Manfredonia

Manfredonia, sposata con figli: “lui ha un’altra: sfrattata”

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L'atto relativo allo sfratto (statoquotidiano)

Manfredonia – “LA tua vita può cambiare in un attimo. Sposati, entrambi felici, con un lavoro, 2 figli, prima un immobile in periferia, poi una casa in centro. Problemi, un figlio che cresce, meno di 30 anni e alla ricerca di un lavoro; un padre – in pensione – sempre più distante; lontano. Poi un’altra donna, tra noi due (la nuova relazione farebbe riferimento ad un periodo successivo alla seperazione,ndr). I litigi più frequenti, un maltrattamento subito. La denuncia. La causa (in corso,ndr) per la separazione, dopo quasi 30 anni. L’umiliante cammino giudiziario: tribunali, atti, fascicoli, avvocati; ricorsi tardivi; infine il giudizio: ‘rilascio immobile con forza pubblica’. Sfrattata, in mezzo ad una strada. Manca poco. Non dormo più la notte, piango, mi dispero, non so come ricominciare. Mi salva l’amore per mio figlio e il mio lavoro e la dedizione verso i miei alunni”. Lucia (nome di fantasia) racconta, si ferma, riprende, piange, guarda alla finestra e torna a fissare le carte del Tribunale: “Ufficio notificazioni esecuzioni e protesti”. L’esito è lapidario: via dall’immobile, “da un immobile sul quale ho investito tanti soldi”, entro poche settimane.

“Non c’è stata possibilità di recuperare il rapporto con il mio ex marito. Lui ha una nuova compagna, con la quale penso che vorrà occupare la casa dove attualmente vivo con mio figlio. Non è possibile, non può farmi questo. Ho diritto anch’io ad una vita. Lui percepisce oggi regolare e ben retribuita pensione, perché vuole distruggere la mia esistenza?”, continua.

“Lui, titolare di invalidità civile – con stile di vita (ipoteticamente,ndr) contradditorio rispetto a quanto dichiarato (la signora segnala di aver fatto presente il dato alle autorità giudiziarie,ndr). Viaggia e si sposta a piedi senza bisogno di assistenza”.

Il futuro. “I ricorsi sono stati presentati in ritardo”, secondo Lucia, dal legale che seguiva la causa; “il giudice non ha accolto le nostre istanze. Voglio sapere come riuscirò ora a vivere”. Le richieste, mentre continua la causa per la separazione coniugale: “il mio ex marito deve provvedere al mio affitto di casa, desidererei ricevere metà della proprietà dell’immobile (attuale proprietario è dunque l’ex marito della signora,ndr), che si appresta forse ad occupare con la nuova compagna, avendo investito tanti risparmi, frutto di anni di lavoro. Il mio ex deve provvedere ad aumentare la somma relativa al mio mantenimento. Dovrebbe pensare almeno a suo figlio, da anni alla ricerca di un padre”. Il silenzio, il pianto, la richiesta di un celere aiuto.

g.defilippo@statoquotidiano.it



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Commenti


  • Franco

    La povera signora Lucia ha dimenticato di dire che non è proprietaria della casa e che il tribunale non glie l’ha assegnata.
    Ha stipendio che può consentirle nuova abitazione. I fatti sono esattamente opposti a come raccontati e mi meraviglio del Direttore che non ha sentito il dovere di ascoltare l’altra campana. Ad esempio, poteva informarsi sulle attività del —


  • Rosa

    è una cosa davvero orrenda avere a che fare con un individuo di 58anni, che anziché pensare al benessere del proprio figlio, e cercare di non procurare altre ferite ad una donna a cui ha già tolto la vita stessa, e che ha subito l’umiliazione e l’angoscia per i tradimenti subiti, è rivoltante pensare che egli pensi solo a farsi grande davanti agli occhi della nuova compagna e e sentirsi un vincente nel tentativo di appropriarsi di un immobile, nel quale ci sono dei ricordi e anzitutto persone a lui legate dal sangue. Direì ai magistrati ma che giustizia è questa ?Quanto meno si potrebbe optare per la vendita dell’immobile e dividersi la somma in parti eque


  • Giuseppe de Filippo

    Buongiorno Franco;
    alcuni dati che già emergono dalla lettura del testo:
    1) non ci sono nomi reali e dunque l’articolo racconta un fatto, una storia, attraverso una versione; dovrebbe sapere che l’ascolto dell’altra parte sarebbe stato obbligatorio (eticamente, professionalmente, non giuridicamente) con riferimento a nominativi e date individuabili; in considerazione della delicatezza del tema, abbiamo cercato di rispettare la privacy – per il momento – delle persone coinvolte;
    2) se legge il testo la signora dice, comunica una volontà: “vorrei avere da mio marito 1/2 della quota relativa all’immobile”; dunque cosa significa? Che non è proprietaria; è elementare;
    3) nel testo si dice che la signora insegna, dunque lavora; se sia sufficiente lo stipendio o meno non lo dobbiamo decidere noi, giornale.
    4) c’è un provvedimento del Tribunale di Foggia con tanto di data relativa allo sfratto; ci sono dei ricorsi rigettati;
    5) c’è una causa di separazione in corso;
    6) al contempo bisognerebbe evitare il riferimento a terzi, per evitare denigrazioni, il giornale ha raccolto una denuncia, una storia, una rilettura di uno sfratto – attraverso il racconto di chi lo subisce – visionando gli atti e dopo provvedimento del tribunale; dovrebbe rileggere il testo e noi naturalmente, da esseri umani, restiamo a disposizione per qualsiasi nuovo riscontro;

    Grazie per l’intervento;
    Giuseppe de Filippo
    g.defilippo@statoquotidiano.it


  • Matteo

    Da persona che sa cosa succede in questi casi (vissuti sulla propria pelle) la cosa migliore sarebbe vendere e dividere l’utile senza intaccare le quote legittime. Un appunto comunque, scritta così giustamente può sembrare una crudeltà, non siamo nessuno per poter giudicare una situazione altrui senza conoscere le situazioni ma, a mio avviso, neanche conoscendo i fatti ci si può permettere di giudicare o esprimere solidarietà a priori. Mi sembra invece oggettivo che se la signora ha un lavoro con stipendio, ha vissuto nell’abitazione per tanto tempo, il figlio è autonomo lavorativamente, non c’è motivo che tenga, ha la capacità di provvedere da sola; ha usufruito del bene per lungo tempo rispetto alla controparte. Diversa invece la questione del dramma umano, su questo mi sento di esprimere che è sempre un fallimento quando due persone rompono una unione, di chiunque sia la colpa…o meglio grazie a quanto ognuno ci ha messo di proprio.


  • Birillo

    Non vuole essere un commento pilatesco, ma, se una volta si diceva che tra moglie e marito è meglionon mettere un dito, un motivo ci sarà.

    Nessuno di noi, che non abbia avuto un rapporto con gli interessati a livello pari alla comunione coniugale, è egittimato ad esprimere giudizi.

    Umanamente, mi sento di esprimere mille auspici ed alrettanti appelli alla ragionevolezza.


  • veronica

    Una storia come tante. Signora, conti sul suo lavoro e ricominci a vivere, i soldi non le ridaranno il sorriso, nuove amicizie forsevsi, non è mai troppo tardi per tornare a vivere. In bocca al lupo ad entrambi.


  • Redazione

    Grazie per l’intervento, come scritto – in risposta a Franco – abbiamo raccontato una storia, una versione (priva di nominativi reali) e ci sono provvedimenti del Tribunale; il giornale non ha ruolo di giudice, non emette atti; grazie, Red.Stato


  • Redazione

    Grazie per l’intervento; Red.Stato


  • Franco

    Caro direttore lei non ha letto tutti gli atti e quindi – anche se non ci sono i nomi – correttezza avrebbe voluto che li esaminasse tutti. Posso garantirle che la signora anonima e suo figlio non sono affatto vittime… Una ragione in più per eseguire subito lo sfratto visto che la casa è abitata abusivamente (c’è la sentenza). Saluti


  • Giuseppe de Filippo

    Come detto, non abbiamo emesso una sentenza ma riportato una versione di una parte, che ha espresso la propria opinione sugli atti esistenti; accogliamo la sua riflessione ma le ricordiamo che non siamo giudici e abbiamo anche riportato il provvedimento del tribunale che preannuncia – nel breve termine – lo sfratto; la signora ha voluto – autonomamente – esprimere la propria opinione; ciao, a presto; Giuseppe de Filippo; Red.Stato


  • Redazione

    Cortesemente rileggete il testo con attenzione; grazie, moderazione per tutti in considerazione della delicatezza del caso, grazie a voi, Red.Stato


  • nerone

    abito vicino alla signora Lucia nome di fantasia .La signora e pregata di dire la verita su tutto che la casa non e di sua proprieta ma del marito cge il figlio e —- e che (avrebbero,ndr) buttato fuori il marito senza dargli neanche uno straccio e che tutta la roba del poverino (sarebbero,ndr) stati buttati il giorno dopo nella spazzatura e la gente ne ha fatto manbassa cara signora Lucia vatti a trovare una casa tu e —- tuo figlio


  • Collega_Lucia

    Conosco una storia, di una donna che molto ipocritamente viveva con il marito che in giro definiva “il p—“, che disprezzava il marito e lo ridicolizzava agli occhi dei figli. Che ha fatto di tutto per sbatterlo fuori di casa: casa comprata con il ricavato di una casa avuta in eredità dal padre. La donna di cui io so, è arrivata a istigare il figlio e fatto picchiare il padre, ha buttato tutto tutti i vestiti del marito mentre il marito era ricoverato in ospedale, in conseguenza delle vessazioni continue subite. Quei vestiti, molti nuovi e messi accanto ai bidoni della spazzatura, la gente se li è spartiti come le vesti di Cristo e lei soddisfatta commentava: gliel’ho fatta vedere, al —! Non contenta, il giorno dopo denuncia il marito per abbandono del tetto coniugale e mancato sostentamento del figlio che tanto incapace non è se è riuscito a mettere al mondo una figlia di cui poco si cura e di cui la donna mai ha voluto sapere, tanto l’amore per SUO figlio! La donna di cui racconto ha anche una figlia che non sente da due anni, una figlia che ha fatto di tutto per allontanarla e che vive con il padre. Ma sicuramente la donna di cui io parlo non è la povera donna infelice di cui si parla nell’articolo. La donna di cui io parlo fa vergogna a tutte le donne della terra.


  • anto

    Mia sorella e` nelle medesime condizioni, senza casa o stipendio, vive dell’assegno di mantenimento assegnato, l ex marito quando la vede la insulta, maltratta, umiglia perche` non vuole mantenerla, ha un altra, quando vivevano in sieme la picchiava di continuo davanti alle due bambine di tre e cinque anni, e stiamo parlando di persone che si definiscono rispettabili, purtroppo quando si fa chifo, lo si fa in tutto e per tutto.


  • Collega_Lucia

    Non ho specificato bene: la casa in cui abita la signora della mia storia, è stata comprata con il ricavato della vendita di un immobile lasciato dal suocero della signora al marito della signora: uomo che s’è privato anche del pane per lasciare un pensiero d’amore e sacrifico al figlio


  • Praticante

    nei casi di separazione di solito i giudici “rovinano” sempre l’uomo. Se in questo caso, addirittura, si è deciso di mandare via la signora, presumo ci siano motivi insindacabili. Detto questo il sig. Franco (se questo è il suo nome), può darci la sua versione dei fatti… giusto per una cultura generale.


  • Redazione

    Moderazione, calma, Red.Stato


  • Redazione

    Nel testo è scritto che la signora non è proprietaria dell’immobile, grazie, MODERAZIONE, CALMA, Red.Stato


  • trancanaro

    di mariti sbattuti fuori di casa che non hanno dove vivere, pagando il mutuo della casa coniugale abitata dalla ex moglie, magari con il nuovo compagno che si guarda bene dallo sposare, né sono i pieni i tribunali, anzi le mense della caritas…. e a nessuno gliene importa un beneamato fico secco!!
    La cattiveria reciproca degli (ex)coniugi è come una piaga di Egitto a cui oramai non si può porre più alcun rimedio….


  • Collega_Lucia

    Quindi, se il marito della signora Lucia è invalido questo (avrebbe,ndr) permesso alla signora di avere il posto di lavoro a scuola, perchè ha usufruito dei benefici della legge 104 in favore dei coniugi conviventi con persona invalida. Forse, l’invalido è servito alla signora per il suo “bene”, scavalcando chi aveva più diritto di lei nelle graduatorie?


  • Franco

    Caro Praticante, certe persone iniziano le cause convinti di vincere facile e lasciare col sedere per terra la controparte. Quando poi, per fortuna o per merito degli avvocati, le cose vengono ribaltate sorge l’incapacità di accettare la realtà e smontare il mondo di fantasia autocotruito.
    Questo non sarà nè il primo nè l’ultimo caso. Non oso raccontarti cosa mi ha detto la signora Lucia in diverse occasioni.
    Comunque, penso già che si sia andati ben oltre nei commenti su questo articolo.
    Riconosco al Direttore la consueta correttezza e buona fede.


  • mariagiovanna

    Lo dico sempre:Donne cercate di farvi una indipendenza economica!E’finita l’epoca in cui,un marito ,a parte che una se lo teneva così come era,ma con tutto quel che si sente in giro,essere indipendenti,significa molto…..anche se a molti maschi la cosa non va giù.


  • Vicina di casa- Lucia

    Conosco la signora Lucia e so che, anche dopo essere stato (ipoteticamente,ndr) sbattuto fuori di casa ed essere uscito dall’ospedale, il marito (che non – avrebbe,ndr – avuto nessun’altra donna durante il loro matrimonio) (avrebbe cercato,ndr) di contattarla per una pacifica riconciliazione, ma lei si (sarebbe,ndr) disturbata – – e non (ne avrebbe voluto,ndr) saperne


  • Armando

    Ormai sanno tutti questa notizia, ha fatto il giro del mondo in modo TOTALMENTE opposta a come l’avete prospettata.

    Ora capisco perchè tanta gente non crede più ai mass-media dato che avete l’abilità di far passare per vittime i veri aguzzini.

    Documentatevi prima di tutto prima di cercare il vostro scoop obbrobrioso


  • Redazione

    Ok moderazione per tutti; la controparte dovrebbe intervenire per fornire una propria versione; nel rispetto di una problematica sociale (che interessa tutti indistintamente) moderazione, Red.Stato


  • Redazione

    Difficile anche darle una risposta, dato che non sembra aver letto attentamente il testo, nè la discussione e gli sviluppi; a prescindere dalla possibilità di una nostra azione legale, si informi prima di parlare e generelizzare; semplicemente legga; a presto; Red.Stato


  • mariacarla bertagnolli

    Un matrimonio durato 30 anni, due figli, condivisione nel bene e nel male…tutto può finire..ma per ricominciare serenamente, qui mancano due requisiti fondamentali:il civismo e il rispetto.


  • Leo

    Volevo commentare subito ma ho aspettato…. Ed ho fatto bene…perfortuna c’e’ gente che la conosce la fantatica lucia.. vai in macchina a dormire come tanti padri che conosco,buttati fuori di casa e costretti a continuare a pagare il mutuo e peggio ancora mentre sono in macchina a vivere vedono salire nella loro casa nuove fiamme..mi fermo qui.


  • zoover

    Bravo al giudice!vedere raramente una donna lasciare la casa coniugale,in vicende di separazione, è prima di tutto uno speranzoso segno di giustizia e civiltà!


  • Redazione

    Dal commento di Leo, una precisazione: dopo la versione di una parte (l’articolo, avente validità di testimonianza) e della controparte (nei commenti) riteniamo conclusa la discussione relativa a questo caso; abbiamo tentato – come sempre – di dare spazio a tutti, con correttezza e buona fede; vi ringraziamo per gli interventi; buona serata; Red.Stato – segreteria@statoquotidiano.it


  • Maria Di Giove

    La storiella — merita una riflessione. Generalizzare rimane comunque sbagliato e l’unico commento saggio mi sembra quello della signora Mariacarla Bertagnolli. Alla base delle cattiverie ci sono sempre cattiverie. Le liti potrebbero essere cominciate per diversità di vedute sulla educazione del figlio delle due parti. Con il passare del tempo le cose potrebbero essere peggiorate e i risultati darebbero torto a tutti. Lui avrebbe riversato in casa le sue insoddisfazioni, lei potrebbe averlo sfrattato mettendolo fuori di casa. Lui messo in povertà avrebbe tentato di tutto per riconquistare il terreno con le vie legali. Il resto non è ci dato saperlo. Io dico che tutti potrebbero avere colpa e dovrebbero fare un grosso esame delle proprie responsabilità e partire tutti e tre (lui, lei e figlio) per andare a farsi benedire a San Matteo


  • Armandobis

    Cara Redazione il mio intervento non ha fatto alcun riferimento a voi ma ad una politica sbagliata di alcuni giornalisti in generale di esporre i fatti.

    Anche se avete scritto questo articolo utilizzando un nome inventato,
    mi pare tuttavia si faccia chiaro riferimento attraverso (età, status lavorativo e sociale) alla persona interessata.

    Per questo motivo sarebbe opportuno rettificare almeno il titolo dell’articolo, ciò non prescindendo di una possibile azione legale del diretto interessato nei vs confronti.

    Saluti un vostro lettore.


  • Redazione

    Buongiorno, nella stessa giornata della pubblicazione del testo abbiamo ascoltato l’avvocato della controparte – crediamo il suo avvocato – un familiare, abbiamo raccontato una versione e raccolto una testimonianza, abbiamo parlato di uno sfratto (che a breve dovrebbe essere eseguito), abbiamo pubblicato commenti dalla controparte, non ci sono nominativi nel testo, il titolo riporta a dati reali: sposata con figli, lo sfratto ed un’altra relazione sentimentale, da tutti confermata; abbiamo pubblicato un suo commento offensivo nei nostri confronti; non la conosciamo e non saremmo in grado di riconoscerla; i dati inseriti nell’articolo sarebbero riferibili ed attribuibili a moltitudini di soggetti indefiniti; il testo è stato pubblicato in seguito alla conferma del provvedimento di sfratto non durante il giudizio; tutti i soggetti interessati alla vicenda hanno espresso la propria opinione; Red.Stato


  • Matteo

    Ma non sarebbe più giusto lavare i panni sporchi in famiglia?
    Ma siamo davvero arrivati al punto da leggere sui giornali i contenziosi coniugali???


  • Redazione

    Abbiamo cercato solo di dare voce ad una cittadina, su sua decisa richiesta; accogliamo la sua riflessione Matteo; grazie, ciao, Red.Stato


  • Azzurra

    Circa cinque anni fa, quando la signora Lucia fu immessa in ruolo, ella viaggiava con noi: la sede di insegnamento era Vieste. Ogni giorno dovevamo sopportare le sue continue lamentele cosi dopo un pò di tempo tutti quelli che viaggiavano in pullman sapevano della sua “sfortunata” situazione. All’inizio credevano che fosse una vittima ma ben presto ci siamo dovuti ricredere. Non voglio dire ciò che raccontava a tutti e con quale linguaggio che poco si addice ad una insegnante, ma dopo che abbiamo conosciuto il marito ci siamo rese conto di quanto quella persona fosse vittima e ancora oggi ci chiediamo come mai lui non le chiedesse, allora, la separazione forse per amore di famiglia. L’inizio del vostro articolo fa capire che la separazione è avvenuta perchè il marito della signora Lucia avesse una relazione durante il matrimonio (cosa che non è assolutamente vera) e se mai oggi, lui abbia una relazione ha fatto più che bene. Quindi, credo che dobbiate chiarire il primo punto del vostro articolo che è in qualche modo lede la dignità del marito.


  • Redazione

    Buongiorno, nei commenti della controparte il dato è stato già chiarito; al contempo abbiamo contattato l’avvocato e siamo stati contattati da un familiare della controparte; ci è stato chiesto di non aggiungere ulteriori dati alla vicenda; aggiungiamo come rettifica nell’articolo il dato temporale relativo alla nuova relazione sentimentale del coniuge; per il resto non ci sono dati riconducibili a soggetti individuabili; abbiamo chiarito più volte il senso del testo ed il nostro modus operandi alla base dell’articolo; abbiamo cercato di dare spazio ad una parte e di tutelare al contempo la controparte; grazie, Red.Stato


  • cara

    Mi dispiace per la signora sfrattata e anche non compresa…..resta che con una madre viene cacciato un figlio….dov’ e’ l’amore per il figlio????Non credo che una madre dimentichi una figlia …e’ innaturale anche solo pensarlo e credo che la signora meriti un degno tetto con il figlio che vive in quella casa senza lavoro…la legge deve salvaguardare i figli ….in primis….che di queste situazioni soffrono senza fine…

  • Salve a tutti volevo rispondere prima ma ho voluto aspettare allora volevo tener presente che tutti i commenti fatti contro la signora e il figlio sono stati fatti dalle (dato non comprovabile,ndr) e che sono senza cuore e senza anima anche loro.conosco la signora e il figlio e posso dire che sono due persone fantastiche che non meritano tutto questo perche lui quando hanno acquistato l immobile —- –la signora per farsi intestare la casa e farla firmarw la carta dwl notaio.davvero una persona disgustosa —. Figuratevi le sorelle lo difendono pure vergognateviiiiiiiiiii

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