Editoriali
Intimidazioni, minacce, auto incendiate, buste con messaggi in codice: ricostruzione ultimi avvenimenti

Politica, dirigenti, quando a ‘parlare’ sono i proiettili

Doris Lo Moro: "Esiste un caso Puglia che va portato all’attenzione del Governo"

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Atto intimidatorio a dirigente Comune di Monte Sant'Angelo, indagini CC (marzo 2014 - archivio)

Atto intimidatorio a dirigente Comune di Monte Sant’Angelo, indagini CC (marzo 2014 – archivio)

Foggia/Manfredonia – “ESISTE un caso Puglia che va portato all’attenzione del Governo con particolare riferimento al territorio di Foggia”. Così, a fine giugno 2014, la presidente della Commissione d’inchiesta del Senato sul fenomeno degli atti intimidatori agli amministratori locali, Doris Lo Moro, “al termine della due giorni di audizioni nella prefettura di Bari con i rappresentanti delle forze dell’ordine, della magistratura e dei sindaci di alcuni Comuni pugliesi”.

INTIMIDAZIONI A POLITICI, FUNZIONARI PUBBLICI, I NUMERI IN PUGLIA. Allarme dunque sul fenomeno “intimidazione” quale “messaggio rivolto ad amministratori locali e funzionari pubblici italiani”. Dalle audizioni nella prefettura di Bari la Puglia è risultata la Regione che ha fatto registrare il maggior numero di recenti intimidazioni: 134 episodi nel 2013 e 47 nel primo semestre dell’anno. A livello nazionale, dati più allarmanti sono emersi durante il convegno di ‘Avviso Pubblico’ a Cinisi (Pa), a Casa Badalamenti con la presentazione del rapporto “Amministratori sotto tiro. Intimidazioni mafiose e buona politica”, presentato in occasione delle iniziative in ricordo di Peppino Impastato, l’attivista ucciso 36 anni fa da cosa nostra: “Complessivamente 351 nel 2013 le intimidazioni, con una media di 29 minacce al mese, quasi una al giorno. L’80% dei casi è stato registrato nelle regioni del Mezzogiorno; al primo posto la Puglia, con il 21% dei casi censiti, segue la Sicilia, con il 20%, e la Calabria, con il 19%. A livello provinciale, il maggior numero di intimidazioni è stato registrato nelle province di Palermo (25 casi), Cosenza (23), Taranto e Messina (18), Foggia (17). A essere colpiti sono soprattutto amministratori locali (71% dei casi) e funzionari pubblici (17%)”.

“DORIS LO MORO: TRA LE CAUSE ‘L’ILLEGALITA’ DIFFUSA’ E ‘L’ECCESSIVA TENDENZA ALL’ASSISTENZIALISMO'”. Alla base di fattori che “aiutano e consentono la proliferazione degli attentati”, secondo i senatori che hanno relazionato lo scorso giugno 2014 durante le audizioni nella prefettura di Bari: “l’illegalità diffusa“, “la crisi economica“, “l’eccessiva tendenza all’assistenzialismo“. “Si va delineando – avevano sottolinea Doris Lo Moro – la necessità di rimedi legislativi, circostanziando i reati in maniera più specifica, magari con la creazione di circostanze aggravanti per gli atti intimidatori ai pubblici amministratori e strumenti investigativi più adeguati”. “Preoccupante – viene affermato dai membri della Commissione – la sottovalutazione del fenomeno che viene fatta dagli stessi amministratori vittime”.

INTIMIDAZIONI, ALCUNI EPISODI DI CRONACA NEL FOGGIANO. Ponendo l’attenzione sulle intimidazioni avvenute nel Foggiano – in danno di amministratori locali, referenti politici e funzionari pubblici – denunciate pubblicamente e che hanno avuto risalto sulla stampa locale, da ricordare la busta con proiettile inviata al candidato sindaco di San Severo Dino Marino nel marzo 2014, i colpi di Kalashnikov all’indirizzo della saracinesca di un garage di proprietà di un dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Monte Sant’Angelo la sera del 1^ marzo 2014, la busta con proiettile inviata al vice sindaco di Orta Nova nell’ottobre 2013; la busta con un proiettile recapitata nel 2010 all’allora vicesindaco con delega all’urbanistica di Monte Sant’Angelo, Michele Ferosi, del PdL, a meno di una settimana dal “NO FAIDA DAY”, “giornata nella quale migliaia di cittadini ed istituzioni hanno manifestato per dire no a tutte le forme di criminalità che affliggono il Gargano e nello specifico Monte Sant’Angelo”; andando più indietro, la “busta con proiettili indirizzata all’allora direttore generale della Ausl Fg2, Donato Troiano, nel dicembre 2005“, le cartucce di pistola fatte recapitare nel dicembre 2001 all’allora segretario provinciale dei DS di Foggia, Michele Bordo.

Da ricordare anche una serie di attentati e intimidazioni subiti dall’avvocato Giandiego Gatta negli anni 2000-2001; nel 2000, alla vigilia della presentazione della candidatura in AN alle regionali, ignoti lanciarono bombe carta contro lo studio dell’avvocato sipontino con danni al portone e alla scalinata; nello stesso periodo anche un incendio della vetrina del comitato elettorale dello stesso Gatta; scritte ingiuriose all’esterno di una scuola sede di seggio elettorale: “se votate Gatta arriveranno altre bombe“; nel 2001, in danno dello stesso avvocato, l’incendio dell’autovettura, danni al portone di casa; nello stesso periodo: mura imbrattate con minacce e ingiurie verso Gatta. Infine nel 2010, alla vigilia delle regionali, ignoti hanno spaccato il vetro dell’auto dell’avvocato sipontino (candidato nel Pdl, oggi consigliere) durante un intervento in pubblico dello stesso a Orta Nova.

‘I MESSAGGI IN CODICE’ ATTRAVERSO GLI INCENDI DI AUTOVETTURE Ma le intimidazioni più diffuse in Puglia verso gli amministratori locali, referenti politici, funzionari pubblici, molto spesso sono perpetrate attraverso gli incendi di autovetture «che appaiono come vere e proprie modalità di risoluzione dei contenziosi». «Qui in Puglia incendiare una macchina è un linguaggio ben preciso – come detto nel giugno 2014 da Marcello Gualdani, vicepresidente della Commissione d’inchiesta del Senato sul fenomeno degli atti intimidatori agli amministratori locali – che testimonia una situazione drammatica da far west di cui è già stato informato il ministro dell’Interno». Con riferimento alla situazione del foggiano, che con 40 casi nel 2013 e 19 nel 2014 è la prima provincia pugliese seguita da Bari e Bat (35 nel 2013 e 11 nel 2014), Brindisi (21 e 4), Lecce (21 e 10) e Taranto (17 e 3), i senatori avevano sottolineato «il rischio che il radicamento dei fenomeni criminali nel tessuto sociale comprometta la tenuta democratica del territorio, privandolo della sua dignità».

A livello territoriale, tra i tanti episodi, da ricordare l’autovettura incendiata a fine novembre 2014 al presidente dell’associazione Artigiani di Manfredonia Antonio Falcone, l’auto incendiata nell’agosto 2013 ai danni di Gino Vergura, già Sindaco di Monte Sant’Angelo e padre di Giovanni, attuale consigliere di minoranza al Comune del centro garganico. Da ricordare nel luglio 2013 le autovetture incendiate a Monte Sant’Angelo in danno dell’ex assessore alla Legalità del Comune Donato Taronna.

Per Manfredonia non sono mancati recenti incendi di auto in danno di componenti delle forze dell’ordine, e naturalmente a rappresentanti politici. Un incendio di natura probabilmente dolosa distrusse nell’aprile del 2012 l’autovettura dell’avvocato e consigliere comunale, capogruppo, del Pd Franco La Torre, ex vice sindaco di Manfredonia. In base a quanto emerso, soltanto due mesi prima (febbraio 2012) lo stesso consigliere del Pd sarebbe stato vittima di un altro tentativo d’incendio della stessa autovettura. Da ricordare che l’ex vice-sindaco, ed assessore all’urbanistica durante l’ultima Giunta Campo, era già stato oggetto di un incendio doloso della propria auto nella notte del 12 agosto 2009. Sempre nella stessa data (nell’agosto 2009), lo stesso ex vice-sindaco sarebbe stato oggetto dell’invio di un pacco con la presenza di una testa mozzata di un animale (capretto).

Ancora prima nel 2005 l’auto incendiata aell’allora sindaco di Monte Sant’Angelo Antonio Nigri; “l’anno successivo toccò al veicolo di Francesco Granatiero, consigliere comunale di maggioranza” (fonte: diario montanaro).

Questi alcuni esempi (sui tanti dei quali non si è data comunicazione, molto spesso anche per mancato risalto mediatico) dei messaggi in codice recapitati a referenti politici, amministratori locali, funzionari pubblici in Puglia a scopo di intimidazione. Messaggi aventi funzione di repliche, risposte, avvertimenti, segnali. Molto spesso successive a denunce, espressioni, punti di vista e riflessioni.

“NON SOTTOVALUTARE IL CASO FOGGIA”. Mentre si registra in data odierna la nuova grave intimidazione ai danni del prof. Italo Magno, referente di Manfredonia Nuova (busta con proiettili e messaggio allusivo indirizzati nella propria abitazione) la necessità – con gli echi ancora vigenti delle stragi di Parigi, precedute da avvertimenti – di non “sottovalutare il caso Foggia”. Difatti, con il silenzio, e/o attraverso il ridimensionamento in Capitanata del grave fenomeno dell’intimidazione si rischierebbe “quanto accaduto in Calabria con la ‘Ndrangheta”. “La Puglia non si imponga in Italia per la violenza, ma per le sue straordinarie bellezze”. Così Doris Lo Moro, presidente della Commissione d’inchiesta del Senato sul fenomeno degli atti intimidatori agli amministratori locali, al termine della due giorni di audizioni nella prefettura di Bari.

g.defilippo@statoquotidiano.it



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