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Da Milano ad Asolo al Veneto, fino a Belgrado

Igor Imhoff, creatività radicale e paure ancestrali

Le ultime tappe del riconoscimento dell'artista manfredoniano


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“Le fonti, le nascite, il cosmo, le origini stesse della videoarte, cui alcune opere sembrano tornare per ritrovare una creatività radicale e paura. Archivi da interrogare; l’universo; le proprie radici; gli inizi di storie appassionanti, di vicende che meritano di essere raccontate. Ma anche le forme primarie, la memoria, le astrazioni che sono alla base di ricerche stilistiche importanti.” Così è stata commentata l’opera “Origini” di Igor Imhoff, apprezzatissimo artista visivo manfredoniano, docente di animazione digitale  in una delle più importanti accademie di belle arti della Penisola, quella di Venezia, “artista che riversa nelle sue produzioni digitali competenze che spaziano dalla pittura alla musica al video.”

L’interesse per questo settore è nato in lui, come ha raccontato tempo fa ai microfoni di Stato Quotidiano, da un singolare connubio, quello tra l’interesse per le arti visive e la grande passione per i videogiochi, connubio nato quasi per caso e cresciuto fino a dar vita al suo principale ambito di produzione artistica, quello della video-animazione, con risultati spettacolari: mostre a Shangai, Pechino, Stati Uniti, Inghilterra, Cina, Marocco, Colombia, Argentina e in molti altri paesi, e la partecipazione a festival di rilevanza mondiale come quello di Clermont-Ferrand.

https://vimeo.com/241662784

Negli ultimi mesi nuovi traguardi hanno sancito tappe rilevanti nel riconoscimento del suo percorso artistico.

Una di queste è l’invito a partecipare, al Festival Invideo che si tiene a Milano, con due eventi dedicati di rilievo: una Masterclass allo IED, per spiegare il suo lavoro e e i diversi approcci all’animazione (IGOR IMHOFF – “Alternative animate, o una via alternativa all’animazione”), e allo spazio Oberdan, dove ci sarà un estratto della sua produzione più recente – tra cui anche una versione riveduta di “Anafora“, videomapping proiettato a Manfredonia lo scorso anno – e un incontro con il pubblico milanese.

La video installazione Anafora è stata in mostra anche all’Asolo Art Film Festival, proiettata all’interno di un antico convento.

“Devo dire che l’accoglienza è stata molto positiva, come anche lo era stata in luoghi diversi dal territorio dauno. Questo anche a testimonianza di come il grafismo delle stele e delle pitture rupestri sia trasversale e affascini a prescindere dal luogo” ha commentato Imhoff.

Infine il Veneto, dove il lavoro di animatore/sperimentatore si è concretizzato in un recente progetto coordinato dal Polo Museale regionale, dal titolo “Raccontare per Immagini: il primo Cinema della Storia“, coinvolgendo alcune fra le realtà museali più importanti della regione – Il Museo Archeologico Nazionale di Este, il Museo Archeologico Nazionale di Verona, la Grotta di Fumane – e altri partner di alto livello: l’Università di Ferrara, il Parco Regionale della Lessinia, il Lessinia Film Festival, il Museo del Pre-Cinema di Padova, la Fabbrica del Vedere di Venezia.

“Il progetto tramite strumenti di comunicazione moderni punta a rendere più semplice la comprensione dell’iconografia paleolitica e avvicinare il pubblico alla vita quotidiana di 40.000 anni fa, ponendola secondo le strategie comunicative contemporanee e avvicinandola alle nostre esperienze di oggi. Sono stato coinvolto per la realizzazione di tre video nei quali metto in rapporto l’arte preistorica con il cinema dei primordi e il precinema. Il progetto mostra concretamente come l’arte preistorica sia propensa al movimento e alla vita. Le figure non sono statiche ma più simili ai fotogrammi di un filmato. Tale progetto sarà poi mostrato nei musei aderenti all’iniziativa e a manifestazioni a tema. Al momento è in fase di conclusione. Furono grotte e caverne i primi cinema della storia. Con le pitture rupestri, l’Uomo lasciò impressa sulla roccia la prima forma di “messa in scena” cinematografica di fatti accaduti: storie di caccia, rituali, raffigurazioni umane e animali.”

Infine il progetto “Mapping – Ponte Sulla Drina“, Accademia di Belle Arti di Venezia.

“Per la prima volta un mapping di grandi dimensioni realizzato con il coinvolgimento degli studenti di Venezia (Accademia di Belle Arti – Corso di Tecniche di Animazione Digitale), i quali, rivela, “hanno lavorato benissimo”, con il risultato di “un lavoro più che didattico”. È un progetto nato per una serie di eventi dedicati alla collega Masha Starec, scomparsa quest’anno. L’evento si concluderà con questo mapping, che a fine gennaio sarà portato a Belgrado, in collaborazione con Istituto Italiano di Cultura di Belgrado, Piccolo Festival Animazione, La Fabbrica del Vedere, con il contributo e partenariato del Conservatorio “Tartini” di Trieste, Protocollo di Cooperazione culturale tra Italia e Serbia.

 

FOTOGALLERY

Igor Imhoff, creatività radicale e paure ancestrali ultima modifica: 2017-11-10T20:33:34+00:00 da Valentina Sapone



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Commenti


  • Gino

    Un bravo ragazzo che con impegno, costanza e talento sta facendo strada. Andavamo alla stessa scuola elementare. Poi la tragedia e mi dispiacque molto per lui e la sua famiglia. Continua così, complimenti.

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