Manfredonia
Denominato affettuosamente dai suoi parenti e amici “Ze Pepàvele u cavamònde”

Graziano Romito, un personaggio singolare del Carnevale

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Graziano Romito (archivio Franco Rinaldi)

Graziano Romito (archivio Franco Rinaldi)

Manfredonia – TRA i personaggi spontanei del Carnevale di Manfredonia che si sono susseguiti nel tempo con travestimenti singolari e originali nel ‘900, va annoverato un certo Graziano Romito, denominato affettuosamente dai suoi parenti e amici “Ze Pepàvele u cavamònde”, per via del suo lavoro di operaio “cavapietre” e “spaccapietre”, e in età pensionabile portiere in un palazzo signorile di via Ospedale Orsini.

Ogni anno, e lo ha fatto fino a tarda età, in occasione del Carnevale soleva indossare ogni volta che si mascherava, un costume originale dallo stesso realizzato, truccarsi con barba, sopracciglie e baffoni finti, e durante la sfilata dei carri allegorici e gruppi mascherati esibirsi da solo lungo il percorso.

La sue performance avevano luogo anche durante i giorni di carnevale, allorquando Romito si camuffava in altri personaggi dallo stesso preparati “ e ce faciove a spacchete pe la chiazze”. Negli anni 1983 e 1984 in occasione della sfilata dei carri allegorici e gruppi mascherati, Romito si è esibito in qualità di mazziere nella banda musicale carnascialesca “La Chiappona” ideata da Gigetto Prato.

Un singolare, caratteristico, spontaneo e nello stesso tempo originale personaggio della tradizione popolare carnascialesca sipontina. Ci piace ricordarlo per la sua capacità di far sorridere la gente in occasione del Carnevale con i suoi camuffamenti stravaganti ed esilaranti e con la sua mimica di “attore” consumato, ma anche per le sue spontanee battute che spesso raccontava agli amici.

Molti anni fa, Romito che si trovava nei pressi dell’edicola in corso Manfredi (ora il Papiro) gestita in quegli anni da Attilio Santucci, dopo aver visto su tutte le copertine dei giornali e delle riviste le foto della famosa cantante Mina che aveva dato alla luce il suo primogenito, ebbe simpaticamente a dire: “Ehi Madònne !… quede pe nu figghje, hanne fatte tutte stu cenematòrje e je che fatte dice figghje !” (Ehi Madonna !…quella per un figlio hanno fatto tutto questo cinematografo (tanta pubblicità) e io che ho fatto dieci figli !).

Un’altra delle sue colorite battute, che mi raccontò anni fa Romito, era quando in giovane età stava nel letto con sua moglie; nel “momento più bello” la moglie gli chiese: “Grazziè, ha pajete a crumatune au scarpere ?… a codu ponde, ci muscète tutte cose” (Graziano, hai pagato la crema per lustrare le scarpe al calzolaio?… in quel momento si è ammosciato tutto).

(A cura di Franco Rinaldi e Lello Castriotta, in arte ‘I Forbicioni’)

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • Wu Ming 189°

    Questo è il carnevale a manfredonia, questo è lo spirito e l’anima del paese. Spirito che tutti portiamo dentro e che non si può non possedere se si è veri manfredoniani.
    Graziano Romito lo ricordo bene. e la sua assenza non viene colmata da nessuno.
    e se penso a chi, nutrendosi della crisi economica voglia rinunciare al carnevale, non posso che provare biasimo nei loro confronti.

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