opera ora verrà demolita o sarà adeguata contro i rischi sismici ed idrogeologici? “Mi auguro che si arrivi a definire la questione, per il bene di tutti e per l’interesse comune. Al di là del caso specifico, ho la fondata impressione che una mancanza di pareri dell’Ente Parco non si è verificata solo a Mattinata ma anche in altre casi“. Ne sta annunciando altri di “provvedimenti” Presidente? “Assolutamente, parlavo di quelli che ci sono già stati”.

“Per Mattinata siamo in presenza di una pratica anomala e non mi riferisco solo ai pareri non richiesti all’Ente Parco ma anche all’Autorità di Bacino; da quanto riferiscono i cc del Noe sono stati sottovalutati i pareri dell’AdB per l’assetto idrogeologico, come quelli della Forestale. Ma il dato peggiore è un altro: non considerare l’Ente Parco come un soggetto fondamentale per la pianificazione del territorio. Questo è l’elemento peggiore di questi indagini giudiziarie: vedere il Parco ignorato nelle scelte di pianificazione del territorio”. “Ricordo che, con la mia presidenza, i primi atti sono stati quelli di rimettere in moto gli strumenti di pianificazione del Parco pagati con i soldi del Contribuente e che da anni erano fermi. Il territorio si vive mediante regole e legalità condivise dal territorio. Lo strumento del Parco serve a condividere le regole. I comuni quando viene recepito il Piano del Parco hanno lo stesso regolamento. Senza lo strumento di pianificazione le regole non possono essere le stesse”.

Il presidente dell'Ente nazionale Parco del Gargano avv. Stefano Pecorella (Ph: Matteo Prencipe@)

IL “CASO” RODI. “Regole diverse” nella pianificazione del territorio sembrerebbero sussistere anche fra Parco e Comune di Rodi Garganico. Il giorno dell’operazione Neverland l’assessore regionale Barbanente ha dichiarato: “speriamo che l’operazione Neverland sia un monito per chi non ha ancora capito che l’abusivismo edilizio è una piaga devastante che richiede azioni di contrasto decise e incisive da parte delle pubbliche istituzioni”. “Proprio in questi giorni e proprio nel Gargano – conclude – siamo più volte dovuti intervenire in merito alla delibera del Comune di Rodi che dà “mandato all’Ufficio Tecnico Comunale di sospendere per tre anni con efficacia immediata, tutti i provvedimenti amministrativi in corso, nonché ogni ulteriore provvedimento in itinere concernente le procedure e gli atti connessi in adempimento delle vigenti norme nazionali e regionali in materia di repressione degli illeciti edilizi“.

“Tempo addietro mi chiamarono a riguardo dalla Regione: al tempo gli uffici tecnici non parteciparono. Come Parco non abbiamo alcuna correlazione con quel procedimento amministrativo, quanto meno ci sono dubbi sulla legittimità dello stesso e sembra che la Regione, in qualità di ente di pianificazione più alto a livello urbanistico, abbia deciso di impugnare la delibera. Non so se l’ha fatto. So anche che la Regione ha da 2 anni bloccato lo strumento di pianificazione del Parco (mentre prima dell’estate era transitato un atto in Provincia relativo alla definizione delle aree contigue,ndr). Ci sono state anche denunce del WWF”.

Per il futuro: “mi auguro che si chiariscano al più presto le singole posizioni, i ruoli e le responsnilità di quanti coinvolti nelle citate indagini giudiziarie ma vogliono concludere con un dato: come Parco non posso aver il controllo diretto del territorio; per quelli ci sono i fotrstali, gli uffici tecnici, i carabinieri, gli organismi e gli enti comunali. Io rappresento un Ente sovracomunale che ha un controllo autonomo. Invito tutti ad una maggiore responsabilità“.

Ringrazio di cuore gli agenti che in questi giorni hanno operato in condizioni difficili, in considerazione della difficoltà delle materie urbanistiche. Ma un’esortazione: non fare di tutta l’erba (del Parco, ndr) un fascio“.


Slide (op. Neverland)



VIDEO NEVERLAND



VIDEO SEQUESTRO “IL PORTO”



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Commenti


  • VERGOGNATEVI!

    SOLO DOPO CHE GLI ABUSI SONO STATI EFFETTUATI E CHE HANNO DATO POSTI DI LAVORO SEPPUR STAGINALI VE NE VENITE CON IL SEQUESTRO DI QUESTE STRUTTURE???
    C’E’ QUALCUNO ALLORA CHE SICURAMENTE O HA IL DENTE AVVELENATO CON QUALCUNO OPPURE COME CAPITA SPESSO NON HA POTUTO MANGIARE LA STESSA MINESTRA!

    QUANDO SI COSTRUIVANO QUELLE STRUTTURE GLI ORGANI PREPOSTI AL CONTROLO DOV’ERANO??? EPPURE NON SONO NASCOSTI IN UNA FITTA FORESTA DELL’AMAZZONIA!!!
    L’ENTE PARCO, IL COPRO FORESTALE, E TUTTI QUELLI CHE HANNO VOCE IN CAPITOLO COSA HANNO FATTO? MI PARE CHE QUELLE STRUTTURE NON SONO NATE NEL GIRO DI POCHI GIORNI,MA DOPO ANNI E ANNI!!!

    PERTANTO VERGOGNATEVI TUTTI!!!


  • aboliamo il parco

    Voi stavate dormendo quando costruivano???vi ricordate sempre dopo


  • nominato


  • Carlo Di Benedetto

    cari “signori” a quanto pare chi si deve vergognare siete voi che parlate e straparlate senza conoscere nulla: premetto che sono un tecnico e vi faccio presente che la zona dove sorge il complesso turistico in oggetto, nel piano regolatore del comune di mattinata, è destinata ad ospitare le strutture ricettive turistiche e questa scelta politica l’ha fatta il comune; secondo me queste inchieste confermano e rafforzano proprio la posizione del Parco e Pacorella ha fatto bene a dire quello che ha detto!!
    a proposito dove stavano i portaborse ambientalisti?? a si giusto, risultavano assenti!!!


  • Barabba

    Perchè non discutere del ruolo delle associazioni ambientaliste che intervengono sempre e solo dopo che gli scempi sono già avvenuti e la magistratura ha fatto il suo corso? Sono delle grandi e potenti lobby che condizionano le scelte non solo locali, fiondandosi sui contributi pubblici per mantenere in piedi le loro strutture e buttare fumo negli occhi dei cittadini con manifestazioni che poco hanno a che fare con la vera e propria tutela e valorizzazione della natura. Dov’è la coerenza? Siamo uomini o caporali?


  • Spazio

    Se non ricordo male nella zona del sequestro era visibile uno scheletro edilizio, probabilmente già bloccato da qualche ente, come mai negli anni passati c’è stato il blocco ed in questi anni si è potuto dare l’ok alla costruzione. In fin dei conti se c’era stato il blocco qualche motivo doveva esserci, o è cambiato lo stato dei fatti, o sono cambiati i protagonisti.
    Quale dei due?


  • Predicone

    Ho letto da qualche parte che il sindaco di mattinata avrebbe detto che Giandiego gatta avrebbe dato parere favorevole naturalmente come parco a quello scempio ambientale. E’ vero quanto ho letto? Le associazioni ambientaliste? E che sono? Si mangiano? Dicono a Manfredonia ! Dov’erano Rizzi e company? Mettono la testa fuori solo dopo! E magari chi commenta puntando il dito e’ proprio che faceva il gioco delle tre scimmiette! Pecorella di te c fidiamo! Vai avanti così !


  • Redazione

    Gentile lettore,
    due dati fondamentali:
    1) abbiamo ascoltato l’avv. Giandiego Gatta, consigliere regionale del Pdl, già presidente del Parco del Gargano, che ha parlato di un insediamento nell’Ente nell’anno 2004. Il primo parere, quello su cui si sarebbero fondate le successive varianti, è stato rilasciato nel 2001-02.
    2) In ogni modo, il primo parere sarebbe stato rilasciato “in modo lecito e conforme alle norme” – come riferito dagli inquirenti – proprio perchè i presunti illeciti accertati non si fondano su quanto prospettato nel progetto iniziale.
    Troverà nel nostro sito un ampio approfondimento sulla tematica, grazie; saluti; Red.Stato


  • Predicone

    Grazie redazione come sempre siete precisi e completi nelle informazioni. Comunque non era polemica ma effettivamente in una intervista rilasciata dal sindaco di mattinata questi parlava espressamente di gatta.


  • Redazione

    Certo, non mettiamo in dubbio quanto riferisce, ma abbiamo contattato personalmente i vari referenti; buona serata; Red.Stato


  • Roberto

    Quando vedo lo scempio di Mattinata distruggere per sempre una zona così bella del Gargano mi convinco ancora di più che le associazioni “ambientaliste” si risvegliano dal letargo solo quando sono comandate a bacchetta dai partiti. Così mentre qualcuno decideva di scendere contro le trivellazioni alle Tremiti (dove non abbiamo neppure un collegamento) nè una foglia si è mossa nell’ambientalismo locale (tranne rarissimi casi) per denunciare nè la distruzione perpetrata per mesi a Mattinata e nè l’inceneritore di Manfredonia.


  • pur.tosti

    ma cosa centra gatta, lui non sapeva nulla di quello che succedeva. neanche dei procedimenti penali nei quali il parco non si è mai costituito parte civile. erano gli uffici che facevano tutto. cosa ne poteva sapere il presidente ??? ma va, va ….

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