Cronaca

Capurso, cuccioli abbandonati bussano alla porta dei carabinieri, “ora stanno bene”

Di:

Cuccioli, Capurso (statoquotidiano)

Bari – IL Comandante della Stazione Carabinieri di Capurso non ha creduto ai propri occhi quando ha visto fuori la porta della caserma tre cuccioli di cane, razza meticcia, zuppi e sporchi che tremavano sotto la pioggia. Subito è scattata “l’operazione di soccorso” alla quale hanno partecipato tutti i militari della Stazione. Latte, cibo e una coperta calda. Ora i cuccioli stanno bene affidati alla locale Associazione “Arca di Noe” in attesa di un padroncino disposto ad accoglierli.

Redazione Stato



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il latrato del cane, quando provochi disturbo nelle ore del riposo, può essere una fonte di responsabilità penale e civile per il proprietario!

    Ormai gli animali sono “entrati” a pieno titolo nelle case degli italiani.
    La recente “riforma del condominio”, per esempio, ha escluso la possibilità che i regolamenti condominiali possano vietare la presenza di animali negli appartamenti dei proprietari.

    Inoltre, la Cassazione ha, ormai, riconosciuto il “diritto di abbaiare” del cane. Si tratta – secondo la Suprema Corte – di un diritto esistenziale ( in tal senso vedasi Cass. sent. n. 3348 del 28.03.1995; n. 5578 del 4.06.1996; n. 3000 del 28.03.1997)

    Ma anche il riposo è un bene tutelato dalla legge e, in particolare, dalle norme del codice penale (art. 659 cod. pen).. Che fare, dunque, se i due interessi vengono tra loro in contrasto?

    Ebbene, secondo la Cassazione, il proprietario dell’animale ha comunque l’obbligo di impedire che quest’ultimo disturbi il riposo delle altre persone. Altrimenti scatta il reato per il proprietario.

    Dunque, qualora gli inviti al vicino affinché si prenda adeguata cura dell’animale rimangano privi di riscontro, è possibile “querelare” il proprietario del cane ai sensi del codice penale, che sanziona chi disturba le occupazioni o il riposo delle persone, anche suscitando o non impedendo gli strepiti di animali.

    Se poi non si è contenti di vedere la fedina penale del vicino “macchiata”, ma si vuole anche ottenere un risarcimento del danno, è anche possibile agire con una azione civile di indennizzo, ex art 2052 c.c. (oppure, per la medesima finalità, costituirsi “parte civile” nel relativo processo penale). La legge, infatti, stabilisce che l’inquinamento acustico provocato dal latrato insistente del cane può configurare un fatto illecito che giustifica la richiesta di risarcimento del danno.
    Foggia, 23 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi