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Accusati in concorso tra loro in estorsione nei confronti di due fratelli dipendenti del 118

Manfredonia – Mattinata, accusati di estorsione rigettano accuse “Credito con chi ha denunciato”

Gli interrogatori di garanzia per entrambi si sono svolti dinanzi al GIP Armando Dello Iacovo

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Foggia/Manfredonia. HANNO negato completamente la ricostruzione dell’accusa Matteo Clemente e Francesco Pio Riganti – entrambi incensurati – accusati “in concorso tra loro in estorsione nei confronti di due fratelli dipendenti del 118“. Entrambi sono stati interessati – lo scorso 3.11.2016 – da un’ordinanza di Applicazione di Misure Cautelari Personali eseguita dal personale della Squadra di p.g. del Commissariato di Manfredonia.

I fatti sono derivati da una denuncia di circa un anno fa presentata presso il Commissariato da parte delle presunte vittime nei confronti di Clemente e Riganti.

Gli interrogatori di garanzia per entrambi si sono svolti dinanzi al GIP Armando Dello Iacovo.

I due uomini sono difesi dall’avvocato Innocenza Starace. In particolare “Clemente ha detto che da tempo aveva allontanato B.G., con il quale si conosceva da anni, per l’inaffidabilità di questa persona dal punto di vista economico”. Secondo la difesa “Clemente, di professione gioielliere, aveva un credito nei confronti” nei confronti della persona che lo accusato di estorsione.

Riganti ha invece riferito di “non aver mai incontrato B.G. ma di averlo conosciuto attraverso il cognato”. “Riganti – come spiega l’avvocato Starace – ha un lavoro fisso e svolge volontariato in un’associazione di soccorritori”.

Attesa la risposta del giudice Dello Iacovo all’esito dell’interrogatorio.

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