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M5S: via libera al latte della fattoria di paese

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(Ph: marcodacri.wordpress.com )

Roma – LA precaria situazione degli allevatori italiani, a causa della malagestione delle cosiddette “quote latte”, vede l’intero settore lattiero-caseario in uno stato di grave crisi, dove i costi di produzione sono nettamente superiori ai ricavi del prezzo del latte. Per venire incontro sia alle esigenze dei consumatori italiani, sempre più alla ricerca di un prodotto genuino e legato al proprio territorio d’appartenenza, sia alle necessità degli allevatori, tagliati fuori dal circuito anche a causa delle stesse “quote latte” che ne hanno nettamente ridotto la produzione, il MoVimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, a prima firma del deputato Giuseppe L’Abbate, per favorire e disciplinare la vendita, in ambito di filiera corta, di latte crudo. Ma a giovarne saranno anche i consumatori che potranno trovare nel banco frigo dei negozi di paese il latte direttamente imbottigliato dagli allevatori locali.

“Il nostro obiettivo – dichiara L’Abbate, M5S – è disciplinare, così come è già severamente disciplinato il controllo del latte negli erogatori, anche la vendita di latte crudo senza l’uso degli erogatori, in modo da poter agevolare ed incentivare gli allevatori e produttori di latte, in maniera sicura e controllata, alla commercializzazione del loro prodotto genuino in filiera corta ed in un sistema a “chilometro utile”. Sarà possibile finalmente comprare nel negozio di fiducia il latte della fattoria di paese, da consumarsi ovviamente sempre previa bollitura – conclude il deputato del M5S – un alimento sano, italiano, che aiuta l’economia locale ed evita ulteriori inutili emissioni inquinanti ”.

Ad oggi, la vendita di latte crudo, infatti, è autorizzata unicamente nel caso in cui sia venduto per mezzo di erogatori/distributori, sia in sede di produzione sia presso i punti vendita, il cui costo risulta non redditizio per i piccoli produttori. In alternativa, “in caso di cessione diretta di latte crudo dal produttore al consumatore finale, il produttore è tenuto ad informare il consumatore con idonei mezzi sulla necessità di consumare il prodotto previa bollitura” ma ciò porta ad escludere la possibilità di vendita presso gli esercizi commerciali locali o gli spacci aziendali sprovvisti di erogatore/distributore.

Ma considerando che, per approvvigionare il latte negli erogatori, si è costretti a movimentarlo utilizzando un altro contenitore o mezzo (dalla cisterna di accumulo del latte munto all’erogatore), che il cliente o il venditore stesso, al momento dell’erogazione, dovrà riempire le bottiglie o altri recipienti manualmente, è evidente come l’obbligo di utilizzo dell’erogatore/distributore appaia dunque inutile ai fini del raggiungimento della salvaguardia igienica del latte crudo. Il rispettare le corrette modalità di manipolazione, mantenimento e confezionamento (temperature, sanificazioni, controlli microbiologici su materia prima e superfici a contatto, etichettatura, etc…) risulta, infatti, un obbligo forzato e, paradossalmente, visto l’aumentare delle manipolazioni e quindi dell’aumento di esposizione a criticità igieniche, si potrebbe addirittura incorrere in un maggiore rischio di riscontrare problematiche sul prodotto finale (che, ricordiamo, per obbligo di legge, va indicato in etichetta come latte da consumare previa bollitura, sempre e comunque).

Redazione Stato



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