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Il ‘mondo sognato’ di Antonella Pomara: l’opera incontra l’Arte

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"Fatti e persone", Antonella Pomara (Maria Pina Panella@)

Foggia – COLORI a volte tenui a volte dai cromatismi contrastanti per queste tele dense di storie, impressioni e racconti di persone, tele in mostra e inaugurate Mercoledì 9 Ottobre presso la Sala della Pinacoteca del Museo civico in presenza delle figure istituzionali: il sindaco di Foggia Gianni Mongelli, il delegato alla cultura del Comune di Foggia Giuseppe D’Urso e il dirigente alla cultura del Comune di Foggia Gloria Fazia.

Una mostra dal titolo già esplicativo: “Fatti e e persone”. E proprio a quelle persone silenziose che attraversano i luoghi cantierizzati dell’arte è dedicata questa mostra tanto pittorica quanto scultorea. A quel mondo reale che immagina e cresce – come direbbe un famoso verso di Danilo Dolci – pensando al mondo come ancora non è, e che pensa che ciascuno cresca solo se sognato.

Sarà per questo motivo che ogni opera del catalogo di questa mostra è stata associata ad un film, ad una canzone che potesse rappresentarne la colonna sonora o ad un libro che ne racchiudesse l’intimo significato.

Sarà per questo che i volatili rappresentati, e liberi di questa artista, sono stati associati al film “Sette anime”, trasmigrazione di anime in tante vite che non cesseranno mai di esistere per volontà ferrea di eternità e a “Il cantico delle creature” di San Francesco o al film culto di Jack Nicholson “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Film, quest’ultimo, che racconta del volo inarrestabile di una mente libera, che mai nessuna prigione, vera o sociale che sia, potrà mai bloccare con le gabbie del qualunquismo, della direzione autoritaria e burocrate né con la diffusa esigenza di banalità. Pittura, quella di Antonella Pomara, che ha una familiarità con quella di Guttuso, ma anche con Mirò, ma che al tempo stesso parlano di un mondo che diventa caricatura di sé stesso, come nel dipinto “Il megafono”, dove un uomo sovrasta con la sua mole un’automobile dal volante mobile, e dove il megafono sembra amplificare i propri e gli altrui frastuoni.

Opera associata cinematograficamente a “Il sorpasso” di Dino Risi, dove l’Italia rappresentata è quella di chi cerca di emergere dal frastuono generale, solleticato dal miraggio economico.
Geometrie viventi anche le sculture bronzee dell’artista, raffiguranti saltimbanchi, chitarre, tamburi, trombe e armoniche, e il mantice dell’armonica a volte rimanda melodie struggenti, a volte, il tamburo, scatena voci di festa o, come “Il trombettista”, rimanda a quell’artista solitario che sublima i suoi sentimenti nell’arte e rimanda a quel pianista dietro l’oblò di una nave, quello rappresentato da Alessandro Baricco nel suo “Novecento”.

Artista, come Antonella Pomara, che rifiuta l’accademismo e agli allori predilige quella serrata combinazione della cassaforte, che in pochi, sapranno indovinare.

(A cura di Maria Pina Panella – mariapina.panella@libero.it)

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