EditorialiManfredonia
"Occorre applicare il Modello Leopolda delle origini"

Rinnovamento politica e il paradosso Primarie a Manfredonia

Lo 'strano' triangolo Riccardi-Campo-Ognissanti

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Manfredonia – ALLA luce del ragionamento fatto nel precedente articolo è da considerare paradossale e fuorviante l’unico dibattito politico presente oggi a Manfredonia: fare o non fare le primarie nel PD per scegliere il candidato Sindaco. Le primarie sono ovviamente necessarie, si devono fare perché sono, forse, l’unico bagliore di partecipazione e di democrazia, sia pure malata poiché fortemente inquinata da logiche clientelari. Ciò anche perché i due possibili attuali candidati esprimono sicuramente per stile, storia personale e politica le due anime, due concezioni di vita e della politica del PD, in qualche modo dialetticamente oppositive, anche se sono fortemente annacquate, in positivo ed in negativo, dalla presenza in entrambi gli schieramenti di persone, interessi, idee, vecchie e nuove.

COME RINNOVARE LA POLITICA ED IL POTERE AMMINISTRATIVO A MANFREDONIA? Tuttavia la questione reale, il nodo da sciogliere pare essere un altro: come fare emergere il nuovo, come rinnovare la politica ed il potere amministrativo a Manfredonia? Come rendere possibile una democrazia partecipativa ed una politica che non sia fatta solo da giochi di potere? Il primo passo è accantonare, rottamare coloro che fanno politica da una vita. Non può essere un rinnovatore chi esercita un potere personale da più di vent’anni. È un controsenso, anche perché basterebbe un niente per far cadere ogni castello così fondato.

Faccio un ipotesi esemplificativa. Se Riccardi ed Ognissanti, che sono coloro che hanno “voti” più di tutti, si mettono d’accordo, sostenendosi reciprocamente, l’uno per la conferma a Sindaco e l’altro per la conferma a consigliere regionale il gioco è fatto: le primarie non ci sarebbero o, se si facessero, non avrebbero senso poiché il risultato è già dato (e tutti lo sanno). Il problema è Campo che vuole giustamente giocare la sua carta in consiglio regionale, ma che, pure essendosi conquistato un ruolo ed una credibilità politica provinciale, non avrebbe i voti e la forza di farsi eleggere senza il sostegno di Riccardi, tanto più se ci fosse anche Ognissanti che si candida alle regionali. (A proposito non sarebbe opportuno che anche per scegliere i candidati al consiglio regionale si facessero le primarie?). E non è detto che non si arrivi proprio a questo, o addirittura all’emergere della candidatura dello stesso Campo come Sindaco di Manfredonia. Questa è la logica dell’attuale modo di fare politica, in cui, quindi, non c’entra niente alcuna visione politica ma solo giochi di potere per occupare ruoli istituzionali, più che ben retribuiti.

APPLICARE IL MODELLO LEOPOLDA DELLE ORIGINI, CON UN PIZZICO DI ULIVISMO E DI MOVIMENTISMO LANDINIANO. Ovviamente ciò sarebbe il contrario di ogni rinnovamento poiché la prima cosa è cambiare completamente e totalmente la classe dirigente politica locale che comanda a Manfredonia da tempo infinito, a qualsiasi partito appartenga. Questa è la condizione necessaria, ma non è sufficiente, occorre altro. Occorrono giovani per età e per idee, per modo di fare politica, che facciano valere le loro esigenze e quelle così problematiche e difficili di tutti i giovani, così come si presentano oggi, non subalterni ai vecchi dirigenti. Perciò in realtà le primarie a Manfredonia avrebbero un senso di vero rinnovamento politico se tutti questi dirigenti di vecchia data e di vecchio stampo si mettessero da parte, continuando a fare politica, se lo vogliono, impegnandosi nel sociale e nelle proprie organizzazioni politiche per vivificarle alla luce della loro esperienza, facendo un altro mestiere per campare.

Le primarie avrebbero un senso più compiuto se si candidassero e si confrontassero volti totalmente nuovi, quali ad esempio il segretario o componenti della segreteria PD, ancor meglio se donne, poiché sarebbero anche un elemento di arricchimento della comunità, metterebbero in moto ed al centro persone, donne, che rappresentano l’altra metà del cielo e che tanto hanno fatto e fanno, sia pure in silenzio, per la coesione della nostra comunità e che sono ingiustamente emarginate dalla politica e dai luoghi decisionali. Occorre anche altro. Occorre una grande iniziativa politica, culturale ed etica, un movimento all’interno ed all’esterno dl PD, che duri nel tempo, almeno qualche anno, che si strutturi e si dia un corpo nuovo, formi persone, elabori proposte ed idee per la città, valorizzi i corpi intermedi. Occorre applicare a Manfredonia, non tanto il Modello Foggia o il Modello San Severo, ma il Modello Leopolda delle origini, possibilmente con un pizzico di ulivismo e di movimentismo landiniano. Occorre una iniziativa ed una organizzazione che vada oltre le primarie cittadine, che metta al primo posto il bene comune e l’interesse collettivo della città, indipendentemente dai risultati immediati che emergeranno nelle primarie. Diversamente tutto sarebbe noia, noia, noia, maledettamente noia.

(A cura di Silvio Cavicchia – Sociologo e Ricercatore Sociale del Centro Studi e Ricerche “Eutopia” – silviocavicchia@libero.it)

Redazione Stato@riproduzioneriservata

Rinnovamento politica e il paradosso Primarie a Manfredonia ultima modifica: 2014-11-10T15:34:05+00:00 da Silvio Cavicchia



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Commenti


  • semprevigile

    Basta ci siamo stancati di leggere sempre gli stessi nomi e constatare gli stessi risultati in tanti anni che vi si legge…. Ormai si è capito, e da tempo, che corrono politicamente, solo e solamente per il loro “prodotto”… e per arrivare quanto prima a rimorchiare l’agognata…. “pensione politica”…
    Ci si chiede, cosa hanno prodotto per la propria collettività che li ha eletti tante e tante volte ?
    Basta.devono andare a casa e vedere, dopo che hanno finito i risparmi accumulati politicamente, cosa significa sbarcare il lunario, cosa che molti di noi “vedono” mensilmente…. per chi ha un minimo di lavoro…. figuriamoci chi l’ha perso…. anche a causa dello loro ignavia presenza e/o meglio assenza.


  • Uno di Voi

    Silvio Cavicchia, mi meraviglio dell’errore enorme che hai fatto, tu da sociologo!

    Se cerchi una politica partecipativa, essa la trovi nelle forme della democrazia diretta prpopsta e praticata dal M5S e non con le forme proprie della democrazia rappresentativa che è quella in cui siamo immersi e che ci sta provocando tante sciagure ad ogni livello.

    Non sono io ad insegnarti che come dici tu vuoi la democrazia partecipativa all’interno del PD vuol dire non aver capito (e questo è grave per uno studioso) che il partito tradizionale serve esclusivamente per determinare la classe politica (o dirigenziale) la quale è “chiamata in causa” durante le decisioni da prendere nei confronti degli interessi privati.

    Mi spiego meglio: il Sindaco è scelto dai cittadini in base ad un suo programma, il quale una volta eletto del suo programma non gliene può fregar di meno e con la carica rappresentativa del “solo uomo al comando”, non avendo di fatto nessun’azione di controllo interno ed esterno, diviene il referente dei capitalisti che con lo sfruttare le risorse naturali del territorio fanno gli interessi propri. Questo se il Sindaco e i capitalisti sono dei Santi!

    Altrimenti il capitalista, con il suo potere (economico, finanziario e /o mafioso) trova il modo per obbligare il rappresentante a fare quello che loro vogliono.

    In questo caso, il Sindaco, si viene a torvare “solo” e invece di trovare una soluzione compatibile tra interesse della collettività e quelli particolari dei boss, si piega e si nasconde all’opinione pubblica.

    Tutto questo sistema deve essere distrutto, affinchè i cittadini si considerino tali, e il Sindaco non deve essere il “rappresentante” e per questo espressione di un “potere politico” tirannico, ma un “portavoce” di scelte fatte colleggialmente in modo tale che su questioni dove si contrappongono i grandi interessi privati (da miliardi di euro, come sta succedendo in questo periodo a Manfredonia) e quelli pubblici ci sia sempre la consultazione popolare on line per esprimere la maggioranza della volontà dei cittadini di Manfredonia a cui il portavoce si mette “a servizio”.

    Solo questo tipo di democrazia da un senso all’educazione e alla sua diffusione affinchè l’Uomo Lupo si trasformi in cittadino consapevole dei suoi diritti e dei suoi doveri!


  • Manfredonia "tricche e ballacche"

    Alla fine vincerà il M5S non perché abbiano un’idea politica forte o possano capire in maniera sistemica i problemi della nostra città, semplicemente perché sono uniti, giovani e pongono al centro della questione la moralità.
    Personalmente non provo molta simpatia per il movimento perché privo di idee e profondità di ragionamento, e men che meno per quei ragazzi, peraltro militanti veri, però credo che peggio di Riccardi non si possa andare.
    Ai movimenti qui e lì sorti in città dico: unitevi tutti e mandate a casa pd e pdl.


  • Sorridi sei a Manfredonia: la città dei balocchi

    Qui a Manfredonia non cambierà mai niente per causa nostra perchè siamo una massa di balocchi e balocche.


  • stanco del pd

    Basta con sti nomi che si scambiano solo la poltrona da una vita.
    Finitela di parlare solo di riccampo e prencisssnti.
    Il nuovo che avanza lo puoi solo trovare nei ragazzi del M5S sipontino


  • Manfredonia= Pyongyang?

    Dietro le elezioni dei Sindaci, ci sono schiere di parenti, lacchè, assistiti e quant’altri, chi detiene il potere in questa fase sociale gravissima lo rafforzerà. per quanto riguarda Manfredonia, poichè la mentalità è quella che è, il dna è quello che è, ovvero improntato alla superficialità e alla facciata, al divertimento e a quello di essere attacato alla giacca del potente di turno, non cambierà nulla
    il feudo rafforzera la sua fortezza. Per cambiare qualcosa in questa città, che tra l’altro da quello che leggo è l’unica del pianeta, dove tutti i politici vanno a nozze insieme, non c’è opposizione e pensare che nella Ex U.R.S.S. c’era qualche qualche oppositore che veniva spedito nei gulag o ai tempi delle leggi fascistissime c’erano oppositori nonostante fuggissero all’estero o destinati al confino, ma qui a Manfredonia oltre all’adito gruppetto di ragazzi del movimento 5 stelle, l’opposizone politica non latita ma manca completamente e io mi domando del perchè? Tutto questo permette ai signori che detengono il potere assoluto al palazzo, per merito nostro e di tanti politici specialmente dai partiti di opposizione che sono davvero degli incapaci in politica e quindi fanno di tutto per fornire la sensazione a chi gestisce il potere locale, di essere INSOSTITUIBILE! La colpa è sopratutto nostra, dei cittadini e dei votanti, spesso capaci sono di lamentarci tra noi come pecoroni e poi al momento opportuno scegliamo semp re il vecchio o chi si accanisce contro di noi con balzelli e gabbelle insostenibile e che è complice di tutti gli altri politici che hanno responsabiltà di trascinare questa nazione nel baratro socioeconomico!


  • ** manfredonia*

    la gente è stanca del pd a partire da renzi a riccardi fanno quello che vogliono come tutti, ora si cambierà sponda

  • http://www.primadanoi.it/news/cronaca/554412/Esami-truccati-alla-D-Annunzio-.html
    PESCARA. Si terrà il 3 dicembre la prossima udienza davanti al Tribunale collegiale di Pescara a carico del professor Luigi Panzone, docente di tecnica bancaria e professionale.
    Il docente è accusato di corruzione e falso ideologico nell’ambito del procedimento su presunti esami “truccati” all’Università d’Annunzio di Pescara.
    Nel corso dell’udienza di oggi sono state ammesse le prove ed è stato nominato il perito che dovra’ trascrivere le intercettazioni indicate dal pm Valentina D’Agostino.
    L’incarico sarà affidato il 3 dicembre. Panzone, per cui si procede con il giudizio immediato, per questa vicenda il 5 marzo 2014 finì agli arresti domiciliari.
    Il 27 gennaio si terrà invece l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, per le altre persone coinvolte nell’inchiesta.

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