ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

L’attività amministrativa a Manfredonia nel ‘500, nel ‘600 e nel ‘700


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Premessa
Nel passato, o per un motivo o per un altro. si aveva modo di sapere quale fosse lo stato di salute dell’ Università sipontina. A tal merito riportiamo tre “patti di stabilità”, del ‘500 (1578), del ‘600 (1628) e del ‘700 (1730, con l’aggiunta del provvedimento del 1733, ad integrazione del medesimo) anche per avere un’ idea di come andavano le cose…allora.

Si tenga presente, per le entrate (oggi si parla di tributarie ed extratributarie), che allora le tributarie venivano date dalle gabelle (come succede pure oggi, del resto, anche se sotto altro nome come “tassa” sui rifiuti, ad esempio). Ci sono entrate, poi, che oggi ce le sognamo, come quelle riguardanti l’attività portuale o il demanio comunale (terreni, erbaggi, paludi sipontine o ex tali).

Ancora, allora, si pagava alla Regia Corte, oggi si paga alla Regione ed alla Provincia (sopratassa di imposta).

Ed è impressionante il valore ed il numero dei debiti e gli esiti (uscite) a favore del clero ( capitolo, monaci e monache, pie istituzioni, ecc.) Abbiamo riportato l’elenco delle entrate e delle uscite per il ‘600, contrariamente al ‘500, per il quale lo stesso è abbastanza nutrito. Per il ‘700, invece, si ha un riepilogo descrittivo. Dal confronto dei tre “patti di stabilità” ( o “Stati discussi” o Conti consuntivi), apparentemente si avrebbe che in 50 anni la situazione finanziaria per l’amministrazione universitaria sipontina sia leggermente migliorata.

A fronte di una spesa di ducati 8.725, di un’ entrata di ducati 6740, ed un disavanzo di ducati 1987, per il 1578, si ha una spesa di ducati 8.510 (ducati 215 in più), una entrata di ducati 6.946 (ducati 206 in più) ed un disavanzo di ducati 1.564 (ducati 423 in meno), per il 1628. Ma, in effetti, nel ‘600, ci troviamo ad 8 anni dal sacco turchesco, per cui la vita economica e la vita amministrativa della comunità stentano ancora a riprendersi; e di lavoro ce n’è da fare, e molto, e tutto a spesa della collettività.

Per il ‘700, si ha un avanzo economico di ducati 210.83, scaturente da entrate per ducati 5681.18 e da uscite per ducati 5470.25, ma si dichiarano anche entrate ed uscite sospese, per cui l’avanzo salirebbe a ducati 352.30. E nononstante questo risultato apparentemente positivo, il Consiglio comunale è dell’avviso di ricorrere ai ripari, in quanto ci sono ancora dei grossi debiti pregressi.

È da notare che i valori consuntivati nel 1730 sono nettamente inferiori a quelli dei precedenti periodi, a dimostrazione, proprio, di un’attività amministrativa piuttosto stagnante. Nello stesso tempo, ci appare molto interessante costatare che tutti i decurioni (consiglieri comunali) pertecipano alla discussione in merito ai provvedimenti da adottare.

Ecco, ci troviamo di fronte a tre casi di grave situazione economico-finanziaria della città, ben diversi dai casi che si verificano nello stato attuale. Allora c’erano le calamità naturali, gli eventi bellici, con amministratori comunali e presuli che dopo questi eventi hanno “sborsato” di proprio (come i vari Sindaci, l’arcivescovo cardinale Orsini o i medici condottati del 1730 che rinunziano ai loro crediti verso l’Università, o cittadini che effettuano dei “prestiti” all’ Amministrazione comunale, senza nulla a pretendere in cambio), per la ricostruzione della città. Ora? Chi lo sa!
Abbiamo voluto riportare e pubblicizzare questi documenti nella convinzione che la rilettura della nostra Storia, qualche volta, potrebbe anche essere utile a chi ci governa.

Parte I
Un patto di stabilità del ‘500 (1578)

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)
L’Università di Manfredonia, come si costata da alcuni documenti, datati 15 e 16 maggio 1578, rilevati dall’ Archivio di Stato di Napoli, presenta una petizione, nel maggio 1578, per aversi il regio assenso onde accedere ad un prestito. Il debito da contrarre è di 2.000 ducati, per ripianare le esposizioni della Università e per riscattare due mezzane di erbaggi date in pegno, per il valore di ducati 650, alla famiglia Tontoli. La situazione deficitaria della comunità sipontina è veramente notevole; essa lamenta i seguenti debiti:
alla signora Isabella de Mandones (moglie di Lopez), per pagamenti fiscali, ducati 814;
alla Regia Corte ducati 200;
ad Antonio Brancia ducati 200;
alla serenissima Imperatrice ducati 120
per un totale di ducati 1.314.

Se a questo totale aggiungiamo i ducati 650 per il riscatto delle mezzane, abbiamo la somma di ducati 1.964.
In effetti, la necessità di accendere un prestito di ducati 2.000, al 9 %, è data proprio per coprire queste esposizioni finanziarie.
E’ chiaro che il bilancio dell’Università si troverà a fronteggiare un’altra uscita di ducati 180 per pagare gli interessi sul nuovo prestito.
In più, a causa degli alloggiamenti dei militari, l’Università ha contratto debiti verso creditori diversi per ducati 27.000, ai quali paga un interesse del 9 e 10%, come dire 2.430/2.700 ducati l’anno.

Ad avvalorare la legittimità dell’accensione del prestito, vi sono le testimonianze di 5 consiglieri comunali che, in passato, hanno pure coperto le cariche di governanti (eletti): Giovanni Iacopo Cileo (di 60 anni), Donato Lanzillotto (di 70 anni), Giovanni Antonio Cavarletta ( di 50 anni), Nicola de Rubeis, notaio (di 45 anni), Berardino Carrieri (di 60 anni), e del governatore Giovanni de Frias de Tevera. Le testimonianze dei consiglieri in effetti si ripetono, mettendo in risalto quanto abbiamo posto in evidenza in precedenza.
La relazione del Governatore, del 15 maggio 1578, in effetti, è un vero e proprio Bilancio della città, con l’analisi delle entrate (introiti) e delle uscite (esiti), che per l’anno 1578 comporta le seguenti risultanze finali:

Uscite ducati 8725. 2
Entrate ducati 6740
————-
Deficit ducati 1985.2

Gli esiti maggiori sono dati dal pagamento al Regio Percettore, per ducati 2.200, e per gli interessi (sul debito di ducati 27.000, al 9%) per ducati 2.430, per un totale di ducati 4.540, pari al 52% della spesa e al 67,3% delle entrate.

Le entrate maggiori sono date dalle gabelle del vino e del forno (pane), che totalizzano l’80% di tutti gli introiti. Ben poca cosa offrono le gabelle del dazio grande (ducati 800) e del timonaggio (ducati 200), che rappresentano le imposizioni sulle attività commerciali e mercantili, per cui la quasi totalità degli introiti grava sui cittadini, per i beni di maggior consumo.

La situazione ormai si è incancrenita, anche se nel 1572 si era formulato il Libro di Apprezzo (o Catasto) per effettuare una imposizione sui beni dei cittadini (come dire una patrimoniale).
Ma si è dovuto soprassedere alla tassazione, per vari motivi, perché la somma da percepirsi sarebbe stata di ducati 2.000, che non bastava supplire alle necessità et ai bisogni della città, perché i cittadini, naturalmente, erano contrari (e senz’altro in stato di ribellione) tanto, che non si trova modo di poterse esigerse massimamente per non si essere trovato persona che havesse voluto pigliare tale esactione in modo alcuno.

E’ interessante rilevare che sia il sindaco che gli eletti percepiscono un piccolo compenso di ducati 8 (sindaco) e ducati 1,5 (ciascun eletto). Si fa notare pure che la presenza di militari è continua, tanto è che, d’altra fonte, nel 1576 si contano ben 600 soldati di stanza a Manfredonia. Va pur detto che nel periodo 1577 (15.11)-1578, sindaco della città è Alessandro Stellatello e gli eletti sono: Francesco Capuano, Giovan Francesco Cesarano, Prospero Mancini”. (I – continua)

L’attività amministrativa a Manfredonia nel ‘500, nel ‘600 e nel ‘700 ultima modifica: 2017-10-10T20:37:58+00:00 da Redazione



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