Foggia
"La lettera aperta che ha inteso indirizzarmi attraverso la Sua pagina Facebook è un condensato di rabbia e di disperazione"

Quartiere Ferrovia, Landella spiega alla dottoressa Benvenuto

"Evitiamo di cercare a tutti i costi un colpevole. Perché questa pratica non risolverà l’emergenza"


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Foggia. ”Cara dottoressa Benvenuto,
la lettera aperta che ha inteso indirizzarmi attraverso la Sua pagina Facebook è un condensato di rabbia e di disperazione. E nessuno dei due sentimenti è infondato o ingiustificato. Conosco la situazione di quello che ormai definiamo il “Quartiere ferrovia”. Sono a conoscenza dell’emergenza che ormai ha assunto le caratteristiche del dramma. Non mi sfuggono la paura dei residenti né il senso di abbandono che purtroppo avvertono.

E tuttavia, dottoressa Benvenuto, Lei punta l’indice, invoca interventi immediati, pretende soluzioni definitive. E lo fa rivolgendosi al sindaco, dicendogli che in assenza di risposte egli sarà parte del problema. Ho il massimo rispetto per il Suo stato d’animo e per quello dei nostri cittadini, costretti ogni giorno a convivere con una situazione che neppure il buonismo più cieco può considerare tollerabile. Risolverla, dopo decenni di disinteresse, è però molto più complesso dello scrivere una lettera. Soprattutto se a doverlo fare è chi non ha alcuna competenza in materia.

Il sindaco non controlla i flussi migratori, non può disporre espulsioni per gli stranieri irregolari, non ha poteri nel campo dell’ordine pubblico, se non per la parte di collaborazione della Polizia Locale con le altre Forze dell’Ordine. Lei mi invita a copiare da altre città, dottoressa Benvenuto. Eppure sono certo che non Le sfuggirà che poche città hanno un CARA dietro l’uscio e che l’emergenza legata ai flussi migratori appartiene ormai a tutte le città italiane. Prendere spunto da chi ha idee è sempre una cosa positiva; così come è sempre una cosa assolutamente sbagliata paragonare situazioni e contesti diversi.

Leggo le Sue parole come uno sfogo di dolore, anche se hanno il suono della ricerca di un capro espiatorio. Sì, di un capro espiatorio, perché mi invita a non scaricare la responsabilità sul “Governo nazionale di sinistra”. Ma Lei sa, dottoressa Benvenuto, che non sono i sindaci a definire le politiche dell’immigrazione o le regole per il controllo dei flussi? Sa che la situazione che Lei vive ogni giorno è innanzitutto il frutto avvelenato di quella falsa accoglienza che i Governi – soprattutto guidati dal centrosinistra – hanno promosso? A chi dovrei attribuire la responsabilità di quello che sta accadendo, in Italia ed a Foggia, se non a quanti hanno costruito le condizioni affinché ciò di cui Lei si lamenta avvenisse?

Negli ultimi giorni, grazie all’attenzione del nuovo Prefetto e del nuovo Questore ed a seguito delle riunioni tenute con i rappresentanti del Comitato Quartiere Ferrovia, le cui istanze sono state accolte e condivise, l’area della stazione ferroviaria è stata oggetto di interventi e controlli capillari interforze, che hanno riguardato esercizi commerciali e cittadini presenti nell’area. Non per “allontanare lo straniero”, ma per ripristinare regole e legalità. So che dal Suo punto di vista si tratta di misure ancora insufficienti. Siamo tuttavia solo all’inizio di un percorso che, come è stato annunciato, sarà stabile e duraturo.

L’Amministrazione comunale, per parte sua, non si è voltata dall’altra parte. Il Comune ha potenziato la videosorveglianza e aumentato il pattugliamento da parte della Polizia Locale. Lei sostiene che non serva, che sia fumo negli occhi. Mi permetta di non essere d’accordo con Lei e di confermare la volontà di istituire un presidio fisso dei nostri agenti municipali, come deliberato ufficialmente dal Consiglio comunale.

Le Ordinanze cui Lei fa riferimento, dottoressa Benvenuto, sono state firmate ed hanno portato anche a numerose sanzioni. Quando vuole avrò piacere di farLe conoscere gli stessi dati che ho pubblicizzato qualche settimana fa in risposta a chi muoveva le Sue stesse contestazioni. Il DASPO Urbano, inserito nel Decreto Sicurezza recentemente approvato, è stato applicato dal Comune di Foggia proprio nella zona della stazione ferroviaria. Ed il nostro è stato uno dei primi Comuni italiani a farlo.

Eppure non basta. Eppure il senso di smarrimento dei residenti non sembra placarsi. Ma non è al sindaco che Lei deve imputare le colpe. E non lo affermo per “passare il cerino”, come si dice in gergo. Sono consapevole del fatto che ciascuno di noi debba fare la sua parte, perché solo lavorando fianco a fianco sarà possibile affrontare un problema che viene da lontano, ben più complicato delle analisi superficiali che, di volta in volta, vengono formulate sull’onda del legittimo malessere.

Evitiamo di cercare a tutti i costi un colpevole. Perché questa pratica non risolverà l’emergenza.

Non sono io che posso farcela, dunque. Ce la faremo se saremo uniti. Ce la faremo se sapremo far sentire alta e forte la nostra voce nei confronti di chi ha strumenti e ruoli per intervenire. Ce la faremo se sapremo sottrarre questo tema alla polemica politica e farne una priorità della città. Ce la faremo se saremo insieme.”

(A cura di Franco Landella, Foggia 08.11.2017)

Quartiere Ferrovia, Landella spiega alla dottoressa Benvenuto ultima modifica: 2017-11-10T08:56:41+00:00 da Redazione



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