Cronaca

Sanità, Lac: assessora Gentile ma lei ad Andria cosa è venuta a fare?

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L'assessore Elena Gentile (st@)

Aspettavamo che l’assessora Gentile accettasse il nostro invito inviatoLe personalmente a Bari il 18 settembre scorso, appena venuti a conoscenza della sua visita ad Andria il giorno 3 ottobre ma l’assessora non ha mai dato segnali di riscontro e l’incontro di Andria lo ha comunque tenuto alla presenza di un numeroso pubblico, pare. Ma quel pubblico tanto interessato, perché interno al sistema della Sanità, si è messo nei panni dei malati e dei sofferenti oppure ha posto domande solo su come si intendono bruciare e distruggere altri soldi pubblici per allargare un ospedale che dove si trova attualmente rappresenta un bubbone al centro di una città soffocata da cemento e palazzi? Già vent’anni fa la stessa Regione Puglia, amministrata da altri colori politici, decideva di devolvere per il nuovo ospedale di Andria decine e decine di miliardi di vecchie lire e i risultati sono che i soldi malspesi non sono serviti a nulla. Tanto è vero che dopo vent’anni parliamo ancora e di nuovo dello stesso problema.

Noi siamo convinti che al posto dell’attuale ospedale civile di Andria debba sorgere un centro servizi che sia utile alla città con un aree parcheggi pubblici. Tornando alla visita della Gentile assessora leggiamo che ha parlato di riqualificazione dell’attuale ospedale ed abbiamo letto la critica del nostro Sindaco Giorgino il quale ha sottolineato che di fronte alla elargizione di promesse e di proclami accadeva che a pochi metri numerosi cittadini, tra i quali anche dei disabili, erano costretti ad interminabili code dinnanzi alla farmacia ospedaliera. Cara Assessora, se questa riflessione arriva addirittura da parte del sig. Sindaco di Andria che non è certo uno che va personalmente a fare le code dietro i Cup per pagare i ticket né aspetta le liste d’attesa perché le leggi glielo consentono, si figuri cosa avremmo potuto dirLe noi che come i tanti pazienti che hanno perso la pazienza le cose le facciamo personalmente perdendo intere giornate per pagare o avere l’esenzione, pensi che beffa. Il Sindaco di Andria ha detto anche che azionerà il contatore per dare contezza dell’evolversi della situazione ai cittadini, come suo dovere fare anche in tutte le altre circostanze, quindi anche noi vogliamo azionare un contatore, visto che vanno tanto di moda ma che pare non funzionino mai tranne quelli degli Enti pubblici quando devono riscuotere dai contribuenti. Il nostro contatore è puntato su quando finirà questa telenovela di elargire denaro pubblico per alimentare un mostro urbano chiamato ospedale L. Bonomo anziché destinare i nostri soldi di cui vogliamo avere conto, ad una nuova ed efficiente struttura al servizio del territorio.

Non sappiamo quanto e come i rapporti politici interpersonali, partitici, di ambizioni più o meno lecite possano incidere su azioni ed investimenti che essendo pubblici, non dovrebbero esserne condizionati ma di certo il Popolo è stanco di stare in passiva attesa di fronte a scaramucce che appartengono ad un vecchissimo modo di fare falsa politica e solo mediatiche perché i politici tutti, quando vogliono e quando conviene loro, sanno stare insieme benissimo per salvarsi il fondo schiena, il patrimonio ed i privilegi e questo accade ogni giorno e non solo nel Parlamento italiano ma in tutti i parlamentini istituzionali e agenzie collegate all’indotto mentre quando devono ascoltare le esigenze e le difficoltà dei cittadini costoro pensano solamente ai ceci seminati, come dicevano i nostri avi andriesi quando chi doveva ascoltarli si distraeva e pensava ai fatti propri. Cara Gentile assessora, spero che gli illustri ospiti intervenuti in massa ad ascoltarla e a interloquire con Lei, seduti in prima, seconda, terza ed ultima fila Le abbiano raccontato come stanno realmente le cose al di delle sviolinate di circostanza. ma noi conoscendo la sua sensibilità siamo certi che la situazione drammatica dei nostri nosocomi e dei servizi sanitari territoriali Lei la conosca molto bene quindi non Le diciamo cosa accade ad Andria così come non Le diciamo cosa accade a Barletta dove ogni giorno ascoltiamo notizie che non fanno certo onore alle nostre strutture.

Proprio a Barletta alcuni giorni fa è accaduto che al settimo piano, reparto ematologia, una donna bloccata in ascensore per un quarto d’ora circa con paura per gli altri anziani pazienti che hanno preferito salire le scale per raggiungere il settimo piano, bagni e servizi per uomini e donne insieme senza alcun disimpegno con apertura diretta sui water e lavabo con assenza totale di sistemi a garanzia della privacy e senza indicazioni di occupato con malfunzionamenti anche degli erogatori di acqua; gente che si recava a Trani e da qui veniva dirottata a Barletta senza che gli utenti lo avessero saputo preventivamente facendo i commessi viaggiatori tanto per perdere tempo e denaro a causa di un sistema che fa acqua da tutte le parti; operai che facevano riparazioni tra i pazienti e nelle corsie attigue agli ambulatori dove, contestualmente, si effettuavano prelievi di sangue. Una follia che all’estero non sarebbe mai stata tollerata ma che in questo strano paese diventa normalità e quando tutti si abituano a questo tipo di normalità vuol dire che la rassegnazione ha preso il sopravvento e che possiamo già considerarci tutti praticamente già morti.
La sveglia dovrebbe essere già suonata da molto tempo per tutti, non crede signora Gentile assessora che sia giunta l’ora di smetterla di pensare ai ceci seminati?

(A cura del Presidente Associazione L.A.C. – Andria, Vincenzo Santovito)



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