Capitanata

Monti Dauni, Mignogna: ci tolgono i giornali, ci tolgono la luce

Di:

G.Mignogna, sindaco di Biccari (ST)

Biccari – “TOGLIERE i giornali (e l’informazione) nei nostri piccoli comuni è come spegnere loro la luce. Per questo motivo, in segno di protesta pacifica contro la chiusura delle edicole, domenica sera dalle ore 20.55 alle 21.00, interromperemo la pubblica illuminazione”. Così il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna, in seguito all’annuncio dell’azienda di diffusione Lobuono, che dal 14 ottobre non rifornirà più le edicole dei Monti Dauni.

L’azienda editoriale è stata portata ad estromettere per ragioni finanziarie ben 15 centri del Subappennino: Bovino, Biccari, Candela, Castelluccio dei Sauri, Casalvecchio di Puglia, Volturino, Panni, Faeto, Anzano di Puglia, Castelluccio Valmaggiore, Roseto Valfortore, Monteleone di Puglia, Carlantino, Alberona, Volturara Appula e Casalnuovo Monterotaro. Da lunedì prossimo, gli edicolanti dei piccoli centri interessati dovranno rifornirsi autonomamente a Foggia o far ricorso ad altro distributore, tra proteste dei cittadini, dei sindaci che li rappresentano, e dello Snag (Sindacato Nazionale Autonomi Giornalai).
“Il Comune di Biccari – fa sapere il sindaco Mignogna – si associa alle proteste degli edicolanti e dell’associazione di categoria, per questa vera e propria offesa alla libera circolazione dell’informazione, rivendicando il rispetto di ogni accordo da parte della ditta di distribuzione Lobuono. La chiusura delle edicole rappresenta uno schiaffo culturale, oltre che morale, agli abitanti dei nostri piccoli centri e un nuovo triste campanello d’allarme su come è trattato il nostro territorio”.

Ospedale e Tribunale a Lucera nel mirino già di recenti tagli del Governo regionale e di quello nazionale. A questo in queste ore si aggiunge il pericolo di perdere la sede Inps nel centro svevo. La mancanza dei giornali non è che l’ennesima goccia.
“Negare il diritto all’informazione – conclude Mignogna – , e perdere questo ulteriore servizio, equivale ad oscurare il nostro territorio e a tagliarlo fuori dal più importante circuito comunicativo italiano, quello della carta stampata”.

Redazione Stato



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