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Star*Agro Energy: le testimonianze dei ricercatori

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Università Foggia, esterno (st)

Foggia – PRESENTATI stamani, giovedì 10 ottobre 2013, i risultati raggiunti ad un anno dalla conclusione del progetto Star*Agro Energy. Nel corso della Conferenza stampa, organizzata nell’Auditorium Bruno Di Fortunato di Palazzo Ateneo, sono state raccontate le testimonianze dei ricercatori reclutati dall’estero.

Il progetto è stato finanziato nell’ambito del 7 Programma Quadro – Regpot con l’obiettivo di generare un percorso virtuoso per la realizzazione di modelli e buone pratiche nella difesa dell’ambiente e nelle agro-energie. L’ottica di riferimento del progetto è rigorosamente di carattere internazionale come è dimostrato anche dalla partecipazione alle attività dei principali istituti di ricerca europei specializzati nel settore delle agro-energie come Wageningen University & Research Center (Paesi Bassi) e National Technical University of Athens (Grecia).

Star*AgroEnergy è entrato nel suo terzo e definitivo anno di attività ed oggi il gruppo interdisciplinare di ricerca che costituisce il “motore vivo” del progetto europeo, afferente al 7° Programma Quadro, ha raggiunto il suo apice, ovvero il numero massimo programmato di ricercatori inserito nel team. Complessivamente, 13 ricercatori di notevole esperienza, provenienti da differenti Paesi europei ed extra-europei, lavoreranno insieme, nei prossimi 12 mesi, per contribuire allo sviluppo della bio-economia, delle agro-energie e della chimica verde in chiave locale, modellate sulle esigenze dello sviluppo regionale e la promozione di alcune KET (“Key Enabling Technologies”), così come l’Unione Europea ha definito le “tecnologie abilitanti”, ovvero quei settori tecnologici su cui incentrare gli obiettivi di sviluppo della prossima programmazione 2014-2020.

Il prof. Massimo Monteleone, coordinatore del progetto StarAgroEnergy ha illustrato i risultati conseguiti e ha presentato tutti i ricercatori reclutati dall’Ateneo daunio.

Uno di loro è il prof. Emmanuel Koukios, ingegnere chimico della National Technical University of Athens (Gr). “E’ un vero onore per me far parte di questo eccellente gruppo di ricercatori”. – Ha dichiarato il professore ellenico. “Il mio professore di dottorato faceva parte del Club di Roma e ho quindi scelto quasi subito di occuparmi di paglie e di biomasse. StarAgroEnergy è un progetto che mi ha molto interessato perché è focalizzato sull’obiettivo di favorire la transizione tra la ricerca e le sue applicazioni pratiche. Questo è un passaggio da taluni definito la ‘Valle della Morte’ per le enormi difficoltà legate alla realizzazione di un processo virtuoso. Io lo chiamerei piuttosto la “Montagna del Rischio”. Questo progetto è un’occasione preziosa per valicare questa montagna. Non è solo un problema scientifico o tecnico ma anche di natura sociale, economico e politico. Altra metafora che uso sovente è quella del treno. Ogni vagone di questo treno che deve valicare la montagna del rischio è un aspetto della transizione ricerca-applicazione: sperimentazione, dimostrazione, tecniche di trasferimento, i diritti di proprietà intellettuale sono tutti vagoni di un medesimo convoglio che deve arrivare alla meta, deve valicare questa montagna e giungere a destinazione. La green economy può essere il tunnel che consente di arrivare più celermente all’obiettivo di trasferire la conoscenza in attività produttive ecosostenibili”.

STAR*AgroEnergy ha complessivamente stanziato poco meno di 900 mila Euro al fine di attrarre, presso l’Università di Foggia, gli studiosi ed i tecnici più qualificati e con i migliori contatti con Università ed Enti di ricerca italiani e stranieri, stipulando con loro un contratto annuale di ricerca. Sono tutti docenti e ricercatori di elevato profilo tecnico-scientifico, altamente specializzati nei settori della bio-economia e della chimica verde. L’obiettivo è quello di rafforzare la “research capacity” del gruppo insediato presso il nostro Ateneo, stimolare iniziative di collaborazione con le imprese regionali del settore, attivare nuove progettualità a livello europeo nella prospettiva di Horizon 2020. Fra i ricercatori italiani che si sono uniti al gruppo di lavoro, dopo una procedura selettiva assai rigorosa, numerosi sono quelli che tornano in Patria dopo una lunga esperienza all’estero. Si cerca così di mitigare gli effetti di una drammatica “fuga di cervelli” che caratterizza questi anni di crisi. Allo stesso tempo, si è riusciti a “catturare” il meglio della ricerca europea ed extra-europea facendo leva sulla rilevanza internazionale del progetto STAR.

Allo strumento del “recruitment”, ossia dell’assunzione a tempo definito mediante stipula di contratti annuali di ricerca, si aggiunge quello del “secondment”, ovvero una permanenza meno prolungata (da due settimane ad un mese), in qualità di “visiting researcher”, presso le strutture dell’Università di Foggia. Anche questo strumento consente di infittire le relazioni di collaborazione internazionale e costituisce il fattore “lievitante” per alcune progettazioni congiunte.

“Sono felice di essere in Puglia – ha dichiarato Anastasia Zampanoioutou della Faculty of Engineering (AUTH) – e di lavorare a questo progetto. Provengo dall’Università Aristotiles di Salonicco con 85000 studenti. Lavoro nel dipartimento di ingegneria chimica che 5/6 anni fa fu giudicato il secondo settore più avanzato in Europa dopo quello di Delft in Olanda. Ho lavorato presso la Commissione Europea nella DG Ricerca così come ho prestato attività didattica e di ricerca presso le Università di Bruxelles e di Stoccolma. Mi sono occupata di mobilità scientifica internazionale e il mio ruolo specifico in questo progetto è proprio quello di favorire la migliore interconnessione tra le Università partecipanti al progetto e i migliori gruppi di ricerca internazionali in questo settore. Nell’Università di Foggia sono già presenti ottime capacità e competenze. Il progetto Star Agro Energy è un progetto molto complesso e ambizioso che richiede una straordinaria capacità nella sua gestione. Devo complimentarmi con il prof. Monteleone e con tutta l’Università di Foggia per il modo brillante e efficace con il quale sta egregiamente assolvendo a questo difficile compito”.

L’aspetto più rilevante del gruppo di ricerca STAR è il suo notevole calibro interdisciplinare. Agronomi, chimici, economisti, merceologi, ingegneri, biologi, geografi, farmacologi, lavorano “gomito a gomito” secondo una logica orientata alla concreta risoluzione dei problemi, uniti dal comune obiettivo di identificare proposte concrete e valutarne la fattibilità. Anche la ricerca a più marcato orientamento teorico non smarrisce mai, nel contesto delle attività svolte da STAR, una sua intrinseca valenza applicativa.

Il Rettore prof. Giuliano Volpe ha elogiato i risultati fino ad ora raggiunti dal progetto e ha dichiarato tutta la propria soddisfazione per la capacità dimostrata dall’Università di sapere attrarre giovani brillanti intelligenze dall’estero cosi come del rientro di ricercatori italiani impegnati, prima di questo progetto, in enti di ricerca di altri Paesi. A tal fine, ha dichiarato ufficialmente che la Regione Puglia, unitamente agli atenei pugliesi, sosterrà il reclutamento di 170 ricercatori a tempo determinato, 17 dei quali arriveranno presto nell’Università di Foggia.

In rappresentanza dei giovani ricercatori internazionali reclutati dall’Università di Foggia la dott.ssa Valentina Tartiu, della Bucharest University of Economic Studies, rumena, economista, esperta in modelli economici applicati alle cleanenergies. “Voglio mettere a frutto il mio bagaglio di conoscenze a beneficio del progetto. Il mio compito principale in questo progetto è di assegnare valore ad una gestione integrata dei rifiuti di origine biologica e di favorire le interconnessioni tra i diversi stakeholders. Sono orgogliosa di far parte di questo team e dell’opportunità avuta di partecipare a importanti eventi sulle cleanenergies in Islanda, Danimarca e Germania. Il progetto coordinato dall’Università di Foggia mi sta offrendo ottime opportunità di crescita”.

Queste collaborazioni si svolgono in un contesto tecnologico ed infrastrutturale radicalmente cambiato negli ultimi due anni. E’ utile segnalare, infatti, che presso i Laboratori Bonassisa (zona Industriale ASI “Incoronata”, Foggia) è in via di ultimazione l’allestimento del “Centro Sperimentale sulle Bioenergie ed i Biomateriali”, tra breve spin-off dell’Università di Foggia, dedicato alla progettazione, valutazione, calibrazione tecnologica di filiere agro-energetiche; esso si avvale di un laboratorio (con un’ampia gamma di strumentazioni analitiche di recente acquisizione) dedicato alla caratterizzazione chimica e merceologica delle biomasse. A ciò si affianca la disponibilità di alcuni “impianti pilota” fra loro integrati a costituire una “piattaforma tecnologica”. Tale struttura è al servizio delle esigenze della ricerca, del trasferimento tecnologico e della consulenza aziendale. Opererà in stretta connessione con il “Centro Energetico Dimostrativo ed Educativo”, iniziativa promossa dal Consorzio EDEN con finanziamenti regionali (“Carbon Tax”) presso l’Incubatore d’Impresa di Candela (FG), quest’ultimo gestito dal GAL Meridaunia.

Punto di forza della proposta del progetto STAR, come si comprende da questa breve descrizione, è la stretta relazione tra i due principali “driver” dell’innovazione scientifica e tecnologica: la “comunità di ricerca” e gli “attori locali”.

Redazione Stato



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