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E’ morta Mariangela Melato; “regina del teatro” (VD)

E’ morta Mariangela Melato; “regina del teatro” (VD)
11 gennaio
10:34 2013
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(Ph: mag-sky@)

Roma – E’ morta a Roma Mariangela Melato. L’attrice milanese era malata da tempo. Aveva 71 anni e si e’ spenta in una clinica romana.

Nata a Milano nel 1941, da giovanissima studia pittura all’Accademia di Brera, disegna manifesti e lavora come vetrinista a La Rinascente per pagarsi i corsi di recitazione di Esperia Sperani. Nel 1960, non ancora ventenne, entrò nella compagnia di Fantasio Piccoli, debuttando come attrice in Binario cieco di Terron, rappresentato al Teatro Stabile di Bolzano. Dal 1963 al 1965 lavora con Dario Fo in Settimo ruba un po’ meno e La colpa è sempre del diavolo. Nel 1966 è impegnata allo Stabile di Trieste. Nel 1967 lavora con Luchino Visconti ne La monaca di Monza. Nel 1968 si afferma definitivamente nella sua attività teatrale con l’ Orlando furioso di Luca Ronconi, ma ebbe successo anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente (1971).

Nel 1970 debutta al cinema nel film di Pupi Avati Thomas e gli indemoniati. Nel cinema alternò ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci; Dimenticare Venezia, 1979, e Il buon soldato, 1982, di Franco Brusati; Figlio mio, infinitamente caro, 1985, di Valentino Orsini) a quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) e Film d’amore e d’anarchia (1973) di Lina Wertmüller; Casotto (1977) e Mortacci (1988) di Sergio Citti; Aiutami a sognare (1980) di Pupi Avati. Storico il film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, con la regia di Lina Wertmüller (1974)

La sua carriera e la sua indole rimangono comunque inderogabilmente legati al mondo del teatro. Qui affrontò personaggi di grande impegno nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992).

Dagli anni novanta lavorò per la televisione (Scandalo, 1990, Una vita in gioco, 1991, Due volte vent’anni, 1995, L’avvocato delle donne, 1997; Rebecca, la prima moglie, 2008) ed è proseguito il suo impegno teatrale (Il lutto si addice ad Elettra, 1996; La dame de Chez Maxim, 1998; Fedra, 1999; Un amore nello specchio e Madre Coraggio, 2002; La Centaura, 2004; Chi ha paura di Virginia Woolf?, 2005; Il dolore, 2010); mentre per il cinema recitò in La fine è nota (1993) di Cristina Comencini, Panni sporchi di Mario Monicelli e Un uomo perbene di Maurizio Zaccaro (1999), Vieni via con me (2005) di Carlo Ventura. Sorella dell’attrice e cantante Anna Melato.

Premi e riconoscimenti. Mariangela Melato riceve gli applausi del pubblico assieme a Fabrizio Careddu al termine della rappresentazione di L’anima buona del Sezuan, Teatro della Corte, Genova.

David di Donatello
1972 – David speciale
1975 – David di Donatello per la migliore attrice protagonista, per La poliziotta
1977 – David di Donatello per la migliore attrice protagonista, per Caro Michele
1978 – David di Donatello per la migliore attrice protagonista, per Il gatto
1981 – David di Donatello per la migliore attrice protagonista, per Aiutami a sognare
1983 – Candidata al David di Donatello per la migliore attrice protagonista, per Il buon soldato
1984 – Targa speciale
1986 – Medaglia d’oro del Comune di Roma
2000 – Targa d’oro

Nastro d’Argento
1972 – Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per La classe operaia va in paradiso
1973 – Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per Mimì metallurgico ferito nell’onore
1977 – Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per Caro Michele
1979 – Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per Dimenticare Venezia
1981 – Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per Aiutami a sognare
1983 – Candidata al Nastro d’Argento alla migliore attrice protagonista, per Il buon soldato

Globo d’oro
1973 – Globo d’oro alla miglior attrice rivelazione, per Mimì metallurgico ferito nell’onore
2000 – Candidata al Globo d’oro alla miglior attrice, per Un uomo perbene

Onorificenze
Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana – nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
-28 maggio 2003. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.

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11 Commenti

  1. Grazie Stato Quotidiano
    Grazie Stato Quotidiano gennaio 11, 11:23

    Peccato una grandissima artista.
    Per chi non lo avesse mai visto:

    http://www.youtube.com/watch?v=IsoPYhmGAIo
    Peccato che questo film non sia citato nell’articolo.

  2. Grazie Stato Quotidiano
    Grazie Stato Quotidiano gennaio 11, 11:25

    Ma c’è la foto dell’epico film nell’articolo, bravo a chi ha inserito quella foto!!
    Cordiali saluti

  3. Redazione
    Redazione Autore gennaio 11, 11:28

    Nella biografia mancava, con correlazioni solo nella filmografia, aggiunto; grazie; Red.Stato

  4. Grazie Stato Quotidiano
    Grazie Stato Quotidiano gennaio 11, 11:50

    Davvero encomiabile la vs.operativa Mi scuso del disturbo
    e buon lavoro

  5. Redazione
    Redazione Autore gennaio 11, 11:52

    Grazie a lei, nessun disturbo; Red.Stato

  6. Maria
    Maria gennaio 11, 16:34

    Molto brava.
    bella la foto ed il video
    grazie Stato

  7. vittoria gentile
    vittoria gentile gennaio 12, 10:28

    Il ricordo delicato di Concita Di Gregorio

    Mariangela (e la sua grazia ruvida)

    Ho riletto l’intervista di Gianni Mura a Mariangela Melato. L’avevo messa via nella cartella: stare al mondo. E’ quella dove archivio tutto quello che è molto di più di quello che sembra – un pezzo di sport, un racconto, un fatto di cronaca – quella dove, più di tutto, si impara dagli altri come stare al mondo, appunto. Come fare un’intervista, per esempio, anche, di passaggio. Ho rivisto le foto. Quel modo di tenere la sigaretta, la luce in quella casa. Lei. Se avessi potuto scegliere che aspetto avere avrei voluto il suo. Se avessi potuto scegliere una voce avrei chiesto la sua. Uno sguardo, quello. Le mani, le sue, da uomo. Un’anima dal catalogo, quella.

    Tanti anni fa ero a New York a seguire un viaggio di Irene Pivetti, allora Presidente della Camera. Mi cercò Renzo Arbore, era in città anche lui. Mi chiese la cortesia di domandare alla presidente di incontrarla anche solo per qualche minuto. Ci vedemmo a cena da Tavern on the green, neanche quello c’è più. Una strana serata, tutti in leggero imbarazzo. In un momento in cui Pivetti si era alzata per telefonare chiesi ad Arbore, che per tutta la cena l’aveva guardata quasi senza parlare, cosa avesse da dirle. “Niente, è solo che mi ricorda un po’ Mariangela”, rispose. Poi, con un sorriso malinconico. “Le somiglia un poco. In certi momenti. Vagamente. Così volevo vederla da vicino, sentire la sua voce”.

    Non ho mai sentito una dichiarazione d’amore così pudica, così bella.

    E’ una giornata in cui la malinconia affiora e riaffiora, questa di oggi. Siamo andati a letto ieri sera con la sensazione triste di vivere ancora prigionieri del secolo scorso, incatenati da narcisismi e vittimismi, con quei due in tv.
    Ci siamo svegliati stamani che la Signora non c’era più. Quando si resta più soli si ha bisogno di voltarsi a guardare qualcosa a cui appoggiarsi anche solo un momento. Una canzone, una persona, un verso. E così, rileggendo le parole di Mariangela Melato che parla di gratitudine, di indipendenza con quella sua grazia ruvida ho pensato che un piccolo antidoto, stasera potrebbe essere quello di condividere qualche regalo recente che tenga tesi quei fili. A proposito di gratitudine, le parole di Lorenzo Jovanotti Cherubini nel suo libro bellissimo, quel che scrive presentando con modestia la sua musica. “Indipendenza”, come una delle canzoni di Niccolò Fabi, un’altra anima da catalogo. Grazia ruvida, come quella delle poesie di Patrizia Cavalli e la sua voce nella canzone “Al cuore fa bene far le scale”, che in un mondo bello da immaginare vincerebbe Sanremo e si suonerebbe in tutte le radio, così da farci alzare la mattina pieni di sensato buon umore. Sì, sono piccole cose.
    Era solo per dire che bisogna fare con quello che c’è, sempre, e provare a mettere un mattone per quello che manca. O un fiore di carta, in questo caso.

  8. Redazione
    Redazione Autore gennaio 12, 11:51

    La ringraziamo dottoressa, a presto; Red.Stato

  9. Grazie Stato Quotidiano
    Grazie Stato Quotidiano gennaio 12, 11:56

    Che donna Concita de Gregorio!! MI è bastato una volta sola vederla in tv un fascino incredibile quel viso bellissimo.

  10. Grazie Stato Quotidiano
    Grazie Stato Quotidiano gennaio 12, 12:33

    Ieri sera solamente Rai 3 ha dedicato un film alla Melato..che pena. Hanno trasmesso il film dove il protagonista era il grande Enrico Maria Salerno ne il
    ” La polizia ringrazia” diamine questa grandissima attrice merita di più molto di più!!

  11. Redazione
    Redazione Autore gennaio 12, 12:34

    Sicuramente, era grandissima e bravissima; Red.Stato

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