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Il ministro Boschi risponde all’interrogazione 5 Stelle

Processo rating Trani, “no parte civile Governo Renzi”

"Per l’Esecutivo, non si ravvede un danno per lo Stato"

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Roma – “Il Governo Renzi, su indicazione del Ministero dell’Economia, non si costituirà parte civile nel processo alle agenzie di rating Standard &Poor’s e Fitch, accusate dalla Procura di Trani di aver manipolato il mercato internazionale tra il 2011 e il 2012 perché non si ravvede un danno nei confronti dello Stato”. A dichiararlo, oggi pomeriggio, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi che ha risposto così al question time presentato a Montecitorio dai deputati del Movimento 5 Stelle. Dallo sconcerto per la mancata costituzione di parte civile esternata dallo stesso pubblico ministero, Michele Ruggiero, a margine dell’udienza della scorsa settimana, fa seguito la netta presa di posizione del Governo Renzi che non sembra avere alcun interesse al procedimento in corso. “Casomai, successivamente, qualora sia dimostrato un danno per lo Stato Italiano – ha affermato il ministro Boschi – il Governo procederà autonomamente con una causa civile nei riguardi delle agenzie di rating”.
“In pratica, il Governo Renzi ora è anche giudice e decide se vi è colpevolezza o meno a prescindere dall’andamento del procedimento, tuttora in corso – dichiara il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S), autore dell’interrogazione parlamentare assieme ai colleghi Sorial e Pesco – Piuttosto preferisce intentare causa solo dopo, nonostante la costituzione di parte civile, ora, è praticamente a costo zero per le casse pubbliche. Se non è sudditanza all’agenzie di rating questa!”.

I danni complessivi quantificabili dalla presunta condotta illecita di “Standard &Poor’s” e “Fitch” sono stati quantificati nell’ordine di 120 miliardi di euro. A ciò si aggiunge la possibilità, in caso di condanna delle agenzie di rating, di una rivalsa dei risparmiatori sulle casse dello Stato che, tramite un’opportuna vigilanza di Banca d’Italia e Consob, avrebbe dovuto impedire gli atti fraudolenti ora imputati a S&P e Fitch. L’associazione Adusbef, intanto, ha presentato una diffida nei confronti di Banca d’Italia, Consobed il Ministero dell’Economia e Finanze per non essersi costituite parte civile nel procedimento e, inoltre, ha esposto denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale. E mentre Bankitalia (già durante l’udienza preliminare) e la Consob (scelta praticamente obbligata dal TUIF) sono state individuate come “parte offesa”, limitando così la loro partecipazione al procedimento a un ruolo di mere spettatrici, hanno formalizzato la costituzione di parte civile, oltre ad Adusbef, anche una ventina di risparmiatori e associazioni.

“Le parole usate oggi dal ministro Boschi – conclude Giuseppe L’Abbate (M5S) – sono uno schiaffo agli italiani che, con mille sacrifici, cerca di superare questo periodo di crisi che non sembra finire mai. In USA, Standard &Poor’s ha patteggiato con il Governo Obama una cifra pari a 1,5 miliardi di dollari. In Italia, il Governo Renzi non è in grado neppure di far sentire la propria voce, testimoniando un inconsistente peso a livello internazionale. Qui i casi sono due: o Renzi è complice delle società di rating o ha tradito la democrazia e, quindi, gli italiani”.
Nei giorni scorsi, infatti, la società di rating “Standard &Poor’s” ha patteggiato nel procedimento sulle valutazioni gonfiate assegnate a obbligazioni legate a mutui, relative al periodo antecedente alla crisi finanziaria del 2008. Con il patteggiamento, la società pagherà 678,5 milioni di dollari al dipartimento di Giustizia americano e altri 687,5 milioni di dollari a 19 Stati dell’Unione e al distretto di Columbia per un totale di 1,375 miliardi di dollari.

Mentre altri 125 milioni di dollari serviranno a chiudere la causa con uno dei maggiori fondi pensione degli Stati Uniti d’America per le valutazioni gonfiate su tre strumenti di investimento strutturati. Secondo il Governo USA, infatti, “Standard &Poor’s” avrebbe fuorviato gli investitori, assegnando rating massimi a bond garantiti da mutui immobiliari, mentre il mercato collassava a causa della crisi. Al processo di Trani, la cui prossima udienza è fissata per il 5 marzo, saranno chiamati a deporre, tra gli altri, il governatore della BCE Mario Draghi, l’ex presidente del consiglio Mario Monti, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, l’ex ministro Giulio Tremonti, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, il dirigente generale del dipartimento del Tesoro Maria Cannataed il presidente della Consob Giuseppe Vegas.

Redazione Stato



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Commenti


  • semprevigile

    Ho il sospetto che la mancata costituzione civile dell’Italia possa celare accordi inconfessabili con certi esponenti politici e uomini d’affari senza scrupoli dediti a ben altri derivati investimenti molto suscettibili delle varie lettere pubblicate, magari ad arte, dagli organismi di reating.
    Nello spazio, certi pianeti anche se non si vedono, producono degli effetti che solo determinate menti possono capirne la presenza…..

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