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Carceri: i numeri del sovraffollamento, Antigone: +170%

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Agenti strutture penitenziarie (archivio direttnws@)

Coloro i quali pongono la questione in questi termini pensano ad una sola cosa, hanno un pensiero fisso e se ne fregano degli altri problemi della gente e del paese“. Dopo il messaggio inviato alle Camere sull’emergrenza carceri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si rivolge a chi (parlamentari grillini in testa) monta la polemica sul caso Berlusconi, mentre è lo stesso Cavaliere a precisare che “Napolitano avrebbe potuto parlare prima, adesso è un po’ tardi. E poi il Pd farà di tutto per evitare che si applichi anche a me”.

Al di là delle polemiche politiche, però, restano i numeri che riguardano migliaia di persone costrette a vivere in condizioni pietose. Secondo le stime dell’associazione Antigone l’Italia ha il coefficiente di sovraffollamento più alto d’Europa: siamo intorno al 170 per cento, cioè 170 detenuti ogni 100 posti letto, percentuali che schizzano al 200 per cento nelle carceri più grandi (Roma, Milano, Palermo, Napoli). I numeri aggiornati al 30 settembre scorso riferiscono che nei 205 istituti di pena italiani ci sono circa 65mila detenuti, ben oltra la capienza massima. Dall’inizio dell’anno ne sono morti 121, di cui 39 per suicidio.

Intanto la Corte costituzionale esamina oggi (9 ottobre) la questione sollevata da due magistrati di sorveglianza relativa all’ipotesi di rinvio di esecuzione della pena nel caso in cui questa “debba svolgersi in condizione contrarie al senso di umanità”. Il problema è stato posto all’attenzione della Consulta con due distinte ordinanze, dai Tribunali di sorveglianza di Venezia e di Milano, secondo cui ci sarebbeo dubbi di incostituzionalità dell’articolo 147 del codice penale “nella parte in cui non prevede l’ipotesi di rinvio facoltativo dell’esecuzione della pena quando essa debba svolgersi un condizioni contrarie al senso di umanità”.

Fonte RASSEGNA.IT



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