Editoriali

L’è tutto da rifare

Di:

Consiglio comunale, Gianni Mongelli prende la parola (st - archivio)

ANCORA una volta sono stati disattesi gli accordi sottoscritti al tavolo della maggioranza, ancora una volta, portato a casa l’approvazione del bilancio, si dimenticano le azioni necessarie per riportare la citta ad una “banale normalità”.


A ricordarci che qualcosa non funziona nella “macchina comunale” è stata l’iniziativa della magistratura con il sequestro dei cantieri dei PRUSST e il coinvolgimento di “dirigenti di alta professionalità” che hanno seguito l’iter burocratico. Eppure la “verifica del rispetto dei cronoprogrammi per l’acquisizione delle case” è uno dei punti del programma di rilancio dell’azione amministrativa, o “cambio di passo” come dice il PD, che doveva trovare riscontro entro la fine di novembre.


L’inizio dell’inverno, con le prime piogge, evidenzia la mancata programmazione per la manutenzione delle strade e le buche, o voragini, che si aprono ci ricordano come siano state mal usate le risorse pubbliche negli anni passati. Quando si sono sottoscritti gli accordi ,un capitolo “Piano di riasfaltamento strade”, è stato dedicato al problema, comprende due soli punti: definizione delle aree interessate e tempi di realizzazione; procedure per gli interventi urgenti per la copertura delle buche pericolose. Nulla di trascendentale, solo la dichiarazione di cosa si intende fare e quando farlo, evitando l’assegnazione dei lavori “per somma urgenza”. E’ di pochi giorni fa l’assegnazione dei lavori per la copertura delle buche, senza notizia di gara pubblica, al costo di € 960,00 a buca, una follia che smentisce l’impegno preso.


Resta al palo anche la “riduzione dei costi della politica” che doveva trovare immediata applicazione con la riduzione delle “ore di commissione”, solo due ore a giorno, e il loro spostamento al pomeriggio nei giorni di martedì e giovedì. Questo semplice provvedimento porterebbe un risparmio di decine di migliaia di euro abbattendo i rimborsi che sono pagati alle aziende per i permessi di cui godono i consiglieri. Sono inspiegabili, soprattutto dopo le bombe e le dichiarazioni d’intento, la mancata attivazione della “consulta per la legalità e la sicurezza” e la nomina del delegato a rappresentare l’amministrazione comunale.


Il mancato recepimento delle norme che garantiscono la “rappresentanza di genere” nelle aziende pubbliche partecipate, come la mancata approvazione della legge regionale sulla parità di genere promossa dal comitato 50/50, danno la misura della misoginia dell’amministrazione comunale. La misura dell’attenzione prestata ai “diritti civili” è data dalla mancata calendarizzazione della discussione sul “registro delle coppie di fatto” e sul “testamento biologico e donazione d’organi”. Abbiamo accolto con soddisfazione l’impegno a riorganizzare la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti puntando a ricostituire un’azienda “in house”, ma è di là da venire la pubblicizzazione del “contrato di affidamento del servizio” ad AMIU Bari, di come sarà avviata la raccolta differenziata, di come sarà reinternalizzata la raccolta e vendita di carta, plastica, vetro e dei RAE oggi affidati a terzi privati.


Questi sono solo alcuni dei punti di programma disattesi e Rifondazione Comunista non è più disposta a concedere dilazioni per la loro attuazione, impegni rinviati a data da destinarsi nonostante le dichiarazioni fatte dal sindaco in occasione dell’approvazione dell’aumento dell’IMU e del bilancio preventivo. Per questi motivi non ci sentiamo più vincolati a patti di maggioranza e valuteremo ogni atto dell’amministrazione, con spirito critico e senza preconcetti, in continuità con gli accordi di programma sottoscritti e disattesi.


(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” Rifondazione Comunista -FdS Fiorenzo Giorgio Cislaghi)



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